~Promessa~ Enkaze

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Era il giorno dei diplomi. Nathan era seduto sotto un albero e guardava Mark entrare a scuola accompagnato dai suoi due migliori amici, Axel e Jude. Sospirò: era l'ultimo giorno in cui si sarebbero visti, poi si sarebbero divisi. Mark era il suo migliore amico, gli sarebbe mancato tantissimo.

All'uscita di scuola Mark lo fermò:"Ehy Nathan!".
Lui si girò e gli sorrise:"Ciao Mark! E così abbiamo appena ottenuto i diplomi, eh?". Lui annuì senza togliere il suo solito sorriso.
All'improvviso divenne serio, e, credetemi, per Mark non è normale essere serio.
"Nathan... Le nostre strade adesso si dividono. Facciamoci una promessa"
"Una.... Promessa...? Che tipo di promessa...?"
"Le promesse come quelle che si fanno gli amici!"
"Mark, spiegati meglio"
"Okok, ascoltami. Probabilmente per molti anni non ci vedremo.."
"Questo lo avevo capito. Vai al punto del discorso."
"Promettimi che il sedici agosto di quando avremo ventun anni alle nove di sera ci incontreremo alla Torre Inazuma."
Nathan lo guardò stupito:"Perché proprio quel giorno? Perché a ventun anni?"
Lui alzò le spalle:"Ho detto numeri a caso. Se non ti va bene cambiamo data e cambiamo età, a me non cambia.".
"Ok, te lo prometto."
I due ragazzi si presero per mano guardandosi negli occhi.  Solo in quel momento Nathan si accorse che non era semplice amicizia quella che provava per il castano. E avrebbe atteso impaziente quel sedici agosto.

Finalmente arrivò il giorno tanto atteso. Nathan si svegliò con il sorriso e scese dal letto. Non vedeva l'ora di rincontrare Mark. Fra i vari impegni non erano più riusciti ad incontrarsi ma finalmente quella sera si sarebbero rivisti.

Mark si svegliò come ogni giorno con il sorriso, ma quel giorno sarebbe stato speciale: sarebbe stato il giorno in cui avrebbe rivisto Nathan. Si era accorto durante il Football Frontier International di provare qualcosa per il numero due dell'Inazuma Japan ma non si era mai dichiarato. Axel gli aveva consigliato di farlo ma non gli aveva dato ascolto. Solo il giorno del diploma aveva trovato il coraggio per dargli una specie di appuntamento. Però quando lo invitò l'ansia che potesse rifiutare lo indusse a rimandare a quando sarebbe stato più grande. Non sapeva perché aveva scelto il sedici agosto, forse perché era un giorno in piena estate. Poi gli piaceva il numero sedici. E riguardo l'età.... Anche quella l'aveva sparata a caso, non c'era un motivo ben preciso per cui aveva scelto quell'età.
Il dubbio che Nathan non potesse presentarsi non gli passò nemmeno per la testa, si fidava dell'amico e sapeva che sarebbe venuto. Non si sarebbe dimenticato di una promessa.

Finalmente la sera arrivò e i due ragazzi iniziarono a dirigersi verso il luogo prestabilito.
Nathan arrivò un po' in anticipo e vide che all'albero era ancora appesa la ruota con cui l'ex capitano della Raimon si allenava sempre. A quel pensiero sorrise.
Quel luogo era importante per lui: era il posto in cui aveva accettato di entrare nella squadra di calcio, il luogo dove era iniziata la sua avventura.

Una voce lo riportò ai suoi pensieri.
"Nathan!".
Si girò e quando vide Mark sorrise: era cresciuto ma in fondo era sempre lo stesso,il suo stesso sorriso radioso e la stessa fascia arancione. I segni distintivi di Mark.

Mark appena vide Nathan gli corse incontro e lo abbracciò. Il blu inizialmente rimase sorpreso ma poi lo ricambiò.
Poi chiese:"Allora, mi dici come mai hai scelto proprio questo giorno?".
Mark rise:"Te l'ho detto, gli ho sparati a caso!".

Nathan non resistette più e lo baciò. Incredibilmente fu ricambiato.

Io
E niente, l'Enkaze sta diventando una delle mie OTP. Prima Mark lo shippavo con Nelly ma adesso mi sono convertita all'Enkaze.


One-Shot inazumiane ||DA REVISIONARE||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora