Perché dovrei... (continuazione)

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Talvolta ci sentiamo incompresi, non capiti o addirittura non considerati e limitati, ma dimentichiamo che per avere attenzione bisogna anche darne ad altri e mettersi in gioco. Alle volte pensiamo che il farlo sia un onere gravoso che comporti grandi sacrifici e rinunce, perciò, preferiamo rimanere nel nostro e seguire o fare cose che altri ci hanno già segnalato o preparato e posto su un piatto d'argento. In questo modo abbiamo la sensazione di fare bene in quanto conformi al sistema, quindi alla maggioranza o massa pensante.
Il problema che questo si traduce in un fallimentare modo di pensare, in quanto gran parte di quella massa fa lo stesso ragionamento e pensa che tu stai già occupandoti di filtrare ciò che è buono per loro. In questo modo solo una piccola parte di furbi ed abili, organizzati, manipolatori ci sguazzerà, affinché  un'espressione di libertà diventi un'opzione per soli ricchi e potenti [...]
Spesso, a causa di un'ossessiva economia dell'intangibile che ci porta sino all'ansia, ci precludiano dei momenti di svago o sfogo per il nostro Io, ritenendo il nostro tempo così scarso e prezioso da non esserne più neanche padroni.
Ciò, genera inconsapevoli frustrazioni, che ci portano ad ingigantire quel senso di indebolimento e percezione distorta di noi stessi che tende ad annullare, estremizzando il discorso, la stessa autostima.
In realtà, noi siamo molto più  di quello che il sistema ormai ci induce a pensare! La nostra attenzione, i nostri pensieri, sono preziosissimi, e lo sono ancor più quando si articolano, e orientano come torce verso sentieri inesplorati e oscuri, laddove qualcosa di nuovo o particolare soggiace.
La novità ci spaventa soprattutto se ci giunge priva di quel sigillo di notorietà, pastorizzato, che ha fatto si che per molti anni l'informazione, la comunicazione e l'intrattenimento fossero monopolio di pochi, abituandoci ad un cliché preconfezionato secondo le mode sempre da loro create.
Ed ecco che solo con la consapevolezza di ciò, potremo riflettere su quanto siamo forti e protagonisti della nostra vita, semplicemente esercitando il nostro piacere al voto, alla rispettosa critica costruttiva,  alla riconquista del nostro tempo, alla ricerca del grande in ciò che pare piccolo, alla speranza in un mondo migliore che possa mettere finalmente in primo piano l'amore. Tuttociò ti parrà un'utopia, ma dipende da te renderla una realtà. Come?
Inizia subito leggendo questo romanzo fino in fondo, sarà il primo gesto, un semplice simbolo, per dimostrare che si può cambiare: donando felicità  a chi l'ha scritto e a te che l'hai permesso. Un gesto umile, ma patrimonio di quell'amore di cui abbiamo tanto bisogno e che non comprendiamo di quanto ne siamo inesauribilmente ricchi.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Nov 03, 2019 ⏰

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