-Che sciocchezze!- Chiuse il libro "miti e leggende" e lo ripose nello scaffale. Non aveva mai creduto ai miti, erano semplicemente troppo poco realistici. Ma quello...o era il piú irrealistico di tutti! Come faceva a esistere una terra chiamata Gorufar? Che nome terribile! E la civiltá dei potenziali? Banale! Era ovvio che fosse inventata. Eppure il libro ne parlava in maniera molto specifica...ma sicuramente era perché ľaveva inventato ľ autore, di sana pianta. Si alzó dalla sedia su cui si era adagiata e si diresse a passo svelto verso il cassiere prendendo il libro che aveva posato su un tavolino li vicino, prima di cominciare a leggere quello sui miti. -Vorrei prendere questo-disse con aria impaziente mentre si guardava intorno. Aveva ancora un sacco di cose da fare: prima di tutto doveva fare la spesa per i giorni seguenti, doveva andare dal parrucchiere per il suo appuntamento mensile, passare al rifugio per dare da mangiare agli animali e poi tornare a casa a pranzare. E poi doveva andare a lavoro. Dopo aver pagato prese in mano il libro e uscí dalla libreria salendo in macchina e dirigendosi verso il supermercato, che era piú o meno da quelle parti. Tornó a casa cinque ore dopo, carica di buste della spesa e con la messa in piega appena fatta. Mise tutto in frigo e cominció a cucinare. Pranzó e andó al lavoro. Mentre, seduta alla cattedra, stava sfogliando dei casi (di lavoro faceva la detective) poco interessanti, tra i fogli trovó un fascicolo. Si guardó intorno. "Magari qualcuno se ľ é scordata, oppure fa parte della cartella" pensando a ció la prese. Sulla copertina trasparente c'era scritto con un pennarello nero "per Ilen Bartlum" Si, era decisamente una cosa di lavoro. Noncurante aprí il fascicolo e rimase inpietrita. Nella prima pagina non c'era un cliente, un sospettato o una missione. No. Era suo. Un foglio su di lei. C'era una pagina con la sua foto, i suoi dati personali, il suo curriculum.
Si alzó di scatto dalla sedia ancora con il fascicolo in mano. -Ma che... come fanno a sapere queste cose? Chi le ha scritte? E poi da quando in qua ho dei superpoteri? No...deve essere stato per forza un mio amico...magari Daniele...si, deve essere stato lui...se lo prendo...!- scosse la testa e giró pagina, poi ebbe un piccolo sussulto: c'era una lettera. Senza indirizzo, francobolli, destinatario o mittente. Con le mani leggermente tremanti, (la faccenda si era fatta vagamente inquietante), si giró la lettera tra le mani e la aprí.
Ilen Bartlum
Sei stata chiamata per combattere una forza immensa e pericolosa che sta per abbattersi su Fiste e, forse, su tutta Italia. Sappiamo che sembra una stupidaggine, ti spieghereno tutto dopo. Raggiungici al seguente indirizzo: Milano, Via del Re Sole 19
Le nature
Era senza parole, poi ridacchió. "Chi puó mai credere a una stupidaggine del genere? Mmm...peró una visita a Milano non mi farebbe male... in fondo ho bisogno di una vacanza". Accartocció il fascicolo e la lettera e li buttó nel cestino, poi andó dal direttore. Dopo aver ottenuto due settimane di vacanza ripose la cartella in un cassetto "la rivedrò quando torneró" e chiuse la porta del suo ufficio a chiave. Man mano che scendeva per le scale peró, il dubbio che quella lettera fosse vera cominció a farsi sempre più forte. "Peró quella lettera potrebbe essere reale... insomma, non credo che molti miei colleghi si mettono a scrivere una lettera firmandola "le nature" e per giunta mi danno pure appuntamento. E anche se fosse uno scherzo, mi pare un pó troppo esagerato...passeró di lì. Ma se fosse vera...quale minaccia? Forse é troppo pericoloso per me...insomma, che cavolo potrei farci? Se venissi li, tutto questo fosse vero e io fossi coinvolta...come cavolo faccio? Poi una vocina, piccola ma profonda e chiara (probabilmente la sua coscienza): sei giá coinvolta. Lo sei da quando hai ricevuto quella lettera."
Era arrivata all'uscita delľedificio. Prese la macchina e arrivó a casa poi entró in camera sua, tiró fuori un trolley blu elettrico, lo aprí e cominció a riempirlo. Era deciso: ci andava. Se fosse vero o no, non poteva lasciare che Fiste venisse distrutta mentre lei si comportava da perfetta vigliacca.
-vestiti, cibo, occhiali da sole, spazzola, prodotti per il bagno, ventaglio, carica, laptop....- chiuse la valigia, indossó una giacca a vento e mise il cellulare, le cuffie, le chiavi e i fazzoletti in uno zaino. Poi tiró il manico del trolley e si mise lo zainetto in spalla. -si vá- uscí dalla sua camera e da casa, poi salí in macchina, diretta verso la stazione
Primo capitolo fatto e primo protagonista introdotto!
Che ve ne pare? Che carattere ci immaginate?
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Seven: scacchi
Fantasía~Non importa chi eri, cosa stavi facendo o quanti anni avevi quando hai trovato la busta. Ľhai ricevuta. E nulla sará come prima~ Una grande minaccia incombe su Fiste, un tranquillo paesino di campagna. Solo sette ragazzi scelti dalle "Nature", quat...
