B-DAY E NUOVI INCONTRI
“Nessuno mi ha avvisata che oggi è il suo compleanno!” urlo tra me e me mentre guido, stringendo il volante. Chi mi vedesse penserebbe che sono una pazza scatenata. Sono scappata di casa, mi sto dirigendo a prendere un regalo dell’ultimo minuto.
All’improvviso inchiodo davanti a un negozio che vende articoli da regalo di ogni tipo. Scendo di corsa dall’auto, i capelli un po’ arruffati e il cuore che batte a mille. Mi torna in mente una foto che King e io abbiamo fatto la settimana scorsa, durante la visita allo zoo di Central Park. Camminavamo mano nella mano, sorridenti, e sembravamo davvero lo specchio della felicità.
Prendo il telefono e cerco la foto su Google, la salvo e la faccio sviluppare subito in un piccolo negozio di stampa vicino. Poi scelgo una cornice di legno con cuori intarsiati e la inserisco delicatamente. Perfetto.
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Arrivo a casa di King, ancora trafelata, e appena entro vedo Henry e Greta.
“Scusate, avevo dimenticato di ritirare il regalo per King!” dico, cercando di recuperare fiato.
“Va bene tesoro, ora calmati. Potevi dircelo prima, ci siamo preoccupati,” risponde Greta, abbracciandomi con un sorriso. Henry annuisce e mi stringe a sé brevemente.
Sento un senso di colpa per il caos che ho combinato, ma anche un calore familiare che mi avvolge.
“Ci siamo dimenticati di dirti che a cena abbiamo invitato anche le tue amiche. Abbiamo fatto bene?” chiede Henry con tono curioso.
“Benissimo!” esclamo, mentre mentalmente inizio a pregare in tutte le lingue, anche quelle morte, giusto per sicurezza.
“Abbiamo chiesto loro di andare a prendere Kian ed Eric all’aeroporto, i due migliori amici di King, i suoi cugini.”
Ora sì che siamo nella cacca… penso, mordendomi il labbro.
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Al terminal, Monique è già in evidente stato di eccitazione nervosa.
“Siamo qui da mezz’ora! Quando arrivano 'sti due rompicazzi?” borbotta.
“Stai calma, Monique, ti prego. Siamo venute in anticipo, altrimenti non avremmo mai trovato parcheggio,” la tranquillizzo. Ma appena vediamo due ragazzi sorridenti dirigersi verso di noi, entrambe sbalziamo un po’.
“Oh, Gesù!” esclamano all’unisono.
Il moro si ferma davanti a Monique, porgendole la mano.
“Sono Kian Ledap e lui è mio cugino Eric.”
Isabel resta senza parole, con la mano sospesa a mezz’aria e un sorriso ebete sul volto. Eric si presenta con voce calda e profonda: “Sono Eric Derivy.” Il suo tono la fa letteralmente vibrare. Entrambi sono alti, muscolosi, con un’aria che fa girare la testa.
Le ragazze li accompagnano in auto, ancora un po’ sotto shock. Monique non ha ancora pronunciato parola, ogni tanto sospira e lancia sguardi rapidi a Kian. Isa rompe il ghiaccio: “Quanto vi fermerete?”
“Abbiamo comprato casa qui. Ci siamo trasferiti, anche se in realtà siamo nati a New York,” risponde Kian con un sorriso sicuro.
Dopo qualche minuto, arriviamo finalmente a casa Storm.
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King arriva poco dopo, entrando con il solito passo elegante e un sorriso che fa girare tutte le teste. Mi saluta con un bacio a stampo, dimostrando agli occhi di tutti quanto siamo vicini e innamorati.
Ci sediamo a tavola. Isa è tra Eric e Kian, Monique accanto a Kian e King. L’atmosfera è calda, conviviale, e il profumo della cena scalda subito la stanza.
La cena scorre tra risate e chiacchiere. Notiamo tutti quanto Monique sia cotta per Kian, e Isa per Eric. Io osservo e penso che, in fondo, le emozioni più semplici siano spesso le più sincere.
Scopro anche le preferenze culinarie di King: spaghetti al pomodoro, arrosto di vitella e patate al forno. Nulla di complicato, ma perfetto.
Henry si schiarisce la voce e dice:
“Da quanto state insieme… tre settimane?” Sorridendo, continua: “Beh, quello che voglio dire è che ci avete fatto un immenso regalo a trovarvi. Siete meravigliosi insieme, una gioia per gli occhi e per il cuore. Si vede che vi amate. Ti ricordi, amore? Sembriamo noi alla vostra età.”
Prende la mano di Greta e gliela bacia. “Sappiamo che è ancora presto, ma quando vi sposate? Non vediamo l’ora di diventare nonni!”
Io guardo King, il cuore che batte forte, mille pensieri che si accavallano: “Oh mio Dio, ma adesso davvero… respira Arya.”
King sbuffa, ma sorride.
“Papà, ti prego! Ora non iniziare con la storia del ‘vogliamo diventare nonni’. Hai preteso che mi fidanzassi, e sai bene che non ero portato per la vita di coppia… figuriamoci per crescere un bambino. Ma…”
Si ferma, e mi guarda intensamente. “Da quando è arrivata lei, la mia vita è cambiata.”
Accidenti, che recitazione! penso tra me e me, trattenendo un sorriso sarcastico.
“Io la amo più di me stesso,” continua King, “e se Dio volesse darci un bambino, lo amerei come amo sua madre.”
Gli occhi a cuore, la voce sincera… persino Leonardo DiCaprio non avrebbe potuto fare meglio. Standing ovation per Storm, mentalmente ovviamente.
Henry si alza e si porta davanti a King, abbracciandolo forte. Greta fa lo stesso. Poi arriva il mio turno. Vengo stretta tra quattro braccia, sento un calore che mi ricorda quello delle braccia di mia nonna. Le mie amiche mi guardano, io guardo loro, e ci stringiamo tutte insieme in un mega abbraccio collettivo, ridendo e piangendo allo stesso tempo.
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Seduta lì, nel mezzo di questa piccola festa familiare, sento un misto di emozione e gratitudine. Ogni dettaglio, dal sorriso di Henry, agli occhi lucidi di Greta, al bacio di King, mi fa realizzare quanto la vita possa essere incredibilmente complicata ma allo stesso tempo meravigliosamente bella.
Il tempo sembra fermarsi, anche solo per un istante. Riesco a percepire ogni respiro, ogni sguardo, ogni battito di cuore. Questa serata, iniziata con caos e preoccupazioni, si trasforma in un momento di pura connessione, di affetto e comprensione reciproca.
King mi lancia un’occhiata che dice tutto senza bisogno di parole. Sento il cuore scoppiare di emozione. Le mie amiche sorridono, condividono il momento, e io capisco che anche se la vita continuerà a essere piena di ostacoli, ci saranno sempre questi piccoli momenti perfetti, che valgono ogni sforzo e ogni rischio.
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Quando ci alziamo da tavola, il silenzio della casa ci avvolge dolcemente. Nonostante il rumore della città fuori, dentro è tutto calmo e intimo. Resto accanto a King, sentendo la sua mano intrecciarsi con la mia, mentre gli occhi degli altri ci seguono con approvazione e affetto.
Non so cosa il futuro ci riservi, ma per la prima volta in settimane sento un senso di pace. Il caos, la gelosia, le incomprensioni… tutto sembra lontano, almeno per questa notte. Sorrido, e sento che questo momento rimarrà impresso nella mia memoria per sempre.
Il mese sta per scadere.
Dalla vostra porchetta è tutto. Buonanotte!
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Amore Miliardario [COMPLETO 11/25]
Storie d'amoreSolo su Wattpad. ❤️ Arya ha ventitré anni, vive e lavora a new York in una biblioteca, condivide un appartamento con le sue due migliori amiche, Isabel e Monique. Non sanno come arrivare a fine mese ma una proposta molto interessante attende Arya...
![Amore Miliardario [COMPLETO 11/25]](https://img.wattpad.com/cover/208842683-64-k536895.jpg)