Ho così bisogno di essere toccato che mi brucia la pelle. Mi prenderei la carne con le unghie se solo servisse a qualcosa. Mi strapperei via il cuore e ne donerei qualche brandello al primo che passa solo per sperare in un abbraccio, solo per capire come zittire il mio corpo.
Non mi piace. Sentirmi così incompleto. Sentirmi così terreno. Vorrei essere una ninfa, così ingenua da desiderare l'amore umano, così sprovveduta da smettere di leccare ambrosia. E allora se dovessi credere di non poter mai contemplare un'illusa completezza, mi darei la morte; senza la speranza che un giorno potrei carazzare delle forme perfette, intrecciare le dita nei lineamenti di un viso virile e farmi prendere con le mani e con il corpo, sarei solo una ninfa infelice. Una ninfa che non conosce neanche il parnaso o l'Olimpo.
Una ninfa all'inferno.
Figlia dell'universo, Dea della scemenza, ingenuo bambino spaventato. Non potrei accettarlo. Mi getterei nel fiume più gelido che esiste, nel ruscello più basso, freddo quanto il cocito, in cui potrei annegare semplicemente a testa in giù.
Ma la speranza mi resta. Quando vedo un corpo nudo. Qualcosa la sento nonostante creda solo nei grandi sistemi.
Mi illudo di essere diverso ma forse ho solo bisogno di amore anche io.
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Veli Di Malinconia
PoetryUn viaggio che non porta da nessuna parte. Una storia scritta in poesia: frammenti d'anima, immagini confuse. Il sogno di un ragazzo di vivere nell'Amore e il suo folle desiderio di venire ascoltato. Poesie 2017 - 2020
