capitolo 6

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Finalmente è arrivato il tanto atteso venerdì.
Siamo tutti raggruppati nel giardino della scuola a parlare della festa che dà Samanta a casa sua domani sera, anche se sono già sicura di non andare. "Tu verrai Evy vero?" Valery ha iniziato a darmi questo soprannome da pochi giorni e devo dire che non mi dispiace affatto, lo trovo davvero carino. "Non penso che Samanta sia contenta della mia presenza, e inoltre non sono nemmeno stata invitata" dissi con tono di disinvoltura.
Non mi interessavano affatto le feste, la musica alta, tantissimo alcol e tutta gente ubriaca che striscia dappertutto. "Certo che verrai, Samanta ha detto che ognuno può portare degli amici, e tu verrai con noi" aggiunse Alli poi continuò dicendo "non vorrai mica dare la soddisfazione a Samanta di non farti vedere solo per colpa sua".
In effetti aveva ragione, Samanta doveva sapere che non ho affatto paura di lei e che non mi faccio nessun problema a farmi vedere dove voglio, con chi voglio e quando voglio, a prescindere dalla sua presenza o assenza. "E va bene, verrò" accettai infine. Dopo di che salutai tutti per dirigermi al mio dormitorio e mi sentii urlare da dietro "allora ci vediamo a casa mia per le 7". Mason. Proprio così, avete sentito benissimo, stasera sono a casa di Mason per iniziare un lavoro a coppie che ci ha assegnato il prof di letteratura, casa sua è libera perchè Alli va a svolgere il suo lavoro in coppia con Valery e i genitori di Mason sono in viaggio per lavoro e rientreranno solo lunedì.

Verso le 18:15 iniziai a prepararmi.
Misi un paio di leggins neri con una maglietta a maniche corte bianca con sopra disegnata la rosa del cartone animato "la bella e la bestia", un po' di trucco intorno agli occhi e una giacca di pelle sopra.
Alle 18:45 uscii di casa e mi diressi verso casa di Mason.
Non distava molto dal dormitorio e alle 19:00 in punto bussai alla porta.
Sentii dei passi pesanti venire verso di me e dopo alcuni secondi la porta si spalancò e ad accogliermi mi ritrovai un Mason sorridente come non lo avevo mai visto prima.
Aveva un'espressione così felice e serena che non riuscii a trattenere un leggero sorriso che mi si formò involontariamente in volto, poi iniziai a pensare se magari potessi essere io il motivo di tanta felicità. "Entra pure" disse riscuotendomi dai miei pensieri.
Quando entrai rimasi esterrefatta: l'ingresso dava subito ad un ampio soggiorno con mobili di vetro pieni di bellissime bomboniere, un ampio divano in pelle bianco con davanti un piccolo tavolino, anch'esso di vetro, con sopra un vaso con una pianta grassa.
Dopo avermi fatto ammirare per un po' il soggiorno Mason mi prese per mano e mi portò al piano di sopra dove mi fece vedere la stanza dei suoi, quella di Alli, il bagno ed infine la sua. La mia curiosità andò ad una porta infondo al corridoio che però Mason non mi fece vedere. La mia testa vagò ancora nei pensieri e la curiosità mi stava divorando ma decisi di concentrarmi sul compito.
E sugli occhi di Mason su di me.

Dopo un paio d'ore eravamo già a buon punto, così decidemmo di fermarci per decidere che cosa mangiare e optammo entrambi per la pizza.
Mentre Mason chiamò per ordinare io andai in bagno ma quando arrivai in corridoio rivolsi il mio sguardo a quella porta e non riuscii a trattenermi. Avanzai verso il fondo del corridoio e il più silenziosamente possibile cercai di aprirla, ma con mia grande delusione la porta era chiusa a chiave. Infine andai in bagno e tornai in cucina cercando di non pensarci troppo.
Mason era seduto sul divano e aveva messo un film horror in tv. Lo guardai sbigottita e poi dissi "scordatelo, non mi metterò mai a guardare questi film".
Ne avevo visto solo uno nella mia vita, insieme a Noah e Rebeca, e loro due si coalizzarono per farmi un terribile scherzo che mi spaventò a morte.
Da quel giorno per me i film horror non esistevano più. "Eddai sarà divertente, e ci sarò io a proteggerti" disse lui con tono divertito e una scintilla negli occhi che non avevo mai visto prima.
Il campanello suonò avvisando l'arrivo della nostra deliziosa pizza.
Lo stomaco mi brontolava. Divorai la pizza in un solo quarto d'ora e aspettai Mason che finisse la sua. "Allora...raccontami un po' di te" disse curioso.
Non sapevo che dirgli, ovviamente non mi sarei mai permessa di raccontare la verità sul mio passato, oltretutto era troppo doloroso ripensarci.
"Non ho molto da dire, volevo cambiare vita e quindi ora sono qui." dissi, spero non mi faccia altre domande non voglio dirgli più di ciò che già ho espresso. "Perchè?" chiese poi, era curioso ma purtroppo non potevo sfamare la sua curiosità.
Non volevo.
Nessuno sapeva del mio passato, di mia madre, mio padre...
Solo Noah e Rebeca lo sapevano, e nonostante ciò mi hanno tradita non preoccupandosi dell'enorme ferita aperta che hanno lasciato nel mio cuore.
"Ho avuto un paio di problemi che mi hanno portata a scegliere se rimuginare sul passato o migliorare il mio futuro, e perciò ho optato per la seconda opzione che però non mi lasciò altra scelta, dovevo amdarmente per raggiungere i miei obbiettivi" dissi semza dare alcun indizio delle mie disgrazie.
Mason mi scrutò con attenzione ma non aggiunse altro, finì la pizza e ci accomodammo sul divano uno affianco all'altro per dare inizio al terribile film che mi ha tenuta in ansia fino ad ora, The wich.
Non riuscivo a guardare nemmeno 2 minuti di fila di quel film senza stolzare di paura e nascondermi dietro ad un cuscino che ornava il grande divano.
Ad un certo punto, una scena particolare mi portò ad aggrapparmi a Mason.
Lui mi guardava divertito poila sua espressione si fece più flebile, mi accarezzò la schiena e si avvicinò pericolosamente al mio viso.
"Sei bellissima" mi sussurrò all'orecchio. Mi prese il volto tra le mani per tenermi ferma e mi baciò.

Un incontro inaspettatoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora