capitolo 4

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Finalmente arrivò l'ora della pausa pranzo e quando entrai nella mensa vidi con piacere Alli che sbracciava per farsi notare e farmi segno di aggiungermi al suo gruppo di amici. Sono tutti molto simpatici, devo ammettere con grande entusiasmo che mi trovo davvero a mio agio insieme a loro, riesco a non pensare alle brutte cose che hanno preso parte del mio passato, riuscivo a liberare la mente, a ridere ed essere per la prima volta dopo tanto tempo davvero felice. Dopo aver preso il mio vassoio con il "pranzo", se così potesse chiamarsi quella poltiglia marrone che davano la maggior parte delle volte, mi avvicinai ai miei compagni che mi accolsero con un caloroso sorriso stampato in volto. Zed, il ragazzo per cui Alli andava follemente fuori di testa nonostante non volesse ammetterlo, iniziò a fare stupide battute sul cibo mettendolo a confronto con l'insopportabile comportamento di Samanta, finchè lei e le sue amiche ci raggiunsero e guardandoci con disprezzo dalla testa ai piedi aggiunsero "ecco a voi il gruppo di sfigati!" poi con una giravolta da diva se ne andò con dietro le sue scagnozze che la seguivano fiere.
"Ecco a voi il gruppo di sfigati!" ripetè Valery con un tono da gallina per prendere in giro Samanta. Non riuscivo a capire perchè ce l'avesse tanto con me, visto e considerato che sapevo il suo nome solo grazie ad Alli. Mi riscossi dai miei pensieri quando notai che Mason mi stava spudoratamente fissando mentre passava la lingua sul labbro inferiore e poi lo morse. Aveva uno sguardo così profondo che mi fece venire la pelle d'oca, non riuscì a staccargli gli occhi di dosso pensando a quanto fosse bello con quei capelli spettinati e quell'aria da duro che, secondo me, nascondeva un animo dolce e sensibile. Per fortuna a costringermi a staccare i miei occhi da quelli di Mason fu il suono della campanella che determinava la fine della pausa e l'inizio della prossima lezione, che ne mio caso era la lezione di filosofia. Finalmente le lezioni terminarono e quando uscì in giardino salutai i miei compagni con la scusa di dover ancora sistemare le mie cose nella stanza del dormitorio e me ne andai...ero troppo stanca oggi per rimanere a chiacchierare con loro. Non vedevo l'ora di buttarmi sul letto e fare una lunga e serena dormita anche se dubito che possa farcela, è da tanto che non riesco a dormire bene per via dei miei incubi continui. Metto le cuffie e ascolto un po' di buona musica mentre passeggio per tornare al dormitorio quando, all'improvviso, sentii tirarmi per un braccio e sbattermi al muro. Quando vidi Mason mi tranquillizai nonostante il cuore mi batteva ancora come se stesse per esplodere. "Mi spieghi cosa avevi intenzione di fare?" urlai arrabbiata come non mai "mi hai spaventata a morte!" continuai. "Scusa...ti ho chiamata più e più volte ma visto che avevi le cuffie non mi hai sentito". "Bene, che vuoi?" chiesi indispettita. Ripensai di nuovo ai suoi occhi che mi osservavano con tanta attenzione oggi a mensa e per un momento mi sentii avvampare da uno strano calore. "Volevo solo dirti di non sbavare troppo quando incroci i miei occhi, non vorrei ti facessi illusioni sai, non sei il mio tipo" esordì sicuro di sè. Per un attimo rimasi a fissarlo allibita, come se mi fossi solo immaginata quello che le mie orecchie avevano appena sentito. "Fino a prova contraria eri tu quello che mi stava fissando a mensa e poi, non farti strane idee non mi interessi affatto" dissi con tono serio, sperando che non si senta l'incertezza che c'era in quelle parole. Non posso dire che mi interessava ma, in un certo senso, ero attratta da lui, molte volte mi capitava di fissarlo un po' troppo a lungo, quando mi parlava sentivo sempre il mio cuore fare le capriole, quando mi guardava o toccava non riuscivo a respirare, come se andassi in apnea, proprio come in questo momento. "Ah davvero?" disse avvicinandosi sempre più, poi allungò le sue possenti braccia muscolose e le appoggiò al muro ai lati delle mie spalle così da impedirmi di muovermi. Arrossì e cercai in ogni modo di non guardare quegli occhioni che mi stavano fissando intensamente proprio come era successo poche ore fa alla mensa e la sua bocca che mi sembrava così morbida, in piccolo istante valutai l'idea di assaporare quelle dolci labbra così vicine al mio viso. Mi sentii avvampare, scacciai via subito quei pensieri proibiti dalla mia testa e deglutii a fatica, poi esordii "si", l'unica parola che riuscii a tirare faticosamente fuori dalla mia bocca. "Ok" disse, e se ne andò con un ghigno trionfante che mi fece rimanere stranita per qualche minuto. Tornai frettolosamente nella mia stanza, mi misi nel letto e chiusi gli occhi cercando di non pensare a quello che era appena successo con Mason.

Un incontro inaspettatoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora