11. Paura

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Cecilia's pov
Dopo il Gran Premio del Belgio Leclerc tornò a Montecarlo dalla sua famiglia. A settembre ricominciai la scuola, rivedendo i miei compagni e facendo conoscenza con i nuovi. Conobbi anche nuovi professori. La prima settimana fu già piena perché ci davano già tanti compiti e stabilivano verifiche. Ma l'anno scolastico non era lo stesso senza Leclerc. Infatti Charles era stato il sostegno morale della classe dalla 1a superiore. La classe non era unita senza di lui. Quando i miei amici seppero che aveva avuto un incidente, ci rimasero male tanto che un giorno decisero di non andare a scuola. Fui l'unica in classe, ma alla fine mi rimandarono a casa perché ero l'unica presente. Ogni tanto cercavo di chiamarlo, ma non mi rispondeva. Non sapevo se era stato ricoverato ancora in ospedale o se non aveva tempo di chiaccerare con me. Chiamai allora Charlotte, che era mia amica. Lei mi raccontò un po' come stava lei, come andava a Monaco e le chiesi anche di Charles. Da quel momento parlò con tono cupo; mi raccontò che lui era spaventato, in ansia, era sempre chiuso in stanza, lo sentiva piangere per lo stress e non mangiava. Mi raccontò anche che aveva paura di voler tornare a gareggiare. Non voleva più uscire di casa e non voleva vedere nessuno. Iniziai a pensare che fosse non avesse paura, ma che fosse depresso. Pensai quindi un giorno di andare da lui per cercare di calmarlo.

Sono tornato | Charles Leclerc Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora