pov di martino
sono le tre di notte e mi ritrovo ad affogare nei miei pensieri illuminato dal chiaro di luna.
la brezza notturna preme insistentemente sul mio viso ed inizio ad avvertire dolore alla schiena dopo ore spese sulla stessa panchina malconcia.
in realtà non mi importa se le sue assi sono leggermente traballanti o se qualche stupido ragazzino si è divertito ad imbrattare il legno con qualche parolaccia...
questo era il nostro posto, mio e di nicco.
quando il rumore della città diventava assordante ci rifugiamo sempre qui, lontano da occhi indiscreti, lontano dalle preoccupazioni della giornata.
in questo parchetto desolato eravamo sempre solo noi due, io e lui.
sospiro piano volgendo i miei occhi gonfi alle stelle: sinceramente non so con certezza perché stia piangendo...
forse quest'incontro mi ha reso troppo emotivo,
forse, non lo voglio ammettere, ma speravo profondamente in una reazione di niccolò alla lettera che, nonostante siano passate ore, non è mai arrivata.
sbuffo silenziosamente sfregando i bordi delle maniche contro gli occhi in assenza di fazzoletti:
è finita qui.
questa sera ha ricambiato il mio abbraccio per semplice gentilezza.
la lettera tanto architettata ora si troverà sul
fondo di qualche cestino.
ho dato tutto me stesso ma non è bastato.
niente basterà,
non sempre tutto si può aggiustare,
ed io l'ho appena capito.
proprio mentre elaboro questa mia ultima constatazione una voce fin troppo familiare mi sorprende alla spalle:
"sapevo di trovarti qui" accenna lui timidamente.
mi volto di scatto e, a questa vista, non posso fare altro che tentare di cammuffare l'enorme sorriso che si sta facendo strada sul mio volto.
"credevo non ti avrei più rivisto" gli confesso sotto voce mentre la distanza tra noi si fa sempre più ristretta
"posso?"
mi chiede mentre indica innocentemente la parte di panchina vuota proprio accanto a me,
sorrido ancora di più mentre mi scosto un po' invitandolo a sedersi.
ed eccoci qui, dopo anni, ancora uno affianco all'altro seduti sulla stessa panchina dove abbiamo affrontato gran parte delle incomprensioni che ci si sono presentate.
sorrido e realizzo che attorno a noi non è cambiato niente,
siamo noi ad essere cambiati.
forse un po' cresciuti,
forse un po' più orgogliosi,
ma, nel profondo, gli stessi ragazzini di sempre.
siamo seduti a pochi centimetri di distanza con lo sguardo rivolto al terreno dissestato,
sospiro rumorosamente quasi a volerlo invitare a spiegarmi il perché di questo suo gesto ma non ottengo risposta.
poi prende coraggio e volta il suo viso verso il mio profilo:
"perchè queste cose non me le hai dette quel giorno?"
la sua voce è dolce e cauta, come ogni frase che azzarda in questa situazione di imbarazzo e rancore.
tento di rispondere il più sinceramente possibile:
"avevo paura, credo"
sussurro senza riuscire a controllare gli sbalzi della mia voce rotta
"paura di...?"
mi esorta lui a continuare
"paura di scontrarmi con la realtà,
paura di ricevere come risposta delle parole che non ero pronto a sentirmi dire.. specialmente da te.
sapevo che per salvare quella situazione era necessaria un'enorme dose di voglia e coraggio ma, forse, non lo volevo ammettere a me stesso."
nicco cela dietro al suo sorriso enigmatico una punta di amarezza e, dopo aver preso un ultimo respiro, lascia scivolare la sua mano sulla mia coscia in segno di rassicurazione.
"non importa marti,
non piú ormai.
eravamo due ragazzini tanto innamorati quanto ingenui... volevo solo farti sapere che non ti odio per quello che è accaduto."
rimango in silenzio leggermente spiazzato dalle sue parole... certo, sono contento non provi più rancore, ma avevo sognato un finale nettamente diverso da quello che sto vivendo.
forse legge nei miei occhi la speranza che continui a parlare e, abbozza con un sorriso consolatorio alzando leggermente le spalle:
"mi sembrava giusto dirtelo"
niente,
niente di niente.
ho perso...
ho perso lui, questa battaglia,
tutto ho perso.
"ok"
biascico piano per tentare di mascherare il nodo nella mia gola
"ok"
abbozza lui in segno di conferma.
poi mi volto a guardarlo... forse per l'ultima volta.
lui porta le mani alla testa e sospira tristemente quasi non fosse soddisfatto della piega che ha preso il discorso nonostante lo abbia indirizzato lui verso questa fine.
poi raddrizza d'improvviso la schiena puntando i suoi occhi nei miei.
"marti?"
accenno un "si" muovendo leggermente la testa sconfitto:
mi sento sprofondare lentamente mentre il mio respiro si fa sempre più pesante e irregolare.
forse ci ho creduto troppo,
forse non avrei dovuto nemmeno tentare...
proprio al mio fianco ho quello che è il ricordo più bello della mia vita ma, evidentemente, non può che rimanere tale.
sto per alzarmi visto che sembra non essere intento a continuare la frase..
"vuoi riprovare?"
mi blocco di colpo.
eii, eccoci qui col quarto capitolo... che ne dite, vi è piaciuto? ve lo aspettavate? vi leggo sempree❤️
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flashback part two|| rames
Romancemartino alla fine di "flashback" decide dopo cinque anni di riprendere in mano la sua vita e cercare niccolò, riuscirà a riconquistarlo? questo è il sequel tanto atteso della mia fic precedente quindi prima vi consiglio di fare un salto a leggere qu...
