Capitolo 5- Marionetta.

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Capitolo 5- Marionetta.

Gon saltò giù usando le sporgenze delle rocce come scalini da destra a sinistra, poi uso la roccia per scivolare con i piedi lasciando una scia dietro se, infine finì nel vuoto perciò atterrò sul sentiero diminuendo l'impatto della caduta. Facendo ciò aveva disceso metri di salita.

Guardò davanti a sé " Bello, ci faccio una foto per Killua." Prese una macchina fotografica e scatttò una foto sul cielo e il mare che aveva attorno le coste e tanto verde.  aveva fatto molte  foto per condividere con lui i momenti più belli e i luoghi che aveva visitato nel mondo dei demoni.

Camminò per il sentiero da solo - Andrò a piedi, non ho più soldi per un altro treno, ma prima devo mangiare, però non ho soldi, quindi digiuno? Un anima umana potrei? No, e se fosse, volevo di quella ragazza anche se il suo sangue non mi piaceva. -

Raggiunse il paesino e chiese con furbizia " Salve, posso aiutare in questo posto? Mi servono dei soldi?"

Fortunatamente la gente era anziana quindi riuscì a trovare qualcosa " Se riesci a strappare le erbacce posso darti 30 jeni."

Il ragazzo quindi si tolse la felpa rimanendo in canottiera "Oh,  Va bene, grazie." Quindi si mise a lavorare nei campi usandolo come allenamento sulla resistenza fisica. Il sole batteva ma Gon non era affaticato " Ecco fatto! Ho fame.. " finì in poco tempo.
Sentì lo stomaco brontolare.

L'anziana contadina vedendo come fosse svelto Gon, gli chiese di fare una pausa e Il ragazzo accettò.

" Vorrei sdebitarmi. Non ho molto con me, ma ti va di mangiare una zuppa di zucca?"

Gon si chiese che sapore avesse " Non l'ho mai assaggiata, signora. Accetto con piacere. Le dispiace se dormo qui? Non ho un posto dove stare." Ammise un po' in imbarazzo.

" Se ti accontenti della stalla, anche sì." A Gon non dava problemi " Va benissimo, io sono abituato alle pietre. Sa nel paese nemmeno i letti non esistono se non in infermeria che è sempre chiusa. "

In mattinata Gon si svegliò sentendo dalla stalla un buon odore di caffè scaldato con il latte.
Preso dal ricordo passato della sua vita con sua Zia Mito, aprì gli occhi, guardandosi attorno. Vide i cavalli che nitrivano, le galline che erano chiuse nel pollaio a starnazzare. Ci si avvicino e le salutò " Ciao bestioline."

La porta della stalla venne aperta dalla signora che aveva due sacchi pesanti d'acqua. Si vedeva che era in difficoltà, quindi Gon si fece avanti " Aspetti, l'aiuto io. " Prese i due secchi mentre la donna sorrise " Sei un bravo giovanotto. Prenderesti il latte dalle capre? Io ho mal di schiena,non mi sento molto bene."

Il ragazzo si dispiacque "Ma certo, lei mi ha ospitato una notte, è il minimo che possa fare."  Era vero che non provava emozioni per gli umani ma solo per chi non lo meritava. Per quella vecchietta sentiva compassione che lo spingeva ad aiutarla senza volere nulla in cambio. La sua indole era quella e mai sarebbe cambiata" Lei riposi. Posso occuparmi io del resto." Consigliò, mettendo in secondo piano il suo piano principale di andare a farsi i soldi per andare a casa di Killua.

" Ti sto sicuramente rallentando nelle tue faccende personali. " Avvisò per non farlo sentire sfruttato.

" Ho ancora quest'anno per raggiungere una persona.
L'accompagno a letto così si riposa." Lo vedeva dall'aura vitale che quella signora ben presto sarebbe morta e lui non poteva impedirlo, ma per riapetto non glielo disse.

La portò dentro la capanna, in una stanza decorata dal legno scheggiato. Il soffitto era basso, e il letto era duro, per niente ideale per l'anziana, quindi la mise a sedere " Aspetti qui, ho un'idea."  Nel fienile c'era tanta paglia morbida che poteva essere usata, quindi la prese e la mise sul materasso compattandolo fino a creare una maggiore morbidezza  Prese per la vita la signora e la distese sul letto " Mi dica i lavori da fare."

[COMPLETA 2° SERIE  ] 𝗟'𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 *Killugon* Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora