Perdonami

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Piano, piano iniziò ad aprire gli occhi. In un primo momento, vide tutto appannato ma appena la vista si fece chiara, vide che era in una stanza tutta bianca. Per la seconda volta, era finito in ospedale. Guardandosi lentamente attorno, vide che era solo, però guardando attentamente, al fianco del suo letto, vi trovò una testa mora.
Stette a guardarla per un po', fino a quando questa non si mosse. Si specchio in un mare nero. Non appena i loro sguardi s'incontrarono.
Non capì subito chi fosse ma nel momento stesso che sentì la voce, dai suoi occhi scesero le lacrime.
Sas:”I-itachi! S-sei proprio t-tu?!”
Ita:”Si” e gli mostro un bel sorriso.
Con ancora le lacrime agli occhi, si butto letteralmente addosso al fratello. Abbracciandolo fino a farsi male alle braccia, ancora provate dal dolore.
Sas:”Avevo tanta paura. Credevo che nessuno sarebbe venuto Sigh!”
Ita:”So che non ho potuto risparmiarti quello che ti è successo. Però ricordati che per me sei molto importante. Sei il mio adorato fratellino e per te ci sarò sempre.”
Rimasero abbracciati fino a quando non entrò la madre dei due ragazzi.
Mik:”Tesoro! Finalmente ti sei svegliato, come stai?” abbracciando il piccolo.
Ancora con le lacrime, il piccolo Sasuke venne racchiuso tra le forti braccia materne.

Calmatosi e rassicurando la madre per quanto riguarda la propria salute, chiese di essere lasciato da solo che voleva riposare.
Girando la schiena verso la porta, ragomitolandosi sotto le lenzuola, il giovane richiamò a se gli ultimi avvenimenti, anche se pochi.
Era stato rapito e poi portato in stanze fredde dove dopo averlo picchiato lo avevano anche fustigato perdondo poi conosceza. Non sapeva il perchè, ma sapeva che anche se lo invocava, il suo amore, non era venuto a prenderlo e portarlo in salvo. Ed ora non gl'importava più nulla di lui. Non lo voleva più devere. Però solo una domanda gli fullava ancora in testa.
Per un breve momento, prima di svenire di nuovo, attorno a se aveva visto anche se sfocate il viso di due degli amici di Naruto. Perchè si trovavano li? Domanda che non avrebbe avuto risposta tanto presto.

Il tempo passava inesorabile e Sasuke riprendeva tutte le forze perse. Tutti gli facevano visita, anche il fratello, pur avendo un sacco di lavoro, riusciva sempre a trovare un momento per lui.
L'unica cosa negativa, oltre alle cicatrici che stavano scomparendo, Sasuke provava terrore per i posti bui, freddi e stretti, una vera e propria fobia, inoltre aveva anche paura di essere toccato, lo permetteva solo al fratello.

Passarono altri giorni e poi settimane e finalmente il piccolo Uchiha potè uscire dall'ospedale.
Tutti lo attesero fuori dall'ospedale però, nessuno si accorse di una figura nascosta dietro un grosso albero che osservava tutto quanto, tutti tranne uno.

Ita:- Q uand'è che ti deciderai a venire allo scoperto?!! Ormai la mia decizione l'ho presa, gli raccontero cosa in realtà sono, ma non gli diro di te. Dovrai farlo da solo se davvero ci tieni. -

Nar:- So a cosa stai pensando. Te lo giuro, ci provero un'ultima volta.- e silenzioso come era arrivato, se ne andò.

Una settimana dopo …

alla fine di una doccia, Itachi, mentre stava cencando dei vestiti puliti da potersi mettere, vide Sasuke entrare nella sua stanza. Subito tentò di coprirsi il tattuaggio, ma poi pensò alla desizione presa qualche tempo prima. Se doveva dirgli la verità, poteva benissimo iniziare dall'immagine che aveva sulla schina.
Sas:”Ciao fratellone!” mettendosi seduto sul letto.
Ita:”ciao piccolo.” e intanto trovava dei pantaloni.
Mentre cercava le parole giuste, per chiedergli una cosa, la sua attenzione fu atratta dall'immagine sulla schiena del fratello.
Da parte più bassa della schina, più precisamente da dove si trovava l'osso sacro, partivano otto code, sparse per tutta la schina. Erano state fatte a regola d'arte e avevano sfumature particolari, partivano da un rosso scuro per poi arrivare, alla punta, a un giallo chiaro.
Sas:”fratellone?” intento ancora ad osservare quelle code che parevano vive.
Ita:”mh!” mentre finalmente trovava anche la maglia e se la metteva, coprendo così le lunghe e folte code.
Sas:”sai, mi piacciono molto.”
Ita:”che cosa?” voltandosi finalmente ferso il frattelino che tranquillo se ne stava ancora seduto fra le coperte del letto e dirigendosi poi verso di lui.
Sas:”le code che ti sei fatto tattuare.”
Ita:”mi fa piacere.”sorridendo” prima, volevi qual'cosa?”
Sas:”Si, ma non è importante. Però,ora, vorrei sapere dove hai fatto il tattuaggio, vorrei farne uno anch'io.”
Ita:”è impossibile.”
Sas:”Perchè?”
Ita:”non appartieni all'organizzazione!” non voleva fare i giri di parola.
Sas:”Organizzazione!! Ma di che diavolo parli? Che diavolo è questa organizzazione?”
Sasuke non riusciva a capire. L'unico lavoro che sapeva facesse il fratello, era come impiegato presso il Rassengan SpA.
Ita:”Prima che ti racconti tutto, vorrei sapere una cosa da te.”
Sas:”Cosa?”
Ita:”Hai mai sentito parlare di: Le Nove Code?”
Sas:”Si! Lo sentito alla televisione! Perchè?”
Ita:”Perchè … io ne faccio parte. Sono uno di loro.”
rimanendo sempre calmo e rilassato.
Sas:”C...COSAA!!” - non riusciva a crederci, il suo fratellone faceva parte di una delle bande più ricercate. E se ne stava di fronte a lui senza preoccuparzi di niente. Ma come diavolo faceva!.
Ita:”Se ti calmi, posso spiegarti ogni cosa.”
Sas:”Ma come cavolo faccio!. Scopro che sei un criminale e per giunta molto pericoloso.” girando intanto per tutta la stanza nell'intento di non impazzire. Però alla seconda richiesta di Itachi, si rimise seduto sul letto.
Ita:”lasciami spiegare e poi se non ti piace, farai quello che vuoi”
Sas:”Ok!”
Itachi parlò per quasi tre ore. Gli racconto di come era entrato e quale fosse la loro causa. Però salto le notizie riguardante Naruto. Alla fine del racconto aspettò le reazioni del fratello. Si aspettava odio e ribrezzo, invece ebbe solo comprensione. Lo aveva cettato.
Sas:”All'inizio mi aveva spaventato il tuo essere, ma ora che ho capito sono felice. Per me, sarai sempre il mio fratellone, collui che mi vuole bene e che mi protegge. A proposito, sei stato tu e degli altri a salvarmi quella volta?”
Ita:”Si.”
Sas:”Grazie.” e gli si getto addosso finendo entrambi distesi lungo il letto, però si dovettero rimettere seduti, quando bussarono alla porta.
Il maggiodomo di casa, entrò dopo aver avuto il permesso. Mag:”Scusate, è arrivata questa lettera per il Signorino Sasuke!”
Sas:”Chissa chi è!” e dopo aver preso la lettera e congedato il maggiordomo, l'apri.

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