Cap. 5

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Un’idea pessima.

Era questo che Joe continuava a ripetersi, come una preghiera inutile, un mantra storto che rimbalzava contro le pareti del cranio senza mai scalfire davvero la sua volontà. Sapeva che sarebbe finita male, che sarebbe bastata una parola di troppo, uno sguardo sbagliato, e si sarebbe ritrovato con la faccia schiacciata sul pavimento sporco di quel locale. Eppure era tornato. Di nuovo.
Seduto a quel tavolo, con le mani incollate al bordo come fossero ancore, il suo corpo si rifiutava di ascoltare la ragione. Ogni fibra gli urlava di andarsene. Ma la mente – o forse il cuore, o qualcosa di più primitivo ancora – lo inchiodava lì.
Il motivo era semplice. Due occhi verdi come vetro, e labbra più rosse del peccato.
Rose non si era ancora fatta vedere, ma Joe sentiva la sua presenza ovunque. Come un profumo che rimane anche dopo che chi lo indossava è sparito.
Aveva già scolato due birre in mezz’ora. Le dita tamburellavano sul legno grezzo del tavolo, e i pensieri correvano in tondo come cani in gabbia. Addie, che si muoveva tra i tavoli come una leonessa stanca, lo teneva d’occhio. Ogni tanto gli lanciava un’occhiata velata d’ansia, come se si aspettasse che da un momento all’altro avrebbe fatto esplodere un’altra bomba.
Joe sapeva esattamente cosa stesse pensando: che si stava illudendo. Che si sarebbe preso un altro pugno, questa volta forse peggiore.
Eppure non si alzava.

«'Fanculo...» mormorò a denti stretti, mordendosi il labbro fino a sentire il sapore metallico del sangue. Si odiava per quanto era ridicolo: lì seduto come un idiota, in attesa di una donna che probabilmente non sarebbe nemmeno uscita dalla sua stanza.
«Joe...»
Una voce familiare lo riscosse. Una cascata di riccioli biondi si abbassò accanto al suo tavolo.
«Addie.» Fece lui, tirando su la testa.
«Non avevi detto che anche Rose sarebbe stata qui?» Le chiese, la voce appena un sussurro, come se il nome stesso gli bruciasse la lingua.
Lei roteò gli occhi mentre gli versava il terzo bicchiere.
«Tesoro, Rose non ama stare tra i tavoli. Fa sempre di tutto per lavorare solo nelle stanze. Magari ha trovato una scusa con il capo. Chi può dirlo.»
Joe si lasciò andare contro lo schienale, la birra in mano tremante.
«Quindi non ho nessuna possibilità di rivederla...»
Lo disse più a se stesso che a lei, con una risata breve e amara che gli morì in gola.
Ma che cazzo si era messo in testa? Che sarebbe entrato lì, l’avrebbe trovata ad aspettarlo con un sorriso, e sarebbero usciti mano nella mano? Era pazzo.

Addie gli rivolse uno sguardo tenero, quasi materno. Sembrava una sorella più grande che assiste in silenzio alla prima delusione amorosa di un fratellino testardo.
«Non dire così. Arriverà, vedrai. Ma se vuoi davvero parlarle, ti consiglio di rallentare col bere. Vuoi che ti porti un bicchiere d’acqua?»
Joe annuì appena, lo sguardo perso in un punto indefinito del locale.
Addie si allontanò, e lui si rituffò nei pensieri.
Forse doveva lasciar perdere. Se quella sera non sarebbe riuscito a parlarle, sarebbe finita lì. Basta ossessioni. Sarebbe tornato alla sua vita, avrebbe chiuso quella parentesi.
Era la cosa più sensata.
Ma l’istinto rideva della sua logica.
Perché ogni volta che chiudeva gli occhi la rivedeva. Ogni volta che cercava di dimenticarla, si ricordava tutto.
Una notte. Una sola. Ed era come se qualcosa dentro di lui si fosse inceppato.
Poi c’erano le minacce di Chris, le parole di Addie, l’atmosfera tossica del Red Rose... tutto urlava pericolo, rovina, disastro annunciato. Eppure era ancora lì.

Un’altra mezz’ora passò.
Niente. Nessun segno.
La voce della coscienza gli ringhiò dentro: alzati, paga e vattene. Lei non è per te.
Joe sbuffò, svuotò il bicchiere, si alzò dalla sedia con una lentezza piena di amarezza.
Stava per voltarsi, per andarsene per davvero, quando una voce lo inchiodò.
«Signori e ragazzi, stasera per voi uno spettacolo speciale!»
Il sangue gli si gelò. Quella voce.
Quella voce.
Girò lentamente la testa verso il fondo del locale. Il palco, illuminato da luci calde e tremolanti, si era animato. Un sipario rosso si era aperto.
E lei era lì.

Sapore Di RosaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora