Joe aveva camminato a lungo, lasciandosi inghiottire dai vicoli tortuosi del quartiere come se sperasse che il labirinto urbano potesse offrirgli un rifugio, o almeno una tregua momentanea dal caos dentro di sé. L'aria era gelida, ma lui non se ne accorgeva; il freddo gli scivolava addosso come acqua su vetro, e l'oscurità che lo avvolgeva sembrava quasi confortarlo, come una coperta silenziosa. Ma l'alba era alle porte, e la notte non poteva proteggerlo ancora a lungo.
Se avesse avuto una relazione normale, ora sarebbe corso da Rose senza pensarci due volte. L'avrebbe stretta a sé ancora e ancora, in un abbraccio febbrile capace di consumargli le ossa e l'anima. Ma la realtà era ben diversa: quella donna non era la sua compagna. Era una prostituta. E lui non era che un cliente confuso che si era lasciato trascinare troppo oltre.
Una voce sottile, tagliente come una lama, gli risuonò nella mente: Se tua madre sapesse una cosa del genere, sarebbe capace di morire sul colpo. La immaginò perfettamente, con il volto scavato dalle rughe, le labbra serrate in una smorfia eterna di disapprovazione, e quegli occhi neri, fissi e penetranti, che l'avevano sempre giudicato, anche nei silenzi.
Sospirò, lasciandosi andare contro un basso muretto. Non avrebbe saputo dire quanto avesse camminato, né in quale direzione. Forse non importava. Guardò distrattamente lo schermo del cellulare: le sei del mattino. Il sole era ancora nascosto, ma la luna resisteva alta, lucente, come il volto di Rose che continuava a invadergli i pensieri, eterea e insistente. Si diede mentalmente dell'idiota. Sentimentale fino al ridicolo, si disse. Perché non riusciva a liberarsene? Cosa aveva quella ragazza di tanto speciale?
Forse, rifletté amaramente, stava solo confondendo l'idea dell'amore con l'amore stesso. Non era mai stato innamorato, nemmeno da adolescente. All'epoca, lottava per sopravvivere ai bulli e alle malelingue, non certo per rincorrere sogni romantici. Il ricordo lo riportò a Seth, e poi al tormento inflitto da quel bastardo di Thomas Wade. Incredibile come, nonostante fosse ormai un uomo, certe cicatrici dell'adolescenza bruciassero ancora. Era infantile, lo sapeva. E Seth aveva ragione: doveva smettere di lasciare che il passato avesse ancora potere su di lui.
Quando finalmente i primi bagliori del mattino iniziarono a spuntare all'orizzonte, Joe si staccò dal muro con un sospiro e si stiracchiò. Era tempo di tornare a casa, cambiarsi e affrontare una nuova giornata di lavoro. Prima, però, voleva sistemare le cose con Seth. L'idea che il suo amico potesse allontanarsi per colpa delle sue paranoie gli dava il voltastomaco.
«Joe?»
Una voce alle sue spalle lo fece sobbalzare. Si girò di scatto, e il cuore mancò un battito.
Rose era lì, in piedi davanti a lui. Indossava un vestitino a fiori semplice, che le cadeva delicatamente sulle ginocchia, e un paio di scarpe da ginnastica logore. Sembrava quasi una ragazza qualunque. Un'apparizione fragile e umana, lontanissima dalla donna sensuale e sicura di sé che l'aveva incatenato tra le lenzuola poche ore prima.
Per un attimo pensò di star avendo un'allucinazione. Poi vide, alle sue spalle, l'enorme cartellone del locale: Red Rose.
Era tornato lì. Inconsciamente, i suoi passi lo avevano riportato esattamente dove tutto era cominciato.
«R-Rose...» Balbettò, visibilmente in imbarazzo. Che tempismo del cavolo. E se avesse pensato che la stava seguendo? L'idea stessa gli dava i brividi.
«Pensavo fossi andato a casa,» Disse lei, spostandosi una ciocca scura dietro l'orecchio. La sua voce era incerta, quasi timida.
Joe rimase immobile, incapace di sostenere il suo sguardo. Era disarmante vederla così: non la donna di una notte, ma una ragazza normale, vulnerabile.
Si schiarì la voce, a disagio.
«Ci sono andato... solo che ho avuto un brutto scambio di parole con il mio coinquilino. Sono uscito di nuovo per schiarirmi le idee. Non pensavo che sarei finito di nuovo qui.» Parlava a bassa voce, quasi con vergogna.
«Capisco,» Rispose lei, altrettanto sommessamente.
Il silenzio che calò tra loro era denso e strano, come se il tempo che avevano condiviso poche ore prima non fosse mai esistito. Avevano fatto l'amore per tutta la notte, si erano scoperti nei corpi... e adesso non sapevano nemmeno come guardarsi.
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Sapore Di Rosa
RomansaJoe non ama i riflettori, né le sorprese. È sempre stato un tipo riservato, allergico alle feste e alle situazioni caotiche. Così, quando il suo migliore amico Seth gli organizza una festa di compleanno in uno strip club, con alcol a fiumi e donne p...
