La sua lingua scorreva furiosa sul clitoride di lei, succhiando e leccando come se il suo palato non avesse mai assaporato qualcosa di più buono di quelle labbra.
Rose gemeva e tremava, il suo bacino si muoveva a ritmo spingendo contro la sua bocca mentre le mani gli stringevano i capelli in una morsa quasi dolorosa.
«Non fermarti...ancora! Ti prego, ancora!» Pregava ad alta voce, lasciandosi andare al piacere.
Il moro la divorava con ingordigia, godendosi dei suoi gemiti e dei suoi lamenti. La guardava dal basso, estasiato e totalmente fuori controllo, mentre con la lingua si godeva ogni centimetro della sua intimità.
Quando finalmente Rose inarcò la schiena e raggiunse l'orgasmo letteralmente si sciolse come il burro nella sua bocca, e Joe si staccò dal suo inguine fradicio per pulirsi le labbra.
Adorava fare questa cosa. Il suo sapore era paradisiaco e lo faceva impazzire, il suo corpo era praticamente diventato una droga.
Il suo membro era così duro che quasi faceva male e Joe non vedeva l'ora di poter esplodere dentro di lei.
Rose gli afferrò le spalle e gli cinse il collo con le braccia, baciando la sua bocca con passione e stringendolo così forte a sé che Joe si lasciò scappare un sospiro soddisfatto quando percepì i suoi seni sodi premergli contro il torace.
«Mi vuoi...?» Gli sussurrò Rose sulle labbra, sfiorandole con la lingua per provocarlo.
«Ti voglio...» Fu la risposta del moro, che per ripicca alla leccatina le diede un leggero morso sul labbro inferiore.
Inziò a penetrarla lentamente, posizionandosi tra le sue cosce.
Voleva guardarla, voleva averla tra le braccia mentre la scopava. Era perso di lei.
Quando fu dentro Rose buttò la testa indietro e lasciò andare un sentito gemito, Joe ne approfittò per baciarle il collo e lasciarle qualche segno.
Iniziò a spingere piano, respirando in lei.
Man mano che sentiva la sua voce vellutata divenire più alta i suoi movimenti si facevano più rapidi e ritmici.
Joe si sentiva in paradiso. Il suo inguine colpiva con forza quello di Rose e i loro gemiti si mescolavano nell'atto e...
«Joe? Joe, mi stai ascoltando?» La voce di Amelia lo strappò bruscamente dai suoi pensieri, interrompendo il sogno ad occhi aperti che lo stava tenendo in ostaggio. Il ragazzo sbatté le palpebre, riportandosi a una realtà che sembrava lontana e confusa.
Davanti a lui, Amelia si stagliava con la solita energia, ma c'era qualcosa di diverso nel suo atteggiamento. Stringeva tra le mani un impilato di fogli, i suoi occhi erano fissi su di lui, e l'espressione del suo viso tradiva un'inquietudine che non si riusciva a nascondere. La sua figura, normalmente carica di vitalità, ora appariva tesa, come se ogni parola le costasse uno sforzo maggiore del solito.
Joe si prese un momento per fissarla, ma la sua mente non riusciva a sfuggire ai pensieri che lo assillavano. Ultimamente, la sua mente era occupata da un'unica ossessione: Rose. Non riusciva a scrollarsi di dosso il desiderio che provava per lei, una sensazione che cresceva e si amplificava ogni giorno. Ogni volta che chiudeva gli occhi, le immagini di lei, dei suoi contorni sinuosi e dei suoi baci rubati, lo tormentavano. La desiderava più di quanto avesse mai desiderato nulla prima. E, Dio, come stava soffrendo per questa ossessione che, seppur piacevole, gli faceva battere il cuore troppo forte.
«Ehm...s-sì, Amelia, scusa, cosa stavi dicendo?» Chiese, visibilmente imbarazzato per la sua distrazione. Non voleva sembrare indifferente, ma non riusciva proprio a concentrarsi.
Amelia lo fulminò con uno sguardo che, seppur severo, aveva una certa dose di tenerezza. Un sospiro esasperato le sfuggì dalle labbra, mentre cominciava a passeggiare nervosamente avanti e indietro nella stanza.
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Sapore Di Rosa
عاطفيةJoe non ama i riflettori, né le sorprese. È sempre stato un tipo riservato, allergico alle feste e alle situazioni caotiche. Così, quando il suo migliore amico Seth gli organizza una festa di compleanno in uno strip club, con alcol a fiumi e donne p...
