Erano di nuovo lì, nella penombra silenziosa della camera da letto.
La luce era calda e soffusa, filtrava come un sussurro attraverso le tende, e nell’aria aleggiava un profumo deciso, intensamente femminile, che sembrava avvolgere ogni cosa come una carezza.
Joe aveva saldato quanto doveva, e Rose aveva cancellato le tre prenotazioni senza esitare. Ora, mentre si trovava al centro di quella scena che pareva uscita da un ricordo lontano, si sentiva come se il tempo si fosse piegato su se stesso, riportandolo esattamente lì — dove tutto aveva avuto inizio.
Si fissarono in silenzio, gli occhi nei suoi, come due sfere cariche di elettricità. Ma la tensione che aleggiava tra loro non era più semplice imbarazzo: era desiderio trattenuto, consapevolezza muta, un filo invisibile teso fino al limite.
Fu Rose a spezzare il silenzio, con un tono dolce e leggermente ironico:
«Quindi… hai deciso che anche la tua seconda volta sarà con me, eh?» sussurrò, come se lo stesse stuzzicando più con la voce che con le parole.
Si mosse con grazia felina, a piedi nudi, i passi leggeri e misurati sul pavimento.
Joe trattenne il fiato, sentendosi irrigidito, quasi paralizzato, mentre lei iniziava a girargli attorno, come una predatrice che studia la propria preda prima di colpire.
La sua mano si posò sul petto del ragazzo, accarezzandolo con dita lente e sicure che scivolarono lungo la sua schiena e risalirono le spalle.
Joe era stordito. Non poteva credere di essere di nuovo lì, con lei. Era come un bambino davanti alle montagne russe: pieno di attesa, spaventato ed eccitato, senza sapere esattamente cosa aspettarsi.
Era ancora rigido, impacciato, e dentro di sé sentiva salire un'ansia più forte di quella della prima volta.
Alzò tremante una mano e, con delicatezza quasi reverente, le sistemò una ciocca scura dietro l’orecchio.
Rose ricambiò quel gesto con un sorriso tenero, pieno di qualcosa che somigliava alla complicità.
Si chiese, in un pensiero fugace: erano tutte così le prostitute? Ti guardavano tutte con quegli occhi, come se in quel momento tu fossi l’unico uomo sulla terra?
«Hai paura?» gli domandò lei, accostandosi al suo corpo.
Joe la strinse piano, passandole le braccia intorno con movimenti lenti, quasi esitanti. Non capiva il motivo, ma sentiva un bisogno viscerale di proteggerla, come se avesse un qualche diritto su quella tenerezza.
Le accarezzò la schiena nuda, esposta dall’abito abbassato, e sussurrò con un filo di voce:
«Un po’…»
Salì con la mano a sfiorarle il collo, come se cercasse un’ancora in quel corpo caldo e vivo.
Rose alzò gli occhi nei suoi.
«Non dovresti…» mormorò con dolcezza. «In fondo, io e te siamo già stati a letto insieme.»
Joe fece un sorriso breve, accennato, e scosse appena la testa.
«Forse è proprio questo a spaventarmi.»
Lei si staccò lentamente, con un’eleganza disarmante, e si avviò verso il letto. Gli diede le spalle, lasciandogli in dono il profilo delle scapole, la curva delicata della schiena.
Fece scivolare giù le spalline del vestito, che calò morbido sulle braccia come seta.
«Mi aiuteresti, Joe…?» chiese con un sussurro, lanciandogli uno sguardo languido da sopra la spalla.
Sentire il proprio nome sulle sue labbra gli diede una scossa. Restò immobile per un istante, poi si mosse verso di lei, quasi in trance.
Raggiuntala, afferrò l’orlo del vestito con mani tremanti e lo tirò lentamente verso il basso, rivelando la curva liscia della spina dorsale.
Il profumo di Rose, dolce e pungente come petali bagnati, gli riempì i polmoni, stordendolo. Era una droga, e Joe non poté resistere.
Si abbassò, sfiorandole il collo con il respiro caldo, e posò un bacio sulla sua nuca.
Scese con la bocca, lasciando sulla pelle una scia di baci che parlavano di desiderio e nostalgia, arrivando fino alla spalla.
Lei gemette piano, inclinando il capo per concedergli più spazio.
Lo aiutò a sfilarle l’abito del tutto. Rimase quasi nuda, con solo un paio di slip ricamati a coprirla.
Non indossava il reggiseno, e sebbene fosse di spalle, Joe riusciva a cogliere la curva morbida e tesa del suo seno, sospesa nella promessa del piacere.
«Voglio che tu mi dica una cosa, Joe…» riprese Rose, la voce tremante, scossa da quel contatto.
«D-dimmi…» balbettò lui, continuando a baciarle il collo, sempre più perso.
«Vuoi guardarmi? Vuoi che mi giri, adesso?»
La domanda era satura di desiderio, come una miccia accesa.
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Sapore Di Rosa
RomanceJoe non ama i riflettori, né le sorprese. È sempre stato un tipo riservato, allergico alle feste e alle situazioni caotiche. Così, quando il suo migliore amico Seth gli organizza una festa di compleanno in uno strip club, con alcol a fiumi e donne p...
