Cap 13: Bacio per la respirazione bocca a bocca

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Quel giorno Jensen era andato a trovare Jared mentre stava facendo delle lezioni ai ragazzi all'ospedale, per insegnare loro come prestare un primo soccorso alle persone cui mancava il respiro. In poche parole il corretto uso della respirazione bocca a bocca.

Jensen lo osservava da lontano e vedeva come Jared era estremamente professionale, serio. Si esibiva con le ragazze ed era questa la cosa che lo ingelosiva di più. Oramai era diventato dipendente dai suoi baci. Non sopportava che baciasse qualcun altro neanche per lavoro. Gli veniva una sorta di mal di stomaco all'idea.

"Okay, la lezione è finita. Potete andare a casa." Disse Jared, salutando le ragazze, che ricambiarono il saluto, ammiccando.

Jensen le guardò male, ad una ad una.


Quando Jared fece per uscire, Jensen saltò fuori dal suo nascondiglio e gli si parò davanti.

"Una lezione ricca di baci." Disse sorridendo.

"Jensen! Che ci fai qui? Sei pazzo??" Jared era sconvolto.

"Assistevo." Disse solo lui.

"Sei più matto di quello che credevo." disse Jared. Lui non sarebbe mai riuscito a guardare Jensen baciare qualcun altro, neanche per lavoro.

"Volevo vedere come te la cavavi. Hai voglia di fare pratica con me?"

"M-ma tu non hai bisogno di questo tipo di esercizi."

"Andiamo. Fammi contento. Solo una prova."

"D-d'accordo, Jensen. Sdraiati sul tappetino."

Jensen lo fece, sentendo il battito cardiaco accelerare quando Jared si chinò su di lui e buttò il suo respiro dentro la sua bocca aperta.

Non riuscì a resistere e gli afferrò il colletto per baciarlo, in maniera bisognosa e fremente.

Jared sentì la gioia crescere in lui per quel bacio così passionale. Era contento che Jensen gli avesse fatto quell'improvvisata. Felice anche della realizzazione che Jensen non potesse stargli lontano per troppo tempo. Era così anche per lui.


Jared totalmente in balia di Jensen lo baciò a sua volta. Non si era neanche reso conto di essere a cavalcioni su di lui.

"Jensen." disse poi. "Questo non è l'esercizio giusto. Non si fa così." Disse infine, cercando di riprendere il controllo delle sue labbra, che erano pulsanti e frementi per il bacio.

"Dipende dai punti di vista. Andiamo, Jared, baciami ancora. Oggi sono in carenza di baci."

"Non ti facevo così coccolone."

"Io sono un gran coccolone."

Jared lo guardò in maniera strana, confusa. Forse da lui. Forse da loro.

"Che c'è adesso?"

"Jensen, noi...siamo amici e ci vogliamo molto bene, ma a volte mi rendo conto che...non sappiamo e non conosciamo proprio tutto l'uno dell'altro. Intendo i pensieri più intimi."

Jensen lo fissò senza dire niente e Jared continuò. "Non pensi che...dovremmo parlare di alcune cose?"

"No. No, non lo credo affatto. Perché dovremmo?" disse Jensen, che stava cominciando ad incupirsi.

"Perché...per capirsi meglio, credo."

"È proprio così che i rapporti migliori finiscono. Non ci hai fatto caso? Finchè le persone si vogliono bene, va tutto alla grande, quando cominciano a cercare delle classificazioni e a farsi delle domande sul loro rapporto, si sgretola tutto. Gli affetti non vanno compresi, vanno vissuti. Quando si tenta di dare loro un nome, finiscono."

"Ma parli sul serio?" chiese Jared, incapace di credere alla quantità di sciocchezze che stava sentendo dal suo migliore amico.

"Senti, se noi due ci vogliamo bene e stiamo bene, perché cambiare le cose?" chiese Jensen, sorridendo e poi incapace di resistere, diede un bacio sulla guancia a Jared.

Jared lo guardò, senza rispondergli, solo sospirando.

Jensen si sentiva confuso, voleva tanto avere altro da dire a Jared che frasi fatte che lo avrebbero solo fatto innervosire e allo stesso tempo voleva scappare da quello studio al più presto.

Qualcosa lo trattenne ancora un po' di più, però. Diede un altro bacio a Jared, questa volta sulla fronte, poi tentennò ancora un po' e gliene diede un altro sulla bocca.

Jared chiuse gli occhi, accettando il bacio. Sembrava un po' triste o confuso, ma non lo respinse.

Era così semplice non dover parlare di quella cosa. Quando non si cercava di darle un nome, funzionava così bene tra loro due.

"Ci sentiamo dopo." Gli disse Jensen, sorridendo. 

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