15 Incubi senza fuga.
Il vento sferzava le rive del Moscova increspando l'acqua e trascinando nella sua direzione le sottili lastre di ghiaccio che galleggiavano sul fiume. Il sole appariva e spariva dal cielo, portando con sé le ombre degli alberi e degli edifici. Su una sponda del fiume, Irina camminava da sola calpestando alcune foglie secche. Procedendo spedita verso la stazione della metro, la ragazza dall'animo struggente sapeva di dover tornare lì, in quel vecchio magazzino in disuso, adibito da Ivan a luogo dei piaceri. – Io sono una persona libera, nessuno può costringermi a fare ciò che non desidero – Ripeteva a se stessa nel vacuo intento di auto persuadersi. – Andrò da lui e porrò fine a questa storia. – Prima di svoltare per raggiungere la stazione Paveletskaya, Irina si fermò un istante a osservare il mondo che le correva intorno. Com'era bella la sua città quando il soffice mantello bianco l'avvolgeva e le sfumature rosate del cielo facevano rifulgere il fiume come un immenso nastro di seta. Quanto avrebbe voluto deliziare di quel panorama. Concedersi al vento e ai profumi autunnali, udire l'idilliaca melodia del divenire attraverso i fruscii sussurrati delle frasche. Ormai era impossibile. Nulla poteva donarle pace. Nella sua mente, soltanto lo spazio per le ossessioni e i ricordi raccapriccianti. Con aria mesta, la ragazza riprese a camminare. Adesso guardava al suo passato con malinconia, proprio a quel passato dal quale era fuggita perché non le piaceva. – La vita di campagna non fa per me, in mezzo alla steppa c'è troppo silenzio. Ho deciso di partire, voglio andare a Mosca a studiare. – Con queste lapidarie parole, cominciava la lettera che Irina aveva lasciato ai suoi genitori sul tavolo della cucina, poi era uscita di casa nel cuore della notte, ed era saltata sulla transiberiana per raggiungere Mosca. – C'è una scuola molto importante qui, si chiama Majakovskij. Mi hanno ammesso circa un mese fa, voi non dovrete preoccuparvi di nulla, ho i miei risparmi, e userò quelli per pagare la retta. – Questo lo aveva scritto nelle corrispondenze successive, quando Irina era ancora felice: felice per aver realizzato un sogno, felice di aver conosciuto un ragazzo di nome Ivan. - Lui è molto gentile con me, mi riempie d'attenzioni e non mi lascia un momento, credo d'essermi innamorata. – Si concludeva così l'ultima missiva inviata ai suoi genitori, ciò che era accaduto in seguito, Irina lo aveva tenuto in serbo. Nessuno sapeva di quel magazzino oscuro, dei materassi vecchi che puzzavano d'umido, gettati per terra in mezzo agli scaffali. Come spiegare ciò che si prova a sdraiarvisi controvoglia? A essere il giocattolo di chi ha pagato per averti? A volte ragazzi, amici d'Ivan pronti a sborsare rubli per divertirsi, altre, sessantenni morbosi con l'alito pesante e la pelle untuosa.
La Checov ci accompagnò in presidenza imponendoci di restarvi fino a che la Rosencrans non fosse tornata dalla pausa pranzo. – Oggi la preside è di pessimo umore, ed io non vorrei mai essere al vostro posto. – ci informò l'insegnante con un certo sarcasmo che pareva divertirla, poi uscì dall'ufficio battendo la porta con violenza, per alcuni secondi i cristalli delle finestre tremarono.
– Dannazione a lei! – Imprecò Liudmila contro la porta che si era appena chiusa. – E' tutta colpa vostra! Sono stata derubata e per giunta punita, questo è assurdo, assurdo! – Astrel inspirò lentamente sforzandosi di non reagire, e come se volesse evadere da quella circostanza s'incamminò verso la finestra. Il suo sguardo fugace cominciò a viaggiare oltre i confini che la vista le imponeva, lì dove l'immaginazione supplisce a ciò che gli occhi non vedono, le orecchie non sentono e le mani non toccano; in quel luogo avulso chiamato fantasia, in cui la gente trova ricovero quando la vita recalcitra e smania come un'animale imbizzarrito. Il prolungato silenzio di Astrel smorzò in qualche modo i toni pesanti della situazione, Liudmila continuava a puntarla accigliata, bramosa di attaccare briga un'altra volta, ma Astrel non smise di ostentare il suo distacco. Esacerbata, Liudimila si ritirò in un angolo della presidenza, giungendo le braccia e sbuffando come una bambina capricciosa a cui i genitori non hanno comprato il gelato.
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Melting Snow
Teen FictionUn collegio russo esclusivo, due studentesse che s'innamorano follemente... L'ambiente è ostile al loro amore, così Astrel e Svetlana fuggiranno via, vagando per la Russia. Il loro viaggio sarà un'avventura, un avvicendarsi d'incontri inaspettati, p...
