10 Verso la sua anima
Finalmente ero riuscita a mettere a proprio agio la mia nuova compagna di camera. Non doveva esserle semplice ambientarsi in un paese straniero, ma le difficoltà che si possono riscontrare in quest'impresa sono esigue se paragonate agli ostacoli tortuosi che il Majakovskij pone d'innanzi. Sapevo già in quali sgradevoli episodi stava per imbattersi quella ragazza dagli occhi cerulei: canzonature perfide da parte degli studenti, malanimo fra i volti degli insegnati, punizioni gratuite elargite dalla Rosencrans. Quest'immane sfilza d'atteggiamenti poco amichevoli, ruotavano intorno a un epicentro nominato "competizione", che nei connotati meno eufemistici suona come "sopraffazione". Al Majakovskij le cose erano sempre andate così. Tutti contro tutti in un belligerante clima d'antagonismo. Quali le ragioni? Uno dei motivi principali poteva ravvisarsi nel trattamento ineguale che la Rosencrans adottava, lo stesso trattamento, che in fondo, ci riservavano gli insegnati, usando due pesi e due misure con ogni studente. Quest'errata linea didattica, faceva sì che fra noi nascessero rancori e invidie spesso difficili da redimere. Non erano solo questi i motivi delle soventi inimicizie che ci si poteva creare al Majakovskij, in genere occorreva conseguire un bel voto o vincere una gara sportiva per attirarsi contro gelosie e cattiverie. La prepotenza usata per prevalere sugli altri, l'indifferenza totale per i sentimenti altrui, le vendette sottili e invisibili che tutti i giorni ti colpivano, caratterizzavano una realtà a cui inevitabilmente Astrel sarebbe andata incontro. Sola e senza risorse, io non potevo far nulla per evitarle quest'impatto crudo e malvagio, non potevo sostenerla in nessun altro modo se non standole vicino. Probabilmente vi domanderete il motivo di tanta preoccupazione per una ragazza a me sconosciuta, e mi rincresce deludervi affermando che non possiedo alcuna risposta; non è affare di chi viaggia sull'onda del cuore crucciarsi nell'incertezza dei quesiti. Gli occhi d'Astrel volgevano languidi oltre i vetri della finestra. Osservando quei fiocchi bianchi venire giù, la sua espressione divenne serafica. Di tanto in tanto lanciava un'occhiata fugace al cellulare, forse si aspettava che i genitori la chiamassero, che qualcuno reclamasse sue notizie, eppure niente, da quando era arrivata a Mosca, non un solo messaggio aveva contribuito a farla sentire meno sola. Magari un giro turistico della capitale poteva giovarle.
- Eri mai stata a Mosca prima d'ora? – Le chiesi mentre aprivo l'armadio per tirar fuori il cappotto. Astrel si voltò verso me, poi rispose.
- L'anno scorso sono stata a San Pietroburgo, ma a Mosca non ero mai venuta.-
- Ti piacerebbe visitarla? – Astrel parve interessata
-Sì, certamente. – Colta da un entusiasmo che raramente provavo, mi diressi verso la porta carica d'energia.
- Bene, allora andiamo. - La mia compagna di camera mi fissò perplessa.
- Cosa? Intendi dire adesso? –
- Non ti va? – Domandai comprensiva.
– Sì, ma non credo ci faranno uscire, sono le nove passate. – Sorridendo maliziosamente replicai
– E chi ha parlato di chiedere il permesso? –
Astrel scosse il capo divertita – In effetti è inverosimile attribuire questo silenzio al fatto che tutti siano nelle proprie camere a dormire.- Abbottonandomi il cappotto le feci cenno di seguirmi.- Non immagini neppure quanto siano trafficate le scale di emergenza a quest'ora.-
Svignarmela di nascosto era diventato un gioco fin troppo facile per me, e devo ammettere, anche un pizzico intrigante. Non ero certo l'unica che violava il "coprifuoco" per godersi un po' di night life, e quella sera non sarei stata né la prima né l'ultima. L'unico problema era costituito dal signor Vyacheslav Lavrov. All'operoso inserviente, infatti, era stato disposto d'aggirarsi su e giù per la scuola fino a tarda notte, in maniera da evitare fughe notturne e qualsiasi forma di disordine. Eludere il suo occhio vigile era un'impresa da guinness, e non so a quale ingegnoso escamotage ricorrevano gli altri per riuscirvi. Io, tuttavia, possedevo una tecnica collaudata e infallibile. Mi bastava comporre il numero del Majakovskij e far partire la chiamata dal mio cellulare, a quel punto il telefono dell'istituto squillava e... il povero Vyacheslav si apprestava a rispondere con un'efficienza impeccabile. Quando riagganciava pensando che si trattasse di uno scherzo, io scendevo già le scale d'emergenza soffocando una risata.
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Melting Snow
Ficção AdolescenteUn collegio russo esclusivo, due studentesse che s'innamorano follemente... L'ambiente è ostile al loro amore, così Astrel e Svetlana fuggiranno via, vagando per la Russia. Il loro viaggio sarà un'avventura, un avvicendarsi d'incontri inaspettati, p...
