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-La fiducia in se stessi è il primo segreto del successo: pensa, credi, sogna e osa.


Tsukuyomi: Secondo la mitologia shintoista, è il dio della luna.

Eppure Obito trovava davvero azzeccato quel nome per il suo ristorante. Gli suscitava qualcosa di nuovo e affascinante, simile ad una ventata d'aria fresca. Un po' come la sua vita.

Piena di novità e cambiamenti. Roba, che mai si sarebbe sognato di sperimentare in gioventù. Eppure...

Sorrise, stirando appena le labbra in un mite e lieve sorrise dolce, nel notare il viso estasiato e stupefatto del fidanzato, mentre letteralmente sbalordito girava per il ristorante.

"Quella tizia... Ha fatto un miracolo!" Esclamò l'albino.

"Allora, ti piace?"

"Si! E' spettacolare! Gli interni, ricordano vagamente lo Sharingan Caffè. Ma in fin dei conti, parliamo di due locali appartenenti alla stessa persona quindi... Penso vada bene."

L'uomo dai capelli neri stirò ancora le labbra felice, avvicinandosi, spalla a spalla con il fidanzato, poggiando poi la guancia sinistra nell'incavo del suo collo felice, abbracciandolo.

Obito era appena appena, un pelino più alto del compagno. Solo una manciata di centimetri, 3/4 circa. A mala pena si notava la leggera differenza.

Hai tempi delle superiori, Kakashi era davvero bassino. Un piccolo adolescente con i capelli albini e una faccia perennemente stoica stampata in volto. In quel periodo, il moro spesso e volentieri ne approfittava per prendolo giocosamente in giro. E al contempo vendicarsi, delle di quel nano albino che lo sfotteva costantemente per la sua sbadataggine.

Di colpo, intorno hai 16/17 anni, Kakashi crebbe all'improvviso. Recuperando nel giro di pochi anni, con una stacco netto, i 10 centimetri abbondanti che lo differenziavano dal moro, raggiungendolo in un battibaleno. Ma non era bastato. Notare che gli era ancora superiore, anche se appena di 4 centimetri, era divertente.

"Trovi davvero sia un bel locale?"

"Si! E' incredibile come la catapecchia che ricordavo... Sia stata trasformata in questo splendido posto!..."

Kakashi meravigliato avvolse i fianchi del compagno, lasciando vagare ancora un po' lo sguardo per quel posto, osservandone ogni minimo dettaglio.

Quel luogo era magnifico in ogni suoi aspetto.

Le pareti erano state tinte di in grigio scuro saturo al 50%, che comprendeva tutto il locale, completamente. Mentre il tetto variava tono; Nei punti più alti, la saturazione del colore era più leggera, tenue e delicata, intorno al 10%. Sempre le pareti, dal pavimento fino a metà altezza, in corrispondenza dei tavoli, erano rivestite di legno molto scuro Wenge, in tinta con i tavoli e le sedie: di cui l'imbottitura ricoperta da una fodera rossa.

Al centro del locale e all'entrata, troneggiava un immenso lampadario a tetto, formato da mille piccole lucine sbrilluccicose, sembravano quasi come tanti piccoli cristalli di luce. Stesso lampadario ma in dimensioni più ridotte, posto all'ingresso.

Sopra ogni tavolo era sistemato a tetto un lampadario nero, in stile moderno a forma cilindrica, molto sottile, appeso a filo, sospeso ad appena due metri dal tavolo, con al centro una lampadina bianca, molto luminosa.

In tutto ciò si alternavano alle pareti piccoli quadri rappresentanti: panorami tipici del loro paese, grandi draghi stilizzati e geiche, dipinte in chiave moderna e eterea.

Ma il pezzo forte, era un immensa parete che suddivideva le sale. Un parete composta da cubi in legno scuro, svuotati, posti l'uno sull'altro. Ognuno di essi decorato con statuine in vetro, legno o ceramica: rappresentanti, carpe e draghi di versa natura, stile e grandezza, intervallati da piante fiorite stupende. E al centro, la grande banconata per la preparazione del Sushi.

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