38-Non abbiate pauradel dolore. Finirà. E dopo sarà bellissimo.

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-Non abbiate paura del dolore. Finirà. E dopo sarà bellissimo.


Ottobre...

Forse influenzato dal fatto che Ottobre fosse il mese in cui cadeva il suo compleanno, amava particolarmente quel mese dell'anno. Mese determinato dall'arrivo dell'autunno: le foglie degli alberi che iniziano ad ingiallirsi, la temperatura cambia e le prime piogge autunnali.

Quell'anno, quel mese, non gli era masi sembrato così breve.

Nel giro si pochissimo si ritrovò già al 20 ottobre, e non aveva ancora preso una decisione.

Camminando per le vie del centro, sorreggendo i sacchetti della spesa, Naruto sospirò affranto dal senso di colpa.

Obito stava riponendo grande fiducia in lui. E lo aveva dimostrato più volte. Con quella proposta, ma soprattutto; Concedendogli del tempo per pensarci e prendere una decisione.

"Cosa devo fare?..." Si domandò corrucciando il volto.

La cosa che più lo metteva in agitazione era la consapevolezza di essersi arrugginito parecchio con il pianoforte. Non suonava da così tanti anni...

L'ultima volta, che poggiò le dita sulla tastiera di un pianoforte, accadde pochi mesi dopo la morte di Jiraya. Sforzandosi di riprendere in mano la sua passione, sotto il consiglio di Gaara. Ma non ne fù capace. Continuavano a tamburellargli in mente le parole del suo padrino e il ricordo dei i suoi piccoli occhi scuri, scrutarlo mentre si esercitava, trafiggendogli il cuore.

Da allora, passarono 6 anni.

"Dovrei riprovarci?" Riflettè ancora, corrucciando le labbra fermandosi in mezzo al marciapiedi alzando lo sguardo al cielo.

Il cielo era così bello, nel suo azzurro limpido, costellato da nuvolette bianche. Sembravano tanti batuffoli di zucchero filato, volteggiare spensierati, trascinati dal vento.     

Strinse le palpebre, stringendo forte i pugni, armandosi di coraggio. Tirò fuori il cellulare dalla tasca della giacca, sbloccando lo schermo e digitando il numero dell'amico.

Si accomodò su una panchina, poggiando i sacchetti, attendendo rispondesse alla chiamata. Uno, due, tre bip.

"Naruto?"

"Hei Kankuro... Ciao!" Intraprese leggermente agitato.

"E' tutto ok Naru? C'è qualche problema?"

"Ma no! Volevo chiederti una cortesia?..."

"Quale?"

Il biondino deglutì, mentre le mani iniziarono a sudargli. "Avrei bisogno di... Andare a casa tua!"

"E per quale motivo? Se posso saperlo?"

Udì la voce dell'amico curiosa, con una nota preoccupata.

"Hai mani notato... Il grosso pianoforte nero, a coda? Presente a casa tua?"

"Se volevi esercitarti, bastava chiedere! Ma perchè hai chiamato me e non Gaara?"

"Perchè tu sei più ragionevole e meno... Saggio!"

"Mi stai dando dell'idiota implicitamente?"

Il biondo udì chiaramente il tono della voce cambiare ancora, divenendo particolarmente irritata.

"Certo che no! Solo, non voglio sentirmi rinfacciare da tuo fratello, che lui ha sempre ragione. E io ho torto!"

"Ok! Lasciamo perdere.. Avviso Takano. Io sono in ufficio, ma se vuoi mando una limousine a prenderti?"

Tutto qui accadeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora