3. (Revisionato)

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<<Scusate il ritardo>>, faticai a parlare e tenni premuta la mano sull'anca.
Notai soltanto Aaron con tre sedie vuote ad uno dei tavolini posizionati fuori dal bar. Pareva strano che gli altri due non ci fossero.
Invece, perché Aaron si trovava nel luogo dove dovevo incontrarmi con Kyle e Colin?
<<Come mai tu sei qui?>>

Aveva il gomito appoggiato sulla superficie del tavolo e il mento posato sul palmo della mano. Appena sentì il suono della mia voce, sollevò il viso e puntò i suoi occhi castani chiari, caldi come il cioccolato al latte, nei miei ingannevoli nocciola che in realtà erano ambrati.
Non era un brutto ragazzo. Era il carattere con cui si atteggiava a far schifo.
I capelli nero corvino, corti ma sfilati fino agli occhi, gli ricadevano sulla fronte in un disordine strategicamente spettinato. Quando incrociò il mio sguardo, contrasse i muscoli della mandibola squadrata, tradendo il fatto che stesse digrignando i denti per l'irritazione.
Eppure, quel movimento duro contrastava in un modo assurdo con le sue labbra carnose, di un roseo acceso che ricordava una bolla di big babol.
Senza muoversi, l'ampiezza delle sue spalle riempiva lo spazio attorno al tavolino, anche se non era esageratamente muscoloso.
Oggi indossava una felpa bianca con la cerniera e alcune lettere cucite sopra, che risaltava infatti il torace definendo i muscoli scolpiti, jeans scuri che fasciavano le gambe atletiche e slanciate e Timberland cammello ben allacciate.

<<Ciao anche a te. Comunque potrei chiedere la stessa cosa... A differenza tua, io presto ascolto.>> Ribadì senza scomporsi di un millimetro.

Inarcai un sopracciglio ignara del significato delle sue parole.
<<Sì, si. Ciao. Piuttosto... di che cosa stai blaterando?>>

<<Colin mi ha informato dell'uscita. Mentre mi stava chiedendo se volessi venire ho sentito Kyle che ti invitava. Per questo motivo ho risposto che presto ascolto.>>
Perché doveva essere così irritante e puntualizzante? Avevo colto l'antifona.
Alzai gli occhi all'insù, voltai di tre quarti il viso e storsi il labbro inferiore al lato sinistro. Manifestai tutta la mia disapprovazione.
<<Puoi sederti. Non ti mangio mica!
Non mi sembri né commestibile né tanto meno gustosa>>, ironizzò facendo una smorfia.

<<Idiota! Normale, non sono un fottuto cibo>> ribadii, sedendomi furibonda sulla sedia di fronte a lui e sfilando la borsa di dosso per poggiarla sullo schienale. Sarà davvero arduo stare da sola con lui ad attendere i nostri amici.

Dov'era Kyle?!
Giurai a me stessa che non appena sarebbe arrivato l'avrei strangolato di avermi lasciata in compagnia di una spiacevole persona.

Afferrai tra le mani il menù che si trovava sul tavolino e lessi attentamente le bevande e i piatti che offrivano. Qualcuno me lo tolse proprio mentre stavo scegliendo.

<<Ho già pensato ad ordinare prima che arrivassi>>, aggiunse notando la mia espressione interrogativa evidente sulla faccia.
In cambio ero sempre più svampita.

Capii solo in un secondo momento che si era autorizzato a farlo per entrambi. Senza dargli manforte feci la tonta.
<<Buon per te! Però devo pur mangiare anch'io e se è possibile riavere la lista, magari metterò sotto i denti qualcosa di sostanzioso che riempia lo stomaco.>> Gli feci presente sbattendo le ciglia lentamente con nonchalance.

<<Possibile che bisogna sempre spiegarti tutto?!>>, domandò frustrato. <<Ho ordinato sia per me che per te.>>
Stranamente non mi stava prendendo in giro e la cosa mi sorprese parecchio.

<<Per gli altri due no? E senti un po'...come facevi a sapere che sarei arrivata prima io di loro?>>
Con fare prestante si sollevò dalla sedia e si protese sul tavolo a pochi centimetri dalla mia faccia.
Scostò una ciocca castana scura della mia acconciatura finita davanti al viso dietro il mio orecchio con una concentrazione magnetica.
Ad un certo punto schiarii la gola e lui levò la mano vicino all'orecchio.
Poggiò il mento sopra i palmi delle mani e sorrise.
Il suo sorriso era un non so che di...

I mondi dimenticatiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora