L'indomani mattina mi stiracchiai e colpii qualcosa, o qualcuno di duro che provocò un lamento.
Spalancai gli occhi e compresi di essere sdraiata sopra ad Aaron.
Quando ci eravamo addormentati?
Appena lo fissai mi sembrò che stesse per aprire gli occhi. Finsi di dormire, rannicchiandomi su di lui e riassopendo gli occhi all'istante.
Mi tenne stretta a sé in modo che non prendessi il freddo concentratosi nel pavimento.
Udii i suoi respiri farsi profondi e ascoltai il suo battito cardiaco accelerare e rallentare svariate volte.
Stava per morire? Come funzionava il suo potere? Che effetti collaterali potrebbe avere?
Concentrati Ruby. Non sembrava il caso di andare in iperventilazione in base ad alcune teorie banali prodotte dal tuo subconscio. Era in fondo normale che il cuore lavorasse in un simile meccanismo...
Uffi! Non avevo assolutamente voglia di continuare a tenere gli occhi chiusi, così recitai il fatto che mi stessi per svegliare.
Entrarono nel mio campo visivo come prima cosa i suoi occhi cioccolato che attraverso la luce apparivano sull'aranciato, erano incantevoli e simili a due diamanti.
<<Buongiorno>> Aveva un tono di voce arroccato.
Ricambiai il saluto e mi sollevai in piedi. Non volevo stare un minuto di più vicino all'essere anormale di questa scuola.
Il commento era estraneo all'episodio verificatosi in infermeria; siccome possedevo anch'io una strana magia.
Si issò da terra pure lui dirigendosi alla porta della palestra.
Si parò dinanzi a me dandomi le spalle e scrutai una luce sulla superficie della porta. Mi sporsi per controllare meglio ciò che stava combinando.
Le sue mani ricoperte di fiamme oscillavano in movimenti discordanti in vicinanza della serratura.
<<Pensi che funzionerà? Perché non ci hai provato ieri, genio?>>, domandai di getto.
<<È un'alternativa...
Non ci avevo pensato. Poi non è detto che riscontreremo un esito positivo.>>
Strinsi le mani speranzosa sulla riuscita di Aaron nel farci uscire.
Si formò incorniciata dalle fiamme una chiave che si inserì nella fessura, soltanto che non girò e non aveva ottenuto alcun successo.
All'improvviso si aprì la porta ed Aaron si levò per un pelo da lì.
Apparì la bidella Tanya che saltò dallo spavento vedendoci là.
<<Oddio! Voi come mai siete qui dentro?>>
Parlò Aaron per primo, spiegando il motivo della nostra presenza in palestra.
La bidella era stata comprensiva e ci aveva lasciati andare con tutta tranquillità, avvertendoci che mancava poco all'inizio delle lezioni.
Mentre ci dirigevamo ognuno in un'aula opposta con la materia che saremmo andati a seguire, Aaron fermò il cammino istantaneamente quando vide sopraggiungere Colin, trovandoselo davanti ed io, invece, feci in tempo a nascondermi dietro il muro.
Non volevo interromperli e farmi gli affari loro. Anche se le parole raggiunsero comunque il mio orecchio...tentai con tutte le forze a non ascoltare.
<<Ciao Aaron, volevo scusarmi per il comportamento che ho tenuto ieri. Avrei dovuto reagire diversamente. È solo che quando si tratta di Ruby...>>
Aspetta, aspetta... Cosa c'entravo io?
Qualcuno mi toccò la spalla e sobbalzai sul posto.
<<Kyle?>> pronunciai a bassa voce, toccandomi il petto con il cuore che batteva all'impazzata per lo spavento.
<<Perché sei arrivata così presto? E per quale ragione stai parlando piano?>> Rimase con dipinto sul volto un'espressione interrogativa, quando mi ricordai della conversazione di Colin ed Aaron. Quindi mi sporsi per sbirciare ed origliare, nonostante non dovrei impicciarmi.
Beh, dal momento che Colin ha fatto il mio nome la faccenda mi riguardava: eccome!
<<..non m'importa...>> Era la voce di Aaron a parlare, però Kyle decise di distrarmi un'altra volta.
<<Chi stai spiando?>>
Feci gesto di stare zitto e concentrai la massima attenzione sugli altri due.
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I mondi dimenticati
FantasíaLa partenza di una persona cara rattrista quando si tratta della propria migliore amica, ma Ruby Taylor confortò Holly Bedford giurando che sarebbero restate in contatto e che la loro amicizia sarebbe riuscita a durare nonostante la distanza. Rimarr...
