A ginnastica ritmica stavo eseguendo la verticale e ponte ma per il forte dolore al braccio stetti per cedere la presa. Tuttavia, la eseguii lo stesso grazie al peso sbilanciato sull'altro arto; soltanto che non afferrai al volo il nastro.
Wanda una delle allenatrici venne verso di me preoccupata.<<Ruby c'è qualcosa che non va? Oggi mi sembri molto distratta, perché noto che gli esercizi li fai discretamente rispetto alle volte scorse. Puoi riposarti se è stanchezza. Anche perché non sei una che prende sottogamba lo sport.>>
Finsi con naturalezza di essere in gran forma, dicendo: <<Grazie, apprezzo il suggerimento e i complimenti Wanda, ma posso continuare. Vorrei far meglio.>>
Non ero una che mollava e si dava per vinta. Nemmeno il braccio slogato mi avrebbe fermata.
Lei mi abbozzò un sorriso e mi diede una pacca sulla spalla in segno di incoraggiamento.
Provai di nuovo, fallii miseramente e ricominciai da capo: ancora e ancora.
La perseveranza, mi disse zia, era la miglior soluzione a non abbattersi mai in presenza delle prime difficoltà riscontrate.
Alla fine dell'allenamento andai a cambiarmi nello spogliatoio, ritirai la roba nel borsone e uscii. Subito dopo salutai tutte le insegnanti e le allieve.
Quando mi guardai intorno, avvistai Aaron accovacciato a riprendere fiato accanto alla finestra della palestra.
<<Ehy tu?!>>, chiamai la sua attenzione. <<Hai iniziato a pedinarmi?>> Lui alzò lo sguardo sulla mia figura.
<<Ruby??>> Era confuso pure lui di vedermi.
<<No, che dici?! Sono tua nonna!
Ovvio che sono Ruby. Perché sei qui?>>
<<Direi che sono affari miei. Poi è palese...mi sto allenando.>>
Oh! Ehm...effettivamente portava una tuta blu scura e grondava di sudore, eppure non volevo cedergli questa gratificazione.
<<Te invece come mai da queste parti?>>
Mi stava prendendo per i fondelli? Se il suo era lampante pure il mio lo era.
<<Faccio ginnastica ritmica proprio dentro a questa struttura>>, indicai col dito alla mia sinistra e alla sua destra.
<<Non ne avevo idea...Io passo regolarmente ogni settimana da queste parti e non ti avevo mai incrociata prima d'ora. Ero convinto che avessi svolto al primo semestre di scuola tennis per i crediti e al secondo avessi optato per non svolgerne altri.
Non sapevo praticassi uno sport al di fuori dell'orario scolastico.>> Pareva confuso e strofinò una mano fra i capelli bagnati.
Avvertii di nuovo un dolore tremendo al braccio per il peso del borsone che tenevo appoggiato proprio sulla zona sbagliata.
Quasi cedetti in avanti. Eppure Aaron si spostò comunque verso di me, coi riflessi pronti a soccorrermi in tempo.
In una frazione di secondo mi ritrovai avvolta fra le sue braccia, mentre il borsone precipitò a terra.
<<Ti sei fatta male?>> Alluse lui.
Non fiatai, restai ferma sul posto e abbassai il capo a fissare i nostri piedi con la mente altrove.
Dovevo assolutamente sbrigarmi se volevo incontrarmi con Kyle al parco, così improvvisai, trovando tutta la forza per staccarmi e riprendere il borsone che caricai nell'altro braccio.
<<No, tranquillo. Ho perso solo l'equilibrio...>>
<<Mmh... certo!>> Dava l'impressione di esserne poco convinto. Infatti con mia gran sorpresa, mi afferrò la mano buona, sfilando delicatamente il borsone che mise sulla spalla e mi sollevò a peso di patate, caricandomi sull'altra libera.
<<Aaron Jones, sei pregato di farmi scendere... immediatamente!>> lo ammonii, agitando braccia e gambe.
<<Sei impossibile e irritante! Ti sto portando a far vedere il braccio, altrimenti testona come sei non ti andrai a controllare per verificare se è tutto a posto.>> Specificò schietto, tenendomi ben salda per non farmi scivolare giù, a causa del mio tentativo scellerato nel tornare coi piedi a terra.
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I mondi dimenticati
FantasyLa partenza di una persona cara rattrista quando si tratta della propria migliore amica, ma Ruby Taylor confortò Holly Bedford giurando che sarebbero restate in contatto e che la loro amicizia sarebbe riuscita a durare nonostante la distanza. Rimarr...
