La letteratura come esperienza di vita.

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«L'arte interpreta il mondo e dà forma a ciò che forma non ha, in modo tale che, una volta educati dall'arte, possiamo scoprire aspetti sconosciuti degli oggetti e degli esseri che ci circondano. Turner non ha inventato la nebbia di Londra, ma è stato il primo ad averla percepita dentro di sé e ad averla raffigurata nei suoi quadri: in qualche modo ci ha aperto gli occhi. [...] Non posso fare a meno delle parole dei poeti, dei racconti dei romanzieri. Mi consentono di esprimere i sentimenti che provo, di mettere ordine nel fiume degli avvenimenti insignificanti che costituiscono la mia vita.[...] In un recente studio il filosofo americano Richard Rorty ha proposto di definire diversamente il contributo che la letteratura fornisce alla nostra comprensione del mondo. Per descriverlo, rifiuta l'uso di termini come "verità" o "conoscenza" e afferma che la letteratura rimedia alla nostra ignoranza non meno di quanto ci guarisca dal nostro "egotismo", inteso come illusione di autosufficienza. Conoscere nuovi personaggi è come incontrare volti nuovi. Meno questi personaggi sono simili a noi e più ci allargano l'orizzonte, arricchendo così il nostro universo. Questo allargamento interiore non si formula in affermazioni astratte, rappresenta piuttosto l'inclusione nella nostra coscienza di nuovi modi di essere accanto a quelli consueti. Un tale apprendimento non muta il contenuto del nostro essere, quanto il contenente stesso: l'apparato percettivo, piuttosto che le cose percepite. I romanzi non ci forniscono una nuova forma di sapere, ma una nuova capacità di comunicare con esseri diversi da noi; da questo punto di vista riguardano la morale, più che la scienza.»

-Tzvetan TODOROV, La letteratura in pericolo, Garzanti, Milano 2008

La citazione proposta, tratta da "La letteratura in pericolo", presenta il tema dell'importanza della letteratura come strumento di comprensione del mondo. Rifletti su questa tematica e argomenta la tua tesi facendo riferimento alle tue conoscenze acquisite con lo studio, alle tue esperienze personali, alla tua sensibilità. Puoi articolare il tuo elaborato in paragrafi opportunamente titolati e presentarlo con un titolo complessivo che ne esprima sinteticamente il contenuto.

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"Era una persona con cui si poteva parlare. Forse non si desiderava tanto essere amati quanto essere capiti". Le righe che Eric Arthur Blair, vero nome di George Orwell, scrive nel suo romanzo distopico "1984" sono un po' la sintesi di come molte persone vedono con occhi diversi la letteratura. La definizione che il filosofo bulgaro dà a questo ramo dell'arte, è la perfetta fusione che abbraccia il mio pensiero in merito. La letteratura è esattamente così: "una persona con cui si può parlare" e un mezzo indiretto per "mettere ordine nel fiume degli avvenimenti insignificanti che costituiscono la mia vita". Mediante una lettura come "Effi Briest", "Madame Bovary" o "Anna Karenina", e affiancando lo studio scolastico o semplicemente una lettura adocchiata di sfuggita, si può comprendere ad esempio come una donna borghese nell'età compresa tra 1849 e il 1877 veniva vista e trattata dalla società: gli scrittori hanno saputo denunciare questo fenomeno sociale attraverso le parole!
E non è da tutti saper scrivere e raccontare una triste e amara realtà. Oppure Franz Kafka: attraverso le iperboli spiega non solo i rapporti umani, ma anche quelli con le autorità. Un po' come fa Dostoevskij, solo che Franz impiega molta più fantasia. Inoltre dalle sue opere emerge un senso di lotta interiore che sembra davvero un'analisi dell'Io, di lucida decostruzione della propria identità per risalire alle cause che l'hanno forgiata; magari il protagonista della Metamorfosi non è altro che la proiezione di un'immagine vivida impressa nella memoria dello scrittore. Fortunatamente al mondo sono esistiti autori che hanno saputo scrivere. E personalmente sono grata per questo. Da tre anni a questa parte, da quando a scuola abbiamo iniziato lo studio della letteratura –sia nostra che straniera- ho capito che la piena soddisfazione, seppur temporanea, la raggiungo attraverso il sapere. Si tratta di un sapere teorico, e in primis mi impegno a divulgarlo giornalmente. Per fortuna è stato proprio il corpo docenti a sapermi entusiasmare tanto quanto lo erano loro; percepivo l'impegno che ci mettevano, il coinvolgimento che ne scaturiva e la persona nuova che ne usciva ogni volta. Penso che possa applicare l'Aufhebung del sistema hegeliano a questo concetto: dal totale insegnamento e apprensione che prorompe dalla scuola, si avrà una sintesi, cioè un alunno sempre più arricchito da un sapere sempre più vasto.
L'anno scorso mi sono cimentata nella scrittura di un romanzo, nato dal bisogno di esprimere i miei pensieri. Un po' come fece Balzac, avevo l'intento di dare un fondamento filosofico a ciò che scrivevo, alla sintesi che poneva poi fine al racconto. Ed è ciò che ho fatto: ho inserito i temi dello Sturm und Drang e del Klassik a cui sono particolarmente affezionata. E ho trovato incredibile come il Goethe ribelle dello Sturm und Drang spieghi sotto ogni minuzioso particolare la stessa necessità che avevo io di essere capita. Un Titano come Werther era ben chiaro che fosse molto più progredito rispetto alla società del suo tempo, e l'incapacità di inserirsi lo strusse talmente tanto che, con l'aggravante degli affari di cuore, decise di compiere il romantico atto di suicidio. Ed è questo ciò che intendevo quando scrissi "io voglio morire per amore"; ho romanticizzato e idealizzato l'atto che di per sé provoca dolore a chi sta intorno e subisce. Il tema dell'impotenza per cambiare le cose, è un tema che mi sta molto a cuore, e a scuola l'ho riscontrato molte volte, e l'ho preso sul personale. Sono dell'idea che per far risvegliare qualcosa, bisogna che qualcos'altro di più forte debba accadere."Non posso fare a meno delle parole dei poeti, dei racconti dei romanzieri. Mi consentono di esprimere i sentimenti che provo".
Sono del parere che la letteratura sia in grado di formarci. Essa è la chiara espressione di una crescita personale. Purtroppo ho un debole per questo; mi è entrata dentro, e so che non uscirà più. Fosse per me tirerei avanti solo di questo, e probabilmente vivrò un misto di atteggiamenti ribelli che prima o poi con l'età si faranno più pacati. La letteratura studiata fino ad adesso mi ha aperto un mondo totalmente nuovo, e mi ha mostrato più facce della stessa medaglia: prendendo come tema centrale l'amore, ho riscontrato che non esiste solo quello che ci viene rifilato ogni giorno, bensì altre diverse sue sfaccettature, come l'amore per la patria, l'amore per qualcosa che non esiste più o non è mai esistito, quello carnale e quello spirituale e infine l'amore come forma di Sehnsucht, che anela verso il desiderio di infinito. Personificando questo grande tema, lo associo ad un compagno di viaggio, al mio spirito affine.
Alla parte mancante di me, la mia metà, ciò che può completarmi interiormente. E' un po' una dichiarazione shakespeariana: "Dubita che le stelle siano fuoco/ dubita che il sole si muova/dubita che la verità sia bugiarda/ ma non dubitare del mio amore". La letteratura è un qualcosa in continuo divenire, e non morirà mai.

Piccoli saggi di V annoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora