Capitolo 3

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Erano giorni che osservavo da lontanto quel ragazzo biondo che si nascondeva dietro un cappuccio, dietro una maschera.
Qualcosa di lui mi attirava, ma continuava a farmi del male, ogni giorno alla stessa ora.
Ero finita nel suo vortice e non riuscivo ad uscirne.
Non ne ero innamorata, perché solamente una cretina può innamorarsi di una persona che ti fa del male.
Io non capivo perché lui lo facesse, perché se lui picchiava le persone ci doveva essere un motivo.
Arrivata a casa trovai mia mamma con il pranzo in tavola, avevo fatto un pochino più tardi per colpa di Teresa.

"Buon appetito." Dissi mettendomi a tavola, davanti alla mia bellissima mamma.
"Anche a te, come é andata a scuola?"
"Bene."
Sorrisi e mi venne in mente le scarpe di Niall scagliarsi contro le mie costole, un giorno mi avrebbe ucciso ed io per una volta avevo paura.
"Fatto nuovo conoscenze oltre a Teresa?"
Il problema di avere una mamma giovane era questo, aveva finito da poco la scuola e mi conosceva troppo bene.
"Mammaa!"
"Vabbene vabbene scusami."
Finii di mangiare e andai dritta in camera.
Una volta finito anche i compiti mi distesi sul letto e il mio primo pensiero fu lui.
Volevo sapere di più su quel ragazzo e sapevo che non me lo avrebbe detto così facilmente.
Pensavo troppo a lui, dovevo distrarmi, fare qualcos'altro.
Composi il numero di Teresa e la chiamai.
"Eei."
"Scusa Rosie..adesso.. non posso, ci vediamo." Ed attaccò.
Perfetto anche lei mi aveva lasciato da sola con i miei pensieri.
Decisi di andare al parco, ci andavo sempre con mia mamma da piccola.

***
Mi misi a sedere su una vecchia altalena, era tutto più facile da bambini.
Un ginocchio spezzato era meglio di tutto questo.
Guardavo alcuni bambini ricorrersi per i giardini, alcuni giocavano a pallone e alcuni piangevano cercando la mamma.
La paura più grande di quando si è piccoli credo che sia di perdersi e non ritrovare i genitori.
Io non avevo mai visto la mia famiglia insieme e mai la vedrò, tutto questo per colpa di un incidente.

Tornata a casa, cenai e poi andai dritta a letto.

***
Una volta alzata, mi preparai per bene.
Maglietta bianca e pantaloni neri strappati sul ginocchio.
Andai a fare colazione e come ogni mattina salutai mia mamma e John.
Arrivata a scuola trovai Teresa ad aspettarmi e le corsi incontro.
"Rosieee."
"Ei..ma cosa è successo ieri?"
La vidi sbiancare, così pensai che fosse meglio cambiare argomento.
"Vabbe non importa, entriamo?"
Annuì e la vidi riprendere il suo colorito.

Niall come sempre arrivò in ritardo, si misi davanti a noi e il professore senza dire niente continuò la lezione.
"Bella maglietta"
La sua voce attirò la mia attenzione e quando portai lo sguardo su di lui, mi accorsi che mi stava fissando maliziosamente e questo non mi piaceva.
"Grazie, adesso girati."
Tornai con lo sguardo alla lavagna e in tanto pensavo a quanto fosse strano.

***
Suonata la campanella per la ricreazione mi avviai verso il mio armadietto.
"Ciao."
Ignorai quella voce e continuai a cercare i libri.
"È educazione salutare."
Il ragazzo schiantò un pugno contro la fila di armadietti accanto al mio, lasciando una piccola ammaccatura.
Aspettandomi di incontrare due occhi azzurri mi ritrovai due occhi marroni a fissarmi.
"Mia mamma mi ha insegnato a non parlare con gli sconosciuti."
Il ragazzo ignorò le mie parole e si avvicinò a me, schiacciandomi contro gli armadietti, con una mano mi spinse contro i suoi fianchi e appoggiò un dito sotto il mio mento.
Il mio cuore stava impazzando, il battito cardiaco era a mille, ma per fortuna Il mio biondo mi salvò.
"Zayn, Lasciala stare."
"Horan, vatti a fare una delle tue sgualdrine."
"No vacci tu, lei è di mia proprietà."
Mi intromisi nella conversazione rivolgendomi a Niall.
"Scusami, da quando sarei di tua proprietà?"
Arricciai le sopracciglia, lui scosse il capo, ma continuò a sorridere, a mostrarmi quel sorriso che ormai sognavo da notti.
"Lasciala."
Non vidi più il ragazzo davanti a me e quando posai lo sguardo verso il basso lo vidi disteso per terra a sistemarsi il colletto della maglia.
"Non finisce qui Niall."
Il biondo sorrise e mi trascinò dentro uno sgabuzzino.
"Grazie."
Riuscii a sussurrare quella parola, perché lui mi aveva "salvata" da quel tipo di maniaco.
Lui sorrise e il sangue mi arrivò alle guance, ma non per l'imbarazzo, ma per Niall che mi tirò uno schiaffo sulla guancia.
"Prima regola: non devi dire mia grazie o scusa, non devi apparire una facile."
Annuii toccandomi la guancia.
"Seconda regola: non puoi avvicinarti a nessuno, nessuno."
E questa volta un pugno si scaraventò sulle costole.
"Mi stai facendo male."
Riuscii a riprendere fiato prima che il palmo di una mano si schiantasse sopra la mia guancia.
"Ancora non l'hai capito.."
"Cosa Niall ?"
"Rosie, a me piace vederti soffrire"
A quella frase rimasi senza fiato, sia per il dolore, ma anche per il peso di quelle piccole parole.
Dentro di me si stava scatenando qualcosa ed io non riuscivo a fermarlo.

SPAZIO AUTRICE:
Un po' di confusione non fa male a nessuno, ahahahahhahaha.
Povera la nostra piccola Rosie!
Continuo a 5 commenti e 20 likeee.❤️
Spero vi sia piaciuto, forse fa schifo, ma pace daaai.💎

Leggete "20 March." FanFiction su Dylan O'brien.

Mi fido ancora (interrotta)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora