Lettera 2

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Era da 3 giorni che eravamo in vacanza ma quello che avevo provato in quei giorni non era divertimento ma soltanto noia dato che aveva piovuto per tutto quel tempo. In quei giorni ero sempre rintanata in camera con l'influenza e i miei libri. Mia madre era arrabbiata con quelli del meteo perché avevano detto che quella settimana sarebbe dovuta essere, utilizzando le sue parole, "Bella e Guoiosa", mio padre invece era intento a giocare a "Monopoli" con le mie sorelline.
Era ora di cena e come sempre Kate e Bea stavano litigando soltanto perché una aveva più pasta dell'altra, roba da matti, io invece ero in silenzio vicina ad una pila di fazzoletti tutti pieni del mio catarro e moccio, mio padre era a pensare chissà che cosa, probabilmente alla partita dell'altra sera che io avevo rifiutato di vedere.
Ad un certo punto mia madre disse "Domani danno sole, magari possiamo andare a fare 2 passi" e mio padre "Ma non eri arrabbiata con loro?" e mia madre in sua difesa "Scleri del momento" "PER ME VA BENE" dissero entrambi le sorelle, che per un momento mi sono sembrate quelle di Shining, "Clestia?" "Non so, dipende da come mi sentirò domani" "Bene".
Purtroppo l'indomani mattina stavo bene, avevo un po' il naso tappato ma la febbre era a posto.
Partimmo per una nuova avventura come direbbe Kate...
Andammo in giro per più di 3 ore, non capivo se ero morta o no. Ci fermammo in un bar molto rustico per riposare.
Finalmente era ora di tornare a casa.
La mattina seguente mi lasciarono a casa da sola con Kate e Beatrice perché i miei dovevano andare a fare la spesa e pensavano che io fossi abbastanza responsabile. Erano passate circa 20 minuti da quando erano andati al supermercato quando ad un certo punto, Bea mi chiese "Possiamo andare nel bosco?" e io risposi "No, chiedilo a mamma e papà quando tornano" "MA IO VOGLIO ANDARCI ADESSO!" controbattè lei, "Senti, io voglio finire questa serie entro questa settimana quindi lasciami in pace!" dissi a lei in modo molto sgarbato "Allora posso andare in giardino?" chiese lei "Va bene, ma quando ti chiamo rientra" le risposi io mentre guardavo lo schermo del mio telefono. Quando le dissi questo lei schizzo fuori di casa come se ci fosse il carretto dei gelati fuori casa.
Erano passate più di 30 minuti, mamma e papà mi avevano mandato un messaggio in cui dicevano che avrebbero fatto tardi perché era successo un incidente ed erano imbottigliatti nel traffico, Bea invece non era rientrata di sua spontanea volontà, nemmeno per prendere un biscotto, Kate invece era alla televisione a vedere chissà quale cartone animato o anime per bambini.
Era già da un po' che Beatrice era fuori, decisi allora di andarla a chiamare, andai in giardino, la chiamai più e più volte ma non rispondeva e non si faceva vedere, girai un po' per il giardino, nel caso che magari si era nascosta, ma ad un certo punto vidi che il cancelletto era aperto, in quel momento sentii il cuore fermarsi.

Soon It's My Turn [Eyelles Jack creepypasta]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora