Pensai che avrei sognato di nuovo la cesta con il bebè insanguinato al suo interno. Invece non fu così. Davanti ai miei occhi c'era il ragazzo di prima, Nolan, che aveva le labbra protese verso di me , mi accorsi all'istante che le nostre labbra si erano avvicinate fino ad unirsi, una cosa che prima non era successa. Non appena mi staccai il suo viso era pieno di sangue e lui sorrideva. Notai con orrore che dietro di lui c'era la cesta. Prima che potessi andare davanti verso la cesta, Nolan si pronunciò. "E' colpa tua" disse indicandomi mentre venivo circondato da urli strazianti. "Cosa?!" mi risvegliai di sobbalzò, cadendo dal letto. "Non ne posso più di sognare cose strane" sospirai ancora a disagio a causa del sogno, o meglio dire incubo. Non sapevo il perché ma sentivo come se la faccenda del bebè fosse in qualche modo collegata a quel bacio. Dopo pochi secondi, decisi di alzarmi e finalmente mi resi conto di essere in una stanza. Al centro c'era un tavolo in mogano con dei rudimenti di qualche lingua sconosciuta intagliati, in puro diamante. Meravigliato alzai la testa verso l'alto come un gatto e vidi il lampadario splendere sopra di me. Un lampadario ricolmo di zaffiri attorcigliati ad una corona d'oro con sopra delle candele che emanavano un buon odore. Un odore marino. Per il resto la stanza era composta di qualche scaffale pieno zeppo di libri con sopra scritte strane, in un angolo un violino bianco appoggiato alla sua custodia e infine il letto, dove avevo dormito con le lenzuola color oceano come le pareti. Nessun segno particolare. "Questo luogo è al quanto spoglio e raffinato allo stesso tempo" considerai mentre mi avvicinavo ad una sedia per sentire la superficie liscia, intanto, che cercavo di riordinare tutti i miei ricordi. "Perché ho sognato quello" continuai a pensare ma venni interrotto dal suono della porta che si apriva rivelando Alice, che corse verso di me dicendo "Finalmente ti sei svegliato!" io per risposta sorrisi appena. Appoggiò sul tavolo un cestino da cui usciva un buon profumino "Ti piace la tua stanza?" mi chiese, lentamente dovetti abbandonare i miei pensieri e risposi annuendo e lei continuò "Spero ti piaccia il cioccolato". Subito tirò fuori dal cestino un piatto con sopra una torta al cioccolato decorata con delle roselline ed una scritta che diceva "BENVENUTO" bianca. In qualche modo quella deliziosa torta mi distolse dai terribili pensieri del bacio, subito senza farmelo ripetere due volte, presi una fetta della torta cominciando a mangiarla con gusto. Non appena la finì Alice mi guardò aspettandosi probabilmente un commento, che arrivo immediatamente con me che alzavo il pollice all'insù sorridendo. In tutto questo lei tirò un sospiro di sollievo e mi confessò "Per fortuna pensavo di aver messo troppo cioccolato e dunque potesse essere troppo dolce" in tutta risposta ci mettemmo a ridere. Le nostre risate terminarono velocemente quando Alice tornando seria domandò "Che cosa è successo? Come ci sei finito lì" in risposta io quasi mi strozzai con un pezzo di torta. "Beh. C'era questa melodia" iniziai il racconto. La voce uscì dalla mia bocca quasi come un sussurro da quanto Alice mi stesse fissando intensamente. Sembrava volesse mangiarmi. "Credo di essere finito in mezzo ai diavoli..." abbassai lo sguardo lasciando in sospeso la frase. "Dovevo raccontarle di Nolan, della storia del Traditore? E del sogno?" pensai mentre lei continuava a incitarmi di continuare il racconto rendendomi piccolo con i suoi sguardi. "Continua" disse decisa. "Chi è il Traditore? "azzardai a chiedere. Alice in un primo momento mi guardò male, probabilmente perché non aveva ricevuto una risposta, poi dopo alcuni sospiri parlò. "E' il figlio del Traditore, esattamente il figlio del diavolo più potente" non pronunciò il nome ma capii perfettamente di chi parlasse e prosegui chiedendomi "Come fai a sapere questo soprannome?" in quel momento sentii per la seconda volta in quella giornata il mio cuore battere talmente forte da uscire dal petto "Ho incontrato il figlio del diavolo..."risposi incerto mentre lei osservandomi continuò "Ah, ecco com'è successo" disse pensando mentre sentivo un tocco caldo sulla mia ala ferita , con mia più grande sorpresa avvolta da delle garze. "Be Alex sei quasi rimasto senza un'ala se avessi preso un altro colpo probabilmente saresti..." lasciò in sospeso la frase per farmi capire la gravità di quello che sarebbe potuto accadere. "Ho capito" risposi con la voce un po'tremante. "Inoltre", continuò lei "dobbiamo andare dal preside e dirgli quello che è successo, vedi ai demoni non è concesso ferirci" terminò sorridendomi con quel sorriso dolce. "Senti Alice mi dispiace di essermi allontanato da te, solo ero curioso" mi scusai con lei, in tutta risposta sorrise dicendomi "Tranquillo, Alex so che la curiosità a volte può farci fare follie". Dopo quella frase ci furono alcuni secondi di silenzio, poi come se avesse ricevuto una scarica elettrica si alzò di scatto dalla tavola. "Bene andiamo dal preside, così potrai spiegargli quello che è successo, va bene?" per concludere quel discorso annui mentre entrambi ci dirigevamo fuori dalla stanza.
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Devil War /non stabilito
FantasyUn angelo e un demone potrebbero mai andare d'accordo, questo cosa comporterebbe? Essere attratti dal proprio sesso è sbagliato? Questa storia è mia pura creazione, spero che apprezzerete la storia di due ragazzi, uno nato sotto ai riflettori per sb...
