Sta seduto in disparte rispetto agli altri, proprio per questo l'ho notato subito.
Ha il viso illuminato dal cellulare e ha gli occhi fermi sullo schermo. Ha il cappuccio e come se non bastasse, ha anche un capello nero, simile al mio.
Su entrambi le mani è tatuato, ma non riesco a distinguere i disegni o le scritte che ha adosso. Sulla mano sinistra ha diversi anelli, tutti color argento...e mentre io, sono lì a fissare le sue mani che scorrono velocemente sullo schermo, non mi rendo conto che anche lui sta guardando me.
Mi dice: «Cos' hai tanto da guardare?»
Panico, non mi sono resa conto che aveva distolto lo sguardo.
Io: «bhe, ecco.. guard...»
Leonardo: «Oh diamine Enriko non ti scaldare! È una ragazza! Se voleva fare amicizia li hai fatto passare la voglia!»
Enriko, si alza di scatto ed solo in quel momento mi rendo conto di quanto è più alto di me.
Ha la mascella serrata ed uno sguardo serio.
Scende i tre gradini che ci separavano, allunga la mano e guardandomi fissa negli occhi mi dice: «Bene. Eriko piacere.»
Con un tono fermo e serio.
Io, quasi balbettando rispondo velocemente: «Piacere, Lami.»
Adesso che ho il suo volto a 10 centimetri dal mio, riesco a notare determinati dettagli che prima non vedevo, come il piercing in mezzo agli occhi scuri, quasi neri. Ha una cicatrice abbastanza evidente sul sopracciglio ed oltre alle mani, ha anche il collo tatuato.
Noto bene anche i tratti del suo viso: i zigomi alti e sporgenti, la mascella stretta e ben delineata.
Enriko: «È la prima volta che ti vedo qua, di dove sei?»
Io: «Ultimamente non sono uscita molto, ma sono di qua, tu invece di dove sei? Sono io che non ti ho mai visto prima...»
Enriko: «Io sono nuovo, starò da mio cugino per un po'. Vengo dalla Germania. Tu pure non sei italiana, giusto?»
Io: «Sono italiana. Mia madre è straniera, non io.»
Con un sorriso provocatorio Enriko mi risponde: «Bhe, per le tue risposte pronte e abbastanza arroganti, immagino che tua madre sia Sudamerica... » e con lo stesso sorriso fastidioso aggiunge quasi sotto voce «...siete abbastanza "frizzantine..."»
Lo interrompo immediatamente: «Risposte arroganti dici? Quando quello che si è scaldato subito, tra i due sei stato tu.»
Lui mi risponde in tono pacato: «Beh, la mia non voleva essere una provocazione, ma una battuta.»
Io: «Fatta con i toni sbagliati..»
Era palese che il suo sorriso era un sorrisetto provocatorio o me lo sono immaginato?
Enriko: «Lasciando perdere, al di fuori che stare seduti qua, che altro fate in questo paese?»
Io: «La vera domanda è, cosa vuoi fare? Di solito stiamo qua, si parla del più e del meno, fumiamo e ascoltiamo della musica e poi...»
Lui mi interrompe nuovamente: «Sei una che parla molto, ti va se ci spostiamo e ci beviamo qualcosa ?»
Non vedo perché no, sono qui da circa 30 minuti e i ragazzi stanno parlando di calcio, qui c'è solo un bar e la sera dopo cena è abbastanza movimentato. Può darsi che sotto questo tono freddo, questo suo modo di scherzare pessimo e provocatorio... non è del tutto male.
Io, facendo cenno con la testa li dico: «Andiamo, una birra mi va proprio!»
Mi passa davanti e senza aggiungere altro ci dirigiamo verso il bar.
Abbiamo preso le nostre birre, ma Enriko senza dirmelo chiaramente, mi fa capire che non voleva stare in mezzo alla conduzione.
Ci siamo seduti su una panchina in piazza e per rompere il ghiaccio ho detto «Dalla Germania a qua, d'essere stato un bel cambiamento...»
Lui: «Lo è stato.»
Io: «Si... lo immagino...»
Restiamo in silenzio per un po' e dopo è lui a rompere il ghiaccio: «Sai di avere un'aura fortissima?»
Io: «Come scusa?»
•Nel contesto della parapsicologia e della spiritualità, l'aura, (parola che deriva dal greco àura, ovvero, «soffio») denota un sottile campo di radiazione luminosa, invisibile alla normale percezione, che circonda tutti gli esseri viventi.•
Enriko sorride e questa volta è un sorriso diverso, quasi compiaciuto. Fa un sorso di birra e si volta verso di me, guardandomi negli occhi inizia a spiegarmi: «I nostri pensieri ed emozioni sono sentiti sia verso l'interno che verso l'esterno. Essi, si rispecchiano all'esterno come delle vibrazioni ed ogni vibrazione, può essere un sentimento, un pensiero, un emozione. Non è qualcosa che è collegata a te, ma piuttosto qualcosa che si sta ri-creando da te. Non so se mi sono spiegato.»
Continuo a guardarlo fisso e trovo abbastanza interessante ciò che mi sta spiegando, non ne ho mai sentito parlare prima.
Io: «Si ti sei spiegato abbastanza, è come un energia che le persone emanano, giusto? Cambia o è sempre la stessa?»
Enriko: «Si, giusto. L' aura varia da tante cose: dalla sua posizione e dal suo colore.
L'aura può indicare qualcosa sulla personalità, come può indicare lo stato di salute, o appunto, le sue emozioni.
Ci sono diversi tipi di aure.
Come l'aura mentale, l'aura astrale, l'aura celestiale, l'aura eterica...»
Fa un altro sorso di birra e subito riprende: «L'aura è composta da 7 strati. Ogni strato ha il suo colore, quindi il suo significato. Per esempio, vedere un'aura bianca intorno a una persona, significa avere a che fare con una persona che è sensibile, intuitiva e fortunata. Si tratta di persone molto esigenti e dalla forte personalità. Come la tua ed è veramente forte. »
Io: «Wow, è la prima volta ne sento parlare ed è veramente interessante, la tua aura, invece, com'è?»
Enriko: «Non posso percepire la mia, perché tecnicamente la mia aura, la vivo.»
Io «Come fai a percepire le aure?»
Enriko, con un tono sorpreso e serio mi dice: «Tu ancora non lo sai?»
In un attimo sono scoppiata a ridere: «Cosa non so? Ma mi stai prendendo in giro?»
Enriko non ride, guardandomi ancora negli occhi mi dice: «Se lo vorresti, tu, potresti percepire molto più che un aurea.»
Fa un sospiro e ancora serissimo aggiunge «Fidati di me.»
Io, invece, sempre su tono scherzoso e con un sorriso stampato sul viso ribadisco: «Okay, ho capito, mi stai prendendo in giro»
Enriko: «No, Lami. Non ti sto prendendo in giro, vedrai, se solo lo vorrai veramente...»
Smetto di ridere ed anch'io questa volta gli rispondo seria: «Come dici tu...»
Tra noi cala un silenzio che dura circa 5 minuti.
Enriko, credo per "sbloccare la situazione", prende la sua birra e di proposito con il fondo della bottiglia, la batte sul collo della mia. Sale tutta la schiuma e velocissima provo a berla.
Ma ho più birra sulla felpa che la quantità di birra che sono riuscita a bere!
Enriko scoppia ridere, divertito dalla sua bravata.
Si alza e ancora felice per il suo scherzo da bambino esclama: «Bene, considerando che abbiamo finito entrambi, raggiungiamo gli altri, che ne pensi?»
Io gli ho risposto ridendo «Si, perché penso che di te, ne ho abbastanza per stasera!»
Con gli altri non mi sono trattenuta molto, avevo freddo (probabilmente perché ero bagnata) e quindi ho preferito rientrare a casa.
Ho preparato tutto per domani, mi sono sdraiata sul letto e proprio in quel momento che ho iniziato ad avere 200 dubbi.
Enriko è strano. L'ho percepito subito a pelle. La storia dell'aura poi? Che stronzata.
Ma che voleva dire?
Io posso sentire di più, ma a cosa si riferiva? Io non ho mai percepito nulla, soprattutto strane energie. Ho solo delle buone o cattive sensazioni in alcune situazioni o nei confronti di sconosciuti, ma ciò non significa nulla.
Io non me la tiro, ma può darsi che voleva fare colpo...?
Nha, troppo freddo e distaccato nei miei confronti.
D'altronde, fa niente.
Non ho alcun interesse nel percepire le aure.
Se proprio dovessi percepire qualcosa, preferirei sia qualcuno, qualcuno che non posso vedere più.
Ma ciò è impossibile... o forse no? Se Enriko voleva alludere proprio a questo?
Mi sono mossa di scatto e mi sono seduta sul letto.
Ho spento la luce e mi sono riseduta sulla punta del letto.
Al buio vedevo strane forme, colori, ciò dovuto alla luce, ma continuavo a fissare il buio nella mia stanza.
Niente. Completamente niente oltre al perfetto silenzio.
Qui, c'è lo stesso che c'era alla luce, poco prima, ma non mi sento sola o spaventata.
Ad alta voce ho chiesto: «C'è qualcuno, qui con me, ora?»
Subito ho guardato da un lato all'altro della stanza, ma non ho visto nulla di diverso. Così ho continuato a chiedere a tono alto: «Se c'è qualcuno o qualcosa, per favore mostrati a me, o dammi un segno..»
Ho ricontrollato medicolosamente la stanza, ma non è successo assolutamente nulla.
Che stupida che sono!
Solo ad averci provato!
Anzi, che stupida che sono solo ad averci pensato!
Cosa mi aspettavo?
Mi sono alzata ed infilata sotto le coperte, con la faccia rivolta al muro e le spalle al resto della stanza buia. Ho perso già abbastanza tempo.
Uno strano rumore, però blocca i miei pensieri.
Resto in mobile.
Fissando il muro e dando le spalle all'intera stanza ed al buio.
Sento freddo, come se qualcuno avesse lasciato leggermente la finestra aperta ed il vento gelito entrava poco alla volta come una lieve corrente colpendomi direttamente alle mie spalle.
La finestra però, non è alle mie spalle, ma si trova è sul mio letto. Da dove proviene questa corrente gelida?
Sento dei passi sempre più vicini che battono sul parquet e si ripetono veloci.
Quel rumore di passi ribombano nella stanza e sommergono quel silenzio che c'era fino a due minuti prima.
Non ho il coraggio di muovermi o di voltarmi, so di non essere sola e sono così spaventata da non riuscire a muovere un muscolo, continuo a restare in mobile.
Involontariamente per non muovermi comincio anche a trattenere il respiro...
-Il capitolo sarà in revisione prossimamente! Scusate gli eventuali errori ortografici o di punteggiatura!-
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A voce bassa
ParanormalSemplice. Ecco, se devo descriverla in modo veloce questa parola la descrive perfettamente, "semplice". Lei era semplice in tutto a parte a essere la donna più bella che Lami avesse mai visto. Se devo descrivere Lami, con una parola è "testarda" la...
