Capitolo 3: "È complicato..."

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Cari lettori, per conoscere bene Lami è necessario che voi conosciate le sue origini, parte della sua storia prima che lei nascesse...

●♕●
Non si può crescere in un mare di ricordi.
Altrimenti non è crescere, ma far passare il tempo, senza cambiare mai.
Crescere è sinonimo di cambiamento.
Si cambiano le idee e il modo di vivere.
●♕●

Sabrina ha cambiato vita, ha cambiato posto subito dopo la sua laurea.
È diventata un architetto e per impegni lavorativi è finita lontano da casa.
Lami non l'ha mai conosciuta.
Alessandro e Luca, invece, avevano entrambi lo stesso sogno: che le nuove aziende, fiorivano nel proprio territorio.
Loro a capo di tutto questo nuovo regno.
Ma sono sempre stati molto simili, forse troppo per andare d'accordo, in fondo, due calamite uguali si respingono.
I loro progetti non erano mai l'uno affianco all'altro, ma sempre contro, come se tutto fosse una sfida.
L'unica cosa che continuava a tenerli uniti era Bianca, che nonostante tutto, anche "le competizioni lavorative" provava a mantenere la pace in famiglia. Almeno due o tre volte a settimana preparava il pranzo, dove tutti si ritrovavano a casa di Bianca, la casa dove loro erano cresciuti.
Adesso quella casa era tutta per lei, infatti, nei loro pranzi oltre a ritrovarsi tutti e tre, quella casa come diceva Bianca in qualche modo "tornava a prendere vita", anche lei stava meglio, si sentiva meno sola.
Si sentiva per davvero a casa, perché la casa non è un luogo, ma sono le persone che ti riempiono il cuore, quello è il tuo posto.

Ma...più il tempo passava e la situazione tra di loro peggiorava :
non si trattava più di una continua competizione, ma si era trasformata in una forma d'odio che provavano reciprocamente.
Non si parlavano neanche più, evitavano di incontrarsi e i pranzi in famiglia non c'erano più. Tra di loro non era successo nulla di particolare, nessun litigio o fraintendimento.
Era solo passato troppo tempo in una continua battaglia. Troppa diffidenza, la paura di essere pugnalati alle spalle.
L' invidia alimentava ancor di più il distacco che tra di loro si era creato.
Alessandro nascondeva molte cose per colpa del suo orgoglio.
Non era per niente felice di tutta quella situazione.
Non capiva quando e in che modo, fosse successo tutto ciò, quando tutto gli fosse "sfuggito di mano", tanto da diventare un vero e proprio odio.
Ma è possibile che un legame, come quello di due fratelli, potesse arrivare al punto che si odiassero talmente tanto da augurarsi la morte a vicenda?
Al disprezzo continuo l'uno dell'altro?
Alcune sere prima di dormire, si tormentava con tutte queste idee, con tutti questi dubbi. Alcune sere arrivava a pensare che tutto fosse solo colpa sua e che Luca non avesse mai sbagliato nulla.
Un po questo capita a tutti. Perche ci sono sere che prima di dormire iniziamo a pensare, fissiamo il vuoto e ci chiediamo a chi veramente importa di noi. Cominciava a riflettere e a pensare veramente troppo.
I minuti diventano ore.
Ma si dovrebbe arrivare ad una sola conclusione: se qualcuno non ti cerca è perché non vuole trovarti.
Se si comporta come se non gli fregasse niente di te, è perché non gli frega niente veramente.
Non è sempre colpa nostra e non bisogna aver paura di allontanarci da alcune persone.
Bisogna tenere a mente che certe volte non si fa neanche solo per orgoglio, ma per rispetto a se stessi.
Esprimere quello che si prova, confidarsi, scaricarsi, liberarsi di tutto il tuo mal essere, quanto è difficile?
Soprattutto se hai troppo orgoglio e alcune volte sfogarsi significa anche mostrare le proprie debolezze. Molti preferiscono autodistruggersi, che confidarsi con qualcuno.
Ma sfogarsi non è solo parlare, tutti hanno un proprio modo. Sfogarsi può essere un pianto a porte chiuse, con tutti quei pensieri che ti urlano in testa e fanno a gara "a chi mette di più?".
Un altro modo per sfogarsi è la rabbia e non basta stringere i pugni, serrare la mascella,la rabbia non passa. Non passa neanche per chi esagera, si ritrova dopo con il muro rotto, le mani doloranti e distrutte, senza aver risolto nulla.
Il modo più sbagliato però è sfogare tutto facendo del male a se stessi.
Non vi parlo solo di autolesionismo, ma anche consumare della droga, leggera o pesante che sia,
"per stare più calmi", anche quello è farsi del male.
L' alcol anche è una forma di autodistruzione volontaria.
Ti permette di dimenticare, solo per un po', ma prima o poi però si torna alla realtà e la realtà è che quei bicchieri, non cambiano niente,
ma complicano tutto.
Quanto è facile che si perda la giusta strada?
La cosa peggiore è anche di non ricordarsi nulla il giorno dopo, o ricordarsi solo in parte. Svegliarsi con un mal di testa fortissimo ed una continua nausea.
Alessandro si era rifugiato nell'alcol.
Solo e con l'alcol,provava a sopportare i problemi e a dimenticare scelte e ricordi che gli facevano male.
Ma non sapeva darsi da fare, rialzarsi in qualche modo. Può darsi una parte di lui preferiva così.
Una di quelle mattine, non si era svegliato solo: al suo fianco c'era una ragazza. Alessandro non ricordava bene chi fosse.
La ragazza aveva dei lineamenti dolci e dei tratti sudamericani. Dormiva sdraiata su un fianco, in un intimo bianco ed a petto nudo. I suoi capelli castano scuro, le coprivano le orecchie e nascondevano buona parte degli zigomi. Aveva il trucco colato sotto gli occhi ma nonostante ciò aveva delle ciglia lunghe ed era per davvero molto graziosa.
Dava l'idea di una creatura delicata e fragile.
Non serviva un indovino o un genio per capire cosa fosse successo la notte prima.
Alessandro non riusciva a staccargli gli occhi di dosso. Era veramente bella, anche a prima mattina.
Senza trucco e spettinata.
Quando ha aperto gli occhi, si era creata tra i due una situazione imbarazzante: lei mezza nuda che provava a coprirsi il più possibile. Alessandro che invece, ancora un po' disorientato, che continuava a fissarla.
Ma poco dopo, senza dire nulla ha preferito uscire dalla stanza e lasciarla da sola, chiudendo con delicatezza la porta alle sue spalle.
Lei si è vestita velocissima e con Alessandro si è scontrata solo quando stava uscendo, o meglio scappando dall'appartamento.
L' unica parola che lei è riuscita a pronunciare con la testa bassa è stata "Adiós", dopo è andata via.
Alessandro ha continuato a pensare a lei, anche nei giorni successivi. Non sapeva neanche il suo nome. Forse l'aveva incontrata in quel locale in centro, era tra le poche cose che ricordava di quella sera.
Ricordava che stava seduto al bancone,di aver preso qualche bicchiere, ma lei? Quando era arrivata? L'aveva incontrata lì?
Chissà se in quello stesso locale sarebbe capitato di rivederla. Non si era tormentato molto con queste idee alle fine, era stata solo una notte, la sua vita continuava comunque, così come la sua.
Quella notte doveva essere una delle tante cose che avrebbe superato e dimenticato con il tempo quasi del tutto.

Mentre...

Luca, in questo periodo della sua vita, si dava molto da fare. Aveva un obiettivo da raggiungere che gli teneva la mente occupata e riempiva le sue giornate.
Un sogno da realizzare che fantasticava già da adolescente, cioè quello di diventare sindaco.
Diventare sindaco è un sogno che accomuna milioni di persone di età diverse. Gli impegni erano veramente tanti: dalla campagna elettorale alle elezioni e votazioni, dalla durata del mandato fino ai compiti ed i doveri di buon primo cittadino, le norme relative al come essere eletto e i requisiti adatti.
Ci sono molte decisioni da prendere e serve una persona che trasmetta serietà, professionalità, cultura, intelligenza e senso di responsabilità.
Doveva crearsi un' immagine abbastanza precisa, come se fosse un attore e dovesse interpretare quel personaggio.
Le cose gli stavano andando piuttosto bene: era sempre stata una persona molto convincente, capace di esprimersi con le giuste parole e nei migliori dei modi.
Anche Alessandro stava raggiungendo i suoi obbiettivi.
Un traguardo vicino, infatti, arriva anche per lui che dopo tanto tempo e tanto sacrificio, stava prendendo in mano le redini di un'industria tessile.
Un industria del genere, all'inizio può essere molto difficile e molto impegnativa da gestire.
Dal punto di vista economico, racchiude un insieme di aspetti molto diversi tra loro.
Dal punto di vista commerciale, invece, dipende dalla richiesta dei consumatori.
Luca e Alessandro avevano preso due strade molto diverse, ma entrambe molto impegnative, perciò la loro contesa sembrava essersi calmata, se non addirittura finita.
Ma bisogna ricordarsi che la guerra può anche finire, ma l'odio, quello, resta eterno...

Un mese dopo...

Luca è ufficialmente sindaco.
Come buon primo cittadino, come "buon politico" c'è stato il suo discorso, con mille promesse e mille buone proposte sul paese. Ha senso che io vi racconti le mille promesse fatte?
Cose che sono sempre state dette e ripetute tante volte, ma mai rispettate.
Credo proprio di no, che non ci sia bisogno che io vi dica tutto ciò che lui ha promesso.
Tutto "finto buonismo", non ho nessun altro modo per descriverlo.

●♕●
Le parole non restano, così come le promesse.
Le promesse non contano, contano i fatti.
«Le parole sono figlie del vento e come tali, sono destinate a sparire.»
●♕●

Tornando ad Alessandro...
Stava provando a superare tutto, dubbi, incertezze e ricordi. Mettendo come priorità se stesso, nella sua vita non si sentiva più messo in secondo piano. Gli sembrava di aver fatto la cosa più giusta, infatti era stato per davvero così.
Aveva capito che aveva la sua vita e la sua strada. Non serviva piangersi addosso. Restare a ricordare il passato non cambiava le cose.

-Il capitolo sarà in revisione prossimamente! Scusate gli eventuali errori ortografici o di punteggiatura!-

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