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-E insomma, Simone ci presenterà una sua nuova conquista a Natale.-

Dante Balestra non era mai stato un maestro di delicatezza. Né sembrava granché capace di leggere l'umore delle persone di cui si circondava, considerando che aveva pure pensato fosse una buona idea avviare una conversazione con Manuel di prima mattina. I postumi della serata precedente risultavano evidenti nel cipiglio scazzato con cui affondava i biscotti nell'enorme tazza stracolma di caffè nero su cui spiccava la scritta "nun me rompete 'l cazzo de mattinata". L'aveva anche selezionata appositamente per, appunto, evitare rotture di cazzo, ma Dante sembrava improvvisamente incapace di leggere (sia le tazze che i cipigli).

-Seh.-borbottò.

-E tu ne sai qualcosa?-. Lo sguardo ammiccante di Dante fece roteare gli occhi a Manuel così forte che li sentì quasi fuoriuscire dalle orbite.

-No.-si limitò a dire. Ed era pure vero, dal momento che ancora non avevano alcun candidato. Bella merda, come lo aveva gentilmente apostrofato Simone la sera prima.

-No eh?-sorrise Dante.

-No.-ribadì Manuel, e avrebbe anche voluto aggiungere uno dei suoi commenti sarcastici, ma Simone scelse esattamente quel momento per entrare in cucina come uno zombie.

-'Giorno.-biascicò, stravaccandosi sulla sedia accanto a quella di Manuel e fregandogli la tazza dalle mani. Bevve un generoso sorso di caffè e appoggiò la testa sul tavolo, sospirando pesantemente.

-La notte leoni...-

-Ti prego pa' no.-

Dante alzò le mani e si dileguò, lanciando un ultimo sguardo ammiccante a Manuel, che non solo non aveva protestato per il furto di caffè, ma aveva anche approfittato del fatto che il più piccolo si fosse praticamente sdraiato sul tavolo per lasciargli un buffetto sulla testa.

-Tu pa' non c'ha tutti i torti Simò.-ridacchiò Manuel quando fu sicuro che Dante non fosse a portata di orecchio.

-Seh.-sospirò Simone, prendendo un altro sorso dalla tazza.

-Come te senti?-

-Come se mi fosse passato addosso un tir.-borbottò Simone.

-Se nun te fossi bevuto pure l'acqua der cesso magari nun staresti così.-

-Seh, seh. Ti prego anche tu la predica no.-

Manuel scosse la testa con finta esasperazione, portando nuovamente la mano tra i capelli dell'altro ed arrischiandosi a tenerla lì a intrecciarsi tra i suoi ricci. Quando Simone mugolò in assenso, lasciò che la sua mano vagasse più a fondo, iniziando ad accarezzare lentamente quella massa informe di ricci.

-Ieri è stato 'n fiasco comunque.-

-Che?-

-T'avevo detto che t'avrei aiutato a rimorchià ma te eri così fori de te che 'n me sembrava er caso.-

Simone si irrigidì un attimo e poi si scostò dal suo tocco per alzarsi in piedi e poggiare la tazza ormai vuota nel lavello. Non accennò neanche una risposta all'affermazione del più grande, che rimase un attimo interdetto quando l'argomento virò bruscamente sui programmi per la giornata.

-Esco con Laura stamattina. Dobbiamo ancora fare alcuni regali.-se ne uscì infatti Simone, ignorando totalmente le parole precedenti del più grande.

-Ok.-si limitò a dire Manuel, osservando la schiena tesa di Simone mentre il più piccolo lasciava velocemente la stanza con la scusa di andarsi a preparare.

Manuel a volte davvero non lo capiva.

~~~

-Io davvero non vi capisco.-

-Cosa non capisci, Laura?-domandò pazientemente Simone, valutando attentamente i due colori possibili per quei guanti da giardinaggio che aveva adocchiato per sua nonna al centro commerciale.

-Non capisco perché non stiate insieme.-sbuffò l'amica, sottraendogli il paio color verde fango e lanciandolo nuovamente al suo posto.-Che c'è, è un colore orrendo.-si giustificò al cipiglio interdetto di Simone.

-Io e Manuel?-

-No, Simo, tu e Matteo.-

-Onestamente la vedo quasi più probabile di una mia relazione con Manuel.-

-Allora evidentemente non ci vedi.-sospirò Laura. Si erano spostati nella sezione cucina e Simone aveva quasi paura che da un momento all'altro Laura avrebbe afferrato un coltello per puntarglielo contro in quella sottospecie di interrogatorio.

-Ci vedo benissimo Laura.-

-E allora come fai a non vederlo? Manuel è perso per te.-. Laura si fermò di botto, puntandogli addosso quei suoi occhi profondi e, al momento, delusi. Simone occhieggiò la sezione coltelli e fu contento di constatare che non fossero a portata di mano.

-Così perso di me che si sta impegnando con tutto sè stesso per trovarmi un appuntamento per Natale.-

-L'hai detto pure ieri, ma che vuol dire?-

-Ti ho raccontato come è finita con il tipo con cui mi vedevo, giusto?-

-Mhmh, il medico.-

-Seh.-il volto di Simone si contorse in una smorfia.-Beh, sarebbe dovuto venire a Natale e papà mi stava rompendo con questa storia da mesi. Quando siamo arrivati a casa avrei dovuto dire tutto a mio padre, ma Manuel si è intromesso e si è tipo inventato un mio fidanzato immaginario che si presenterà magicamente al cenone della vigilia.-

-Non ci posso credere.-ridacchiò Laura, salvo poi smettere immediatamente quando si rese conto che Simone era dannatamente serio.

-Eh. Credici.-sospirò il più piccolo.-E come se non bastasse, ha deciso che questo fantomatico fidanzato me lo troverà lui in tempo per Natale.-

-Ma è un cretino totale.-

-Seh. Vabbè.-

-Simo... -mormorò Laura, appoggiandogli una mano sull'avambraccio e scrutandolo con quei suoi occhi così sinceri e preoccupati.

-Tranquilla, Là, va bene così.-

-Ma tu... Tu lo ami ancora, non è vero?-

Simone rise senza alcun vero divertimento, scuotendo la testa e rivolgendo lo sguardo alle pirofile esposte sullo scaffale, improvvisamente estremamente interessanti ai suoi occhi.

-Non importa quello che provo, sto cercando di andare avanti e basta. Tanto alla fine conta quello che prova lui, ed evidentemente non proverà mai le stesse cose che provo io.-

Laura rimase in silenzio, abbassando lo sguardo. Improvvisamente le pirofile erano di grande interesse anche per lei, che non era mai stata brava a consolarlo nonostante fosse sempre stata la sua confidente più preziosa sull'argomento Manuel Ferro.

-Penso di aver completamente rinunciato a lui quando ha fatto coming out in quinta.-confessò Simone, decidendosi a spostarsi dal reparto cucina quando si rese conto che c'erano persone effettivamente interessate alle pirofile e che i suoi drammi amorosi le stavano ostacolando.-Quando me lo ha detto, solo per un attimo, ho pensato che questo significasse qualcosa per noi due. Ma poi semplicemente tutto è continuato ad essere come prima e allora ho capito che il problema non era che non gli piacevano i maschi, ma banalmente che non gli piacevo io.-

Era la prima volta che lo diceva a qualcuno ad alta voce, e sembrò quasi liberatorio per un attimo, almeno finché non si rese conto che dirlo a Laura lo rendeva concreto per la prima volta dopo anni: a Manuel Ferro lui non piaceva e non perché fosse etero, ma perché evidentemente non era proprio il suo tipo. Non era abbastanza, non era giusto, non aveva quel qualcosa che evidentemente avevano avuto Chicca e Alice e le altre persone con cui era uscito. Le altre persone che aveva amato.

-Forse dovrei davvero fargli scegliere il mio prossimo ragazzo. Magari scopro che in fatto di uomini ha gusti un po' migliori dei miei.-

E magari quella sarebbe stata la goccia che avrebbe finalmente fatto traboccare il vaso, il modo per liberarsi finalmente di quei sentimenti così ingombranti che avevano fatto sì che, una dopo l'altra, tutte le sue relazioni fallissero. Forse se Manuel gli avesse trovato una persona con cui sostituirlo, finalmente il suo cuore si sarebbe rassegnato, avrebbe amato chi Manuel gli avrebbe detto di amare. Del resto, Simone non era mai riuscito a negargli nulla.

Single all the way ~ SimuelDove le storie prendono vita. Scoprilo ora