Da ubriaco, Simone Balestra dava, a detta di Matteo, il meglio di sé. Manuel si chiedeva quante occasioni avesse avuto Matteo di vederlo veramente ubriaco, se si escludeva la cena della maturità e quella festa sulla spiaggia che avevano fatto appena prima dell'inizio dell'università, ma in quel momento non aveva davvero senso concentrarsi su quei dettagli, non con Simone completamente collassato sulla sua spalla.
Manuel non sapeva nemmeno spiegarsi quando la loro serata, quella che avrebbe dovuto essere una robetta tranquilla, una birra per raccontarsi come avevano passato quella prima parte dell'anno accademico, era deragliata all'insegna dell'alcool.
Sospettava che fosse colpa di Chicca e Matteo, che, dopo aver quasi costretto tutti al terzo giro di birre, avevano decretato che la serata non poteva finire senza qualche shot. Qualche shot erano diventati una quantità quasi infinita di shot, e a un certo punto Matteo doveva anche aver sfidato Simone a una stupida gara alcolica, perchè adesso il più piccolo se ne stava quasi sciolto sul collo di Manuel a bofonchiare parole incomprensibili.
-Simò, 'namo a casa và.-sospirò il più grande, sistemandoselo meglio contro.
La risposta di Simone arrivò sotto forma di un mugolio scocciato, che Manuel provvide a ignorare bellamente.
-Dai Simò, che il maritino te porta a casa.-sorrise Matteo, alzando entrambi i pollici nella loro direzione e muovendo le sopracciglia su e giù in un modo francamente inquietante.
Manuel nemmeno si degnò di rispondere, e si limitò a caricarsi un braccio di Simone sulla spalla e a trascinarlo verso l'ingresso del locale. Furono seguiti per un po' dagli sguardi dei loro amici e dal grido "nun ve schiantate ao" di Matteo, che aveva decisamente bevuto troppo per i gusti di Manuel.
-Daje Simò collabora però.-sbuffò Manuel una volta fuori, cercando di trattenere il più piccolo mentre gli allacciava il casco.-Ora annamo a casa e te fai 'na bella dormita eh.-sospirò.
-No.-rispose Simone, aggrottando le sopracciglia piccato.
-Ah no? E che voi fa sentiamo.-sbuffò Manuel, allacciando anche il suo casco e preparandosi a salire.
-Voglio andare a casa tua.-
-Viviamo insieme Simò.-alzò gli occhi al cielo Manuel.
-Ah.-
-Eh.-
-Allora stiamo insieme?-pigolò Simone, fissando il più grande con quei suoi occhioni enormi. Erano la più grande debolezza di Manuel.
-No.-
-Perché?-
-Simò, perché sì. Viè qua, mettime le mani attorno alla vita. Stringi bene eh, che se te fai male te do il resto.-
-No.-borbottò Simone, stringendo comunque le braccia attorno alla vita del più grande e incastrando il viso nell'incavo del suo collo, facendo scontrare i loro caschi.
Manuel sospirò nuovamente. La sua pazienza veniva costantemente messa a dura prova e il respiro irregolare di Simone che si infrangeva contro il suo collo non aiutava.
-Seh, seh. Mo tienite però.-
Il viaggio in moto passò in relativo silenzio, tanto che per un attimo Manuel pensò che Simone si fosse addormentato contro la sua spalla. Ricordava bene una situazione simile, dove tuttavia i ruoli erano invertiti e lui era appena stato pestato a sangue dallo scagnozzo di Sbarra.
Sembravano passati secoli da quel momento, dal Manuel insicuro, rabbioso e confuso che era stato al terzo anno di liceo. Ogni tanto pensava di voler tornare indietro a quei momenti, cambiare ogni cosa, tenere Simone stretto a sé ancora più forte, non lasciarlo andare.
-Manuel?-
-Che?-
-Non lo voglio un fidanzato per Natale.-
-Sì che lo vuoi.-ribattè Manuel, contro i suoi stessi interessi. A volte faceva del darsi la zappa sui piedi una vera e propria arte.
-E me lo troverai tu? Bella merda.-biascicò il più piccolo.
Manuel non si prese nemmeno la briga di ribattere, fermando la moto nello spiazzo davanti a Villa Balestra e smontando. Simone oscillò pericolosamente, tendendo la mani in avanti. Manuel fu svelto ad afferrarlo con delicatezza, circondando la sua vita con le braccia e aiutandolo a scendere.
-Madonna quanto pesi Simò.-si lamentò, quando in realtà si stava solo godendo quella sottospecie di abbraccio.
Iniziò a trascinarlo verso casa, aprendo la porta con una mano e premendo sul suo fianco con l'altra. Non seppe nemmeno bene come riuscirono ad arrivare in camera del più piccolo illesi e senza svegliare nessuno in casa, soprattutto considerando come Simone ogni tanto si fermasse e ridacchiasse senza motivo.
Quando la porta della camera del più piccolo si chiuse alle loro spalle, Manuel si permise di tirare finalmente un sospiro di sollievo.
-'Namo Simò, toglite le scarpe.-
-Toglimele tu.-
-Ai vostri ordini principino.-alzò gli occhi al cielo Manuel, chinandosi per fare come richiesto.
-Anche la giacca.-
-Seh e poi?-
-Poi i pantaloni.-rispose Simone ovvio.
Manuel quasi si strozzò con la propria saliva. Si chinò comunque sul più piccolo per slacciare la sua giacca e sfilargliela delicatamente dalle spalle. Esitò un attimo, sotto lo sguardo curioso del più piccolo, prima di decidersi a slacciare anche i pantaloni.
-Sfilali da solo.-disse poi, la voce leggermente strozzata. Simone lo fissava dritto negli occhi mentre si alzava in piedi e, lentamente, infilava le dita nei passanti dei pantaloni. Manuel deglutì a vuoto un paio di volte mentre osservava i jeans di Simone scorrere lentamente lungo le sue cosce toniche. Razionalmente, sapeva che avrebbe dovuto distogliere lo sguardo, ma non riusciva davvero a farlo, non quando quello di Simone bruciava su di lui, non quando il più piccolo sembrava quasi sfidarlo ad avvicinarsi, a toccare quella pelle nuda che stava man mano rivelando.
I jeans vennero abbandonati sul pavimento con un gesto fluido, che Manuel non pensava il più piccolo fosse in grado di compiere nelle sue condizioni attuali.
Quando le mani di Simone andarono ad ancorarsi al maglioncino crema che indossava, Manuel sentì la terra mancargli sotto i piedi.
-Simò.-un avvertimento, roco.
Simone lo fissò ancora un attimo, mentre il maglioncino veniva definitivamente abbandonato sul pavimento, andando ad unirsi ai jeans e alla giacca.
Poi, come era sopraggiunto, quel momento passò. Simone distolse lo sguardo e si lanciò con tutto il suo peso sul letto, chiudendo gli occhi. In pochi attimi, già dormiva.
Manuel rilasciò il respiro che non si era accorto di aver trattenuto fino a quel momento e lo osservò ancora un attimo, mezzo nudo sul letto ancora del tutto intatto.
Quel ritorno a casa si stava rivelando più complesso del previsto.
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Single all the way ~ Simuel
FanfictionSimone e Manuel sono migliori amici e coinquilini da ormai un anno. Manuel ha realizzato i suoi sentimenti per il più piccolo ma teme che lui sia andato avanti. Magari delle vacanze natalizie movimentate e dei parenti impiccioni gli faranno cambiare...
