Mi svegliai la mattina, presi il telefono, un messaggio, era da parte di Luca:
4:39 16 settembre
È morta mia nonna.
Cazzo, pensai.
Tutto qui, non c'era scritto nient altro.
La nonna di Luca aveva 80 anni e stava molto male, ha sempre avuto le ossa deboli, un giorno mentre dormiva si girò nel letto e si ruppe una costola, che le perforò il polmone. Era in ospedale da un mese circa e tutti sapevano che non ce l'avrebbe fatta.
Uscii di fretta e salii sull'autobus, mi sedetti al posto di ieri, quello poteva diventare il mio nuovo posto fisso. Alla fermata successiva salì Luca, ieri non c'era perchè non gli era suonata la sveglia, sempre il solito. Lo vidi e lo abbracciai forte senza dire niente. Lui si mise a piangere sulla mia spalla, voleva bene a sua nonna, io non la conoscevo bene, ma mi dispiaceva per Luca.
Scendemmo alla fermata prima di scuola in modo da non far vedere ai nostri compagni che Luca stava piangendo, mentre camminavamo verso scuola lui si sfogò con me, io lo calmai abbracciandolo e lui smise di piangere.
Nel giro di dieci minuti eravamo arrivati davanti all'entrata di scuola e entrammo al suono della campanella.
La sua classe era al 3º piano, la mia al 1º, facemmo le scale insieme fino al primo piano, lui mi salutò, ma decisi di accompagnarlo fino in classe per non lasciarlo solo.
Arrivai nella mia classe con cinque minuti di ritardo, la prof mi rimproverò, ma io non ci feci molto caso.
Tornata a casa mandai un messaggio a Luca chiedendogli come stava e lui mi rispose dicendomi di chiamarlo perchè voleva parlare, - non ho credito, chiamami tu - risposi.
📞chiamata in arrivo da Luca❤️
Risposi.
F: Come va Luca?
L: Va. Tu?
F: Mh, un' altra giornata di scuola di merda. Ma vabbè, nulla di nuovo in fondo.
L: A chi lo dici Fra..
F: Già, immagino. Comunque mi dispiace un sacco, te lo ho già detto, ma te lo ridico.
Lo sentì sorridere.
L: comunque grazie per oggi, ci sei sempre. Ti voglio bene.
F: e di che, tutte le volte che ci sei stato tu per me, per una volta sono io a consolare te.
Ti voglio bene anche io amico mio.
L: Hai ragione. Ora vado a giocare a tennis. Magari tirando qualche palla riesco a sfogarmi.
A dopo.
F: A dopo.
Attaccai e misi il telefono in tasca.
Guardai l'orologio, si erano fatte le 15:00 e pensai che forse era ora di mangiare, così andai in cucina, presi pane, prosciutto e Philadelphia e mi feci un panino pensando a quanto doveva essere difficile quel momento per il
mio migliore amico.
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|bestfriend|
RomanceLa storia dell'amicizia tra un ragazzo gay di nome Luca e una ragazza, Francesca. Le cose tra i due si complicano quando Francesca si innamora del ragazzo che piace all'amico e quando Luca lo viene a sapere litigano, ma poi l'amicizia tra due vince...
