Capitolo 3

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Quando aprii gli occhi vidi che i medici mi avevano messo una mascherina per respirare sulla bocca e mia madre mi teneva la mano, mentre Alex piangeva. Mi accorsi subito di essere su un'ambulanza. Respiravo a fatica e a malapena sentivo i rumori. Ero tutto bagnata in fronte a causa del sudore.

«Amore mio ce la farai!» disse mia madre tra le lacrime. In quei momenti non riuscivo a pensare, avevo la mente completamente vuota. Avrei voluto urlare, e subito dopo morire.

I tre medici presenti sull'ambulanza aprirono le due porte anteriori e si fecero aiutare da altri medici a trasportare la barella sulla quale ero coricata all'interno dell'ospedale. Fu in quel momento che mi riaddormentai.

Mi risvegliai verso sera, me ne accorsi grazie al fatto che fuori ormai era già buio. Alex non c'era ma mia madre sì.

Tossii e lei si avvicinò a me.

«Olivia santo cielo» disse accarezzandomi la fronte.

Accennai un sorriso.

«Amore come stai?» disse avvicinando la sedia su cui era seduta al mio lettino.

«Insomma..». Mi strinse la mano e chiesi: «Cosa è successo? Perché sono svenuta?»

«Perché hai avuto un'attacco d'asma.. Ma ora va tutto bene» accennò un sorriso che mi rassicurò poi richiusi gli occhi.

L'unica cosa a cui potevo pensare era Calum. Calum avrebbe saputo tutto, e si sarebbe preoccupato di nuovo del fatto che non gli abbia risposto.

Scusa Calum, scusa scusa scusa.

I pensieri e il rumore della macchina per respirare non mi fecero dormire, così mi svegliai e mi misi a fissare il soffitto. Quel bianco così inespressivo. Se solo gli ospedali fossero più accoglienti e più colorati.

«Mamma dovrò restare qui per la notte?» chiesi.

«Sì, domani torniamo a casa, questo è quello mi hanno detto i dottori» annuì.

Il telefono, merda.

«Mamma puoi darmi il mio telefono? È urgente». Così fece. Si alzò dalla sedia sulla quale era seduta, che oltretutto era anche scomoda, e prese il mio zaino che era appoggiato vicino al lettino. Me lo passò e la ringraziai.

"37 nuovi messaggi da Cal♡"

Sbloccai il telefono e li lessi:

-Hey sono uscito ora da scuola, vuoi che ti chiami?:)

-Olivia ci sei..?

-Olivia cosa sta succedendo?

-Mi ha appena chiamata Alex. Non posso crederci. Non posso credere a quello che ti  è successo. Non lasciarmi Olivia, per favore. Chiamami appena puoi. Per favore..

Rabbrividii e chiusi di nuovo gli occhi.

Lo sapevo. Lo sapevo. Lo sapevo.

Decisi di rispondergli: -Calum.. Mi dispiace non avertelo detto ieri, mi sento in colpa. Mi dispiace..

Lo schermo si illuminò  dopo qualche secondo:

-Non devi sentirti in colpa ma ho bisogno di sentirti. Cazzo Olivia mi manca sentirti

Il cuore batteva sempre più forte e di conseguenza il mio battito aumentava sempre di più.

Dato che non avevo pranzato, decisi di cenare. Il cibo dell'ospedale faceva schifo, come esso d'altronde.

Dopo cena i dottori mi tolsero la maschera per l'ossigeno e mi infilarono una flebo. Il tempo mi consentiva di uscire un po' dall'edificio e fare un giro nei dintorni, a patto che stessi almeno a 1km dall'ospedale. Sopra il camice mi infilai un maglione e mi misi le scarpe, presi il cellulare, la sacca della flebo e uscii.

La prima cosa che feci fu chiamare Calum.

«Pronto? Olivia?»

«Ciao Calum..»

«Dio sono così felice di sentirti! Come stai?» e davvero, la sua felicità potevo sentirla anche io.

«Ora un po' meglio, mi stanno imbottendo di medicine. Senti volevo dirti che tu sei la persona più importante per me. Sei tutto. Se non ci fossi tu io-» mi interruppe.

«Olivia io oggi ho pianto per la prima volta dopo tanto tempo. Ho pianto perché pensavo al fatto che.. Non riesco neanche a dirlo. Pensavo al fatto che saresti potuta morire e non ti avrei mai più rivista». Ora potevo sentirlo piangere anche io, dall'altra parte del telefono. 

«Io avevo paura che tu..»

«Che non avrei potuto accettare il fatto che ora tu hai una malattia schifosa? Che ti poterebbe portare via da me da un momento all'altro?». Iniziai a piangere anche io, asciugandomi gli occhi nella manica della felpa.

«Tu non puoi capire quello che io provo per te..». Questa volta si interruppe da solo.

«Calum..»

«Olivia forse è meglio che ora tu ti riposi. Grazie per avermi chiamato. Sei speciale e bellissima, ricordatelo sempre. Sei la mia Olivia. Buonanotte principessa»

«Buonanotte Calum, scrivimi domani per favore..». Riattaccai e tornai nella mia stanza. Dove mia madre si era nel frattempo addormentata.


Distance will kill us |c.h|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora