Aveva proprio bisogno di dormire, era molto stanca, quasi quanto me, dopo tutto quello che era accaduto. Spensi la luce e cercai di non fare rumore coricandomi nel letto. Sapevo che non sarei riuscita a dormire. Era accaduto così tanto in così poco tempo.
Mi tolsi le scarpe e le appoggiai con cautela accanto al comodino, mi tolsi la felpa e la appesi. Sospirai e ripensai alla conversazione con Calum. Avrei voluto urlare al mondo quanto lui mi faceva stare bene.
Dopo circa cinque minuti arrivarono i dottori, uno dall'aspetto ben curato, forse sulla cinquantina e una ragazza abbastanza giovane, molto gentile. Accesero la luce e con questo svegliarono anche mia madre.
«Olivia, eccoti qua. Stanza 251. Allora, ho saputo che hai cenato questa sera. La situazione è migliorata?» chiese il dottore.
«Sono uscita a fare due passi prima. Ho portato la flebo. Non ho fatto molta fatica a respirare»
«Bene! Molto bene! Allora domani ti rimandiamo a casa, ti abbiamo fatto gli esami e a parte.. Beh lo sai.. La fibrosi, va tutto benissimo. Oggi a scuola hai solo avuto un attacco d'asma, abbastanza normale nei primi giorni. Poi passata quella, non ci farai più caso. Adesso penso sia meglio che tu ti riposi, domani niente scuola. Colazione alle.. Anna che ora domani?» chiese alla ragazza giovane con un foglio in mano e una penna, con la quale si annotava tutto, accanto a lui.
«Domani mattina alle nove. Busseranno le colleghe della cucina» sorrise.
Mia madre che prese la parola disse «Grazie mille di tutto dottore». Sorrisi ai due medici e uscirono dalla stanza. Caricai la sveglia per le otto e mezza e mi coricai.
«Olivia io non posso stare qua con te, mi dispiace amore» disse mia madre infilandosi la giacca.
«No ti prego! Non voglio passare la notte qua da sola» protestai.
«Prometto che la prima persona che vedrai domani mattina sarò io, va bene?»
«Okay» sospirai.
«Buonanotte Oliv». Così disse l'ultima volta e uscì dalla stanza. Non mi ero mai sentita più sola in tutta la mia vita, così decisi di scrivere a Calum:
Hey Cal.. Scusa per l'orario, so che ci siamo sentiti poco fa ma, ho bisogno di parlare un po' con te
Cal♡ sta scrivendo...
Io avrò sempre tempo di parlare con te principessa
Arrossii leggermente e risposi:
Perché la vita deve fare così schifo?
Cal♡ sta scrivendo...
La vita è più bella di quello che tu pensi Olivia. La vita è una lunga serie di ostacoli, lo so. Tutti hanno avuto tante difficoltà da superare, ognuno in diversi modi. Ma tu, tu sei una roccia, credimi. Se solo fossi lì con te ora..
Cosa avrebbe fatto se fosse stato lì con me?
Cosa faresti?
Cal♡ sta scrivendo...
Ti sussurrerei quanto cazzo sei bella.
Rimasi a bocca aperta. Guardai l'orario: 11:56 pm. Era quasi mezzanotte e Calum mi aveva praticamente confermato quello che provava per me, e io non sapevo cosa rispondere. Ci pensai un po' su. Cosa potevo rispondere ad una cosa del genere?
Bloccai il telefono e sospirai profondamente. L'ospedale dormiva e io ero lì, stavo per morire per una stupida malattia e stavo pensando a cosa scrivere al mio migliore amico a distanza.
Sbloccai il telefono: 11:59 pm.
E io ti ascolterei finché non mi addormento, e mi farei coccolare.
Sorrisi, sì, sorrisi alla vista del mio messaggio.
Cal♡ sta scrivendo...
E io ti farei le coccole, finché non ti addormenti tra le mie braccia. Dio, domani ti chiamo, te lo prometto, via FaceTime. Ho bisogno di vederti e di dirti tutto questo faccia a faccia
Risposi:
Anche io! Non ho smesso di pensarti un attimo oggi. Così vicini ma così lontani.. È passato solo un giorno e mi hanno già fatto cinque flebo, in più il cibo qui fa schifo:(
Cal♡ sta scrivendo...
Immagino, una principessa dovrebbe essere trattata da tale..
Risi cercando di non farlo rumorosamente poi mi dimenticai di rispondere perché mi addormentai, così, con il telefono sul petto. La mattina seguente fu la sveglia del telefono a svegliarmi.
«Ohh, buongiorno stella!», riconobbi subito la voce di mia madre. «Buongiorno». Mi stiracchiai prima di alzare il busto mettendomi seduta sul letto.
«Tra mezz'ora arriva la colazione, io l'ho appena fatta qua al bar.. Il caffè non è un granché! Comunque, come hai passato la notte amore?»
Insonne, ho pensato a Calum tutta la notte, sai mamma sto iniziando a nutrire qualcosa per lui
«Diciamo che il letto non è dei migliori, come quello di casa, ma tutto sommato abbastanza bene».
«Bene, sono molto felice di questo. Alle dodici ti dimetteranno, poi torniamo a casa e ti riposi ancora»
«Va bene, ne ho davvero bisogno» risposi.
Alle nove in punto arrivò la colazione: una tazza di latte caldo con una merendina al cioccolato, niente di che. Alle dieci arrivarono i due dottori che mi avevano visitato la notte precedente e mi dissero che ero pronta per essere dimessa.
Finalmente, cazzo.
Il viaggio di casa fu tranquillo. Alex però non mi aveva ancora scritto, e per quello ero abbastanza arrabbiata. Ma tutto quello che avevo in mente al momento era Calum. Appena entrai a casa lasciai cadere lo zaino per terra e mi gettai sul letto.
«Quanto mi sei mancato!». Mi sentivo abbastanza idiota a parlare da sola. «Mamma, chiamo Calum» urlai dalla mia camera.
«Va bene. Vado a fare la spesa, se hai bisogno di qualcosa chiamami. Se senti che non riesci a respirare usa l'inalatore nello zaino» urlò altrettanto dalla cucina poi uscì.
Presi il telefono velocemente e chiamai Calum. La scritta Connetto comparve sullo schermo.
Eccolo. Il ragazzo più bello del mondo. Con i suoi occhi nocciola e il suo sorriso da far invidia al mondo.
«OLIVIA!»
«CALUM!»
«Dio ma quanto sei bella?»
STAI LEGGENDO
Distance will kill us |c.h|
Hayran Kurgu«ti porterò via da qua Olivia, ti salverò. Questa malattia di merda non avrà la meglio su di te. Te lo prometto. Non importa se siamo a più di 400km di distanza, ti salverò comunque» «Ti amo Calum»
