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Avete presente quando varcate la soglia di una porta e da quel momento in poi siete consapevoli che la vostra vita non sarà più la stessa, quando avete quella specie di blocco allo stomaco e tutto in torno a voi sembra andare a rallentatore?
Ultimo giorno del secondo liceo, la campanella dà il via alle danze: le magliette bianche zuppe d'acqua mostrano le fantasie dei reggiseni ben in vista di quelle troie del 2L, un caldo asfissiante e gente sconosciuta che ti riduce in stile pulcino spelacchiato a colpi di gavettoni. Sono corsa via con le mie migliori amiche, Clarissa ed Eleonora, per poi arrivare a casa e fiondarci in terrazza a prendere il sole.
Facevamo programmi per l'estate, finalmente non avrei più toccato libro per mesi interi.
Vibra il telefono, Gabriele si è appena svegliato, non è venuto a scuola, non ama il caos. Allo stesso modo non ama farsi problemi, fare un discorso serio e esprimere ciò che pensa. Siamo ormai amici dal primo liceo, abbiamo stretto durante l'estate successiva ed ora lui sa tutto di me,ed io di lui, in teoria. È un tipo molto riservato, non parla quasi mai di sé stesso, bisogna cavargli le cose dalla bocca. Nonostante ciò è un tipo che ama la fisicità, i suoi abbracci sono come il venticello fresco in spiaggia delle quattro del pomeriggio, ed io amo stare tra le sue braccia.
Il giorno dopo mi sono imbarcata su una nave da crociera, una settimana tra cibo non al di sotto di 1000 kcal ciascuno, vie alberate della spagna e un gruppo di ragazzi di buona compagnia.
In quei giorni ho messo il telefono a tacere, pochi messaggi essenziali con Ele e qualche chiamata a mio nonno. Era il momento di chiudere gli occhi e respirare un pò di divertimento.
Giacomo era un tipo divertente, due anni più grande di me, aveva quel modo di parlare e quel modo di guardarmi così sincero e ricco d'interesse, inoltre avevo un debole per il suo accento del sud. Era lui la mia occasione, la possibilità di ricordare a me stessa che potevo essere chi volevo e fare quello che volevo. Era il momento di ricordare a me stessa che ero di più di come mi ha trattata Riccardo, ero di più di qualche chilo di troppo, ero di più di una seconda scelta.
Non mi piaceva davvero Giacomo, mi piaceva l'idea di una storia estiva, di qualcosa di cui raccontare al mio ritorno, qualcosa che rompesse la solita monotonia.
Il nostro primo bacio è stato sul ponte, una sera piena di stelle e con una splendida luna rossa. Era tutto così irreale, le sue mani mi avvolgevano stretta e la sua bocca continuava a cercare la mia dolcemente. Tremavo ma no, sapevo sarebbe rimasto tutto su quella nave, le emozioni non erano forti come quando baciavo, accarezzavo, il mio ex; sapevo però che questa esperienza mi avrebbe aiutata a ritrovare un briciolo di fiducia in me stessa, a credere che poi forse non ero male come pensavo.
Il mio ex mi aveva svuotata, letteralmente.
Siamo stati insieme un mese e mezzo, il tempo di lasciarmi andare e ricevere una delle frasi più brutte della mia vita fino a quel momento: mi sono stancato di te.
Insomma Riccardo era uno stronzo, ma Giacomo non è stato abbastanza per ritornare completamente me stessa.
L'altra metà dell'opera, se così vogliamo definirla, oltre che da Ele, seppur non se ne accorgeva, Gabriele ne stava gettando le fondamenta.
Quando ho ripreso in mano il cellulare, esplodeva di messaggi, il tempo di rispondere un pò a tutti che subito mi prese un certo gusto a raccontare di questa avventura tra le braccia di un altro, le parole erano avvolte da una certa malizia e soddisfazione, in fondo speravo che in qualche modo il mio racconto arrivasse alle orecchie di Riccardo.
Gabriele si mostrò entusiasta, era felice per me, sapeva che mi ci voleva e non perdeva mai occasione per scherzarci su, ipotizzando le possibili reazioni del suo amico, di cui ogni tanto mi chiede, senza essere invadente, forse con un pò di malizia. Lui ha sempre tifato per me e Riccardo come coppia, e quando poi ci siamo lasciati, è rimasto spiazzato.
23:09 G "Il siciliano ci sapeva fare? Dai su lo sai che sono meglio io hahah"
23:11 M "Mi mancano i tuoi abbracci, è vero."
23:11 G "Verrei lì e ti abbraccerei come non mai."

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