Robert
Non so come, quella mattina riuscii ad alzarmi prima che suonasse la sveglia. Così mi alzai, disattivai la sveglia e andai a farmi una bella doccia. Quella mattina dovevo lavorare al Craft Los Angeles perchè la sera prima il mio capo mi aveva telefonato, dicendomi che il giorno dopo,(cioè oggi), dovevo fare un extra per aiutare una nuova cameriera in prova. Ovviamente non potevo rifiutare, un pò di soldi in più fanno sempre comodo. Quindi mi misi la divisa da lavoro, che comprendeva: un paio di pantaloni lunghi neri, una camicia bianca e un paio di scarpe nere e lucide, che io odio.
Comunque, verso le otto e mezza, mi avviai verso il ristorante, che faceva anche le colazioni. Spesso infatti, si lavorava di più al mattino.
Di certo non mi aspettavo di vedere..."lei".
Era lì, davanti all'entrata, che discuteva con allegramente con il capo. "Chissà se si ricorda di me", "chissà se mi riconosce", "chissà se..." milioni di pensieri si affollavano nella mia testa mentre mi avvicinavo sempre più.
Fortunatamente non dovetti dire nulla per attirare la sua attenzione perchè il mio capo, (che benedissi nella mia testa), mi chiamò per andarmi a presentare. Appena lei si girò, sobbalzammo in contemporanea, e, arrossendo, distogliemmo gli occhi gli uni dagli altri. Il mio capo mi guardò sospettoso e poi disse:- Annie, ti presento Robert, sarà il tuo responsabile fino a quando sarai in prova. A lui puoi fare tutte le domande che vuoi, ma mi raccomando, lui e solo lui, decreterà se sei stata buona, ottima o pessima, e in base a qello che lui ci dirà tu verrai assunta oppure no.-
Io e lei rimanemmo immobili, a fissare il capo. Dopo qualche secondo di silenzio imbarazzante, Annie ringraziò il capo e lui se ne andò.
Ci fissammo intensamente, poi le si decise a proferire parola.
- Piacere Robert, io sono sicura di averti già visto da qualche parte. Dico bene?- Dritta al sodo dunque.
- Piacere mio, Annie. Sì, mi hai già visto. Proprio due giorni fa. Al parco. Scusa se ti fissavo, è che...- Non mi lasciò finire la frase che subito ricominciò a parlare.
-Lo so, anche io ti fissavo. Per lo stesso motivo immagino. Comunque ora dobbiamo metterci al lavoro, se no facciamo tardi.-
Lei annuì. Ed entrammo.
Eravamo imbarazzati, ma poi cominciammo a lavorare e a parlare in modo più sciolto. Diventammo subito quasi-amici.
Usciti dal ristorante, ci salutammo. Ma prima di farla andare via la richiamai, e, con molta cautela, le chiesi il numero. Lei accettò, anche se in un modo un pò imbarazzante. Ma considerando che non mi ero portato il telefono e avevo ancora la biro per scrivere gli ordini, Annie mi scrisse il suo numero sulla mano, come degli adolescenti degli anni'90.
Così andai a casa felice e contento come non mai, per prepararmi all'allenamento.
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È una lunga storia
Teen FictionAnnie si è appena trasferita a Los Angeles. Deve ancora trovare lavoro e, quando lo troverà, le si aprirà un nuovo futuro, intrecciato a quello di qualcun'altro... o forse no?
