Annie
Ero appena arrivata a Los Angeles, e già l'amavo.
Era immensa, con grattacieli da paura. Non vedevo l'ora di visitarla. Appena arrivai nella mia nuova casa, spalancai la bocca.
Era una villetta bifamiliare, bianca, con enormi vetrate. C'erano due porte. Una davanti, grande e in legno marrone, e una sul retro in vetro.
Entrai, curiosa di vedere l'interno. Era immenso. Bianca, pulita, ordinata e già completamente arredata con mobili nuovi di zecca. Salii le scale e mi ritrovai davanti un'altro piano completamente uguale. La mia camera era in fondo al corridoio, sulla sinistra. Spalancai la porta ed entrai in un mondo completamente diverso. La camera aveva le pareti lilla, (il mio colore preferito), il letto a soppalco nero, l'armadio a muro già riempito dei miei vestiti, e un'immensa libreria con almeno una decina di libri che non avevo mai visto, ma che sospettai fossero diventati miei.
Esplorai in seguito tutte le altre stanze, dalla cucina al salone, dalla soffita alla cantina. Tutto meraviglioso.
Chiamai immediatamente i miei genitori, per ringraziarli enormemente del regalo, anche se la Laurea e il dottorato in astronomia erano tappe molto importanti, anche il loro regalo non era da niente. Inoltre, per quanto il mio percorso di stjdio era alquanto complicato, trovare lavoro da astronoma non era facile, perciò dovevo trovarmi un lavoretto per guadagnare un pò di soldi nell'attesa del mio momento.
Comunque non ci rimuginai troppo a lungo e andai a farmi una doccia. Anche il bagno non era da meno: aveva il pavimento in piastrelle bianche e lucide, una vasca con l'idromassaggio e una doccia che poteva contenere due persone.
Dopodichè, mi vestii. Optai per un leggins nero, abbinato a delle sneackers bianche e a una maglietta corta, a maniche lunghe, grigia. Presi una borsetta nera. Anche se la città era bellissima, mi mancava già la mia adorata campagna.
Feci un giro per qualche negozio e per qualche libreria, poi mi misi a camminare in cerca di un parco dove avrei potuto appostarmi a leggere il giornale.
Alla fine scelsi il Grand Molina Park, guardai l'orologio che mi ero messa al polso, e vidi che aveva aperto proprio qualche minuto fa. Entrai e mi posizionai su una panchina che sembrava in un posto tranquillo. Proprio quello che cercavo.
Aprii il giornale, ma non riuscii a leggere niente perchè qualcosa attirò la mia attenzione.
Un ragazzo dalla pelle abbronzata, i capelli neri e gli occhi azzurri, mi stava guardando. Era un tipo attraente, muscoloso, e in questo momento anche abbastanza inquietante. Mi guardai intorno, cercando di capire se era proprio me che stava guardando. Vicino a me non c'era nessuno.
Quando tornai a guadarlo, per un attimo, i nostri occhi si intercettarono e io mi immobilizzai. Una senzazione alla pancia mi fece rabbrividire, e notai che anche lui aveva avuto la mia stessa reazione. "Forse è stato il vento", pensai, ma in cuor mio sapevo che non era affatto così. E lo sapeva anche lui.
Poi però, iniziò a piovere, e io dovetti correre a casa, con l'immagine di "lui" ancora nella testa.
Guardai il mio povero giornale, ormai zuppo, e lo buttai nel bidone.
Andai in cucina, ma mi ero dimenticata di fare la spesa, quindi il mio frigo era vuoto. Allora afferrai il cellulare e, affamata, chiamai il ristorante cinese che avevo visto passando da una piccola via.
Cenai davanti al TG, non lo facevo praticamente mai, ma considerando la fine del mio povero giornale... Ovviamente le notize non erano belle, ma in fondo non lo sono mai. Altrimenti la gente non lo guarderebbe. In fondo il mondo non è fatto solo di cose belle, ma neanche esclusivamente di cose brutte, come invece il telegiornale tende a farci credere.
Andai a letto presto, domani mi avrebbe aspettato una lunga giornata. Piena di colloqui di lavoro. Mi addormentai nell'immediato.
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È una lunga storia
Roman pour AdolescentsAnnie si è appena trasferita a Los Angeles. Deve ancora trovare lavoro e, quando lo troverà, le si aprirà un nuovo futuro, intrecciato a quello di qualcun'altro... o forse no?
