Il cacciatore

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La sera cenarono, come tutte le sere d'estate, all'aperto sulle panche di legno in centro al cerchio di tende.

Erano molte cacciatrici, circa un centinaio in tutto, venivano divise in tre categorie a seconda delle abilità: le piccole cacciatrici, le più giovani, non potevano uscire dal campo finché non si fossero allenate abbastanza; dopodiché potevano andare a caccia con quelle più esperte, che solitamente erano anche le loro allenatrici; ma solo quelle migliori avevano l'onore di uscire per una battuta di caccia insieme ad Artemide.

Quel piccolo gruppo mangiava sul suo stesso tavolo, dormivano in tenda con lei e l'accompagnavano a farsi il bagno nel laghetto vicino ai margini del bosco.

Ma, subito dopo Artemide, veniva La Cacciatrice, il titolo più importante per una seguace della dea, che in questo caso era Axiopist.

- Mia dea, è da tutta la vita che lavoro con lei, mi fido ciecamente, morirei per lei se necessario... Ma di certo non mi fido di questo Orione -

- Axiopist, voglio solo parlarci, poi vedremo cosa il fato ha in serbo per lui -

Erano sole nella tenda di Artemide, per ora l'aveva detto solo ad Axiopist ma ben presto tutte avrebbero saputo che un uomo avrebbe cenato con loro.

- È un uomo, non mi fiderei di lui -

- Ti ho detto che voglio solo parlarci. E comunque non è un uomo qualunque, è un dio -

- La correggo, è un gigante. Ma non uno qualunque, quello creato appositamente per lei, per distruggerla! -

Sbottò la ragazza.

Aveva le lacrime agli occhi

- La prego... Non voglio che le faccia del male... -

Artemide provò molta tenerezza per quella ragazza così dura e forte che a momenti piangeva per lei.

- Va bene Axiopist, faremo un eccezione. Oggi a cena un gruppo che sceglierai tu resterà dietro le tende di guardia. Se Orione si sentirà al sicuro attaccherà di certo, in tal caso saremo pronte a difenderci -

Sul viso della ragazza tornò l'espressione dura e autorevole che negli anni aveva preso da Artemide. Si voltò e disse alle altre ciò che la dea aveva deciso.

Era rimasta sola nella tenda e si ritrovò a pensare a lui. Ai suoi occhi bianchi, alla sua pelle abbronzata, ai suoi muscoli possenti, al portamento, alla voce possente... C'era un qualcosa che l'attraeva irrimediabilmente a Orione. Qualcosa che non si sapeva spiegare... Doveva toglierselo dalla testa.

Era sempre stata vergine, non si era mai innamorata e non aveva di certo intenzione di iniziare con il suo nemico.

Con le mani si sistemò i capelli...

Aspettate un attimo...

I capelli????

Quando mai Artemide si faceva bella?!

Doveva decisamente distrarsi e non pensare più a Orione.

Decise di andare a caccia con un piccolo gruppo di cacciatrici, per procurarsi la cena.

🌜🌝🌛

Tornarono prima del tramonto, con una bella selvaggina da mangiare.

Le più piccole apparecchiarono la tavola come ogni sera mentre Gefesti, soprannominata "la cuoca" si mise subito a cucinare la cena speciale.

Appena Eos finì con i suoi giochi di luce, si presentò Orione.

Ormai la voce si era sparsa e tutte sapevano che sarebbe venuto.

La Mortale E La LunaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora