Margherite rosse

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Erano già due lune che Orione si trovava al campo.

Le ragazze ormai erano abituate alla sua presenza, ma i primi tempi non furono facili.

All'inizio avevano raddoppiato le sentinelle di guardia e tre di loro erano incaricate di seguirlo ovunque andasse. Gli era stato imposto di usare solo l'arco e le frecce che Artemide gli aveva dato, fabbricate dalla dea stessa.

Accompagnava spesso Artemide e le altre durante le battute di caccia. Alla bambina che aveva spaventato il giorno della sua prima apparizione al campo, aveva insegnato un trucco per creare frecce appuntite e perfette.

A differenza della dea, Orione era molto gentile e amorevole con i bambini. Faceva effetto le mani del gigante forti e possenti accanto a quelle piccole delle giovanissime cacciatrici.

Artemide invece aveva ricevuto un'educazione dura e severa e raramente esprimeva segni d'affetto. Ma d'altronde era il suo opposto.

Lei pallida ed elegante, lui abbronzato e virile.

Ormai la maggior parte delle cacciatrici si fidava di lui, tranne Axiopist, che tendeva a evitarlo e le rare conversazioni tra loro erano di poche parole.

Artemide era su una collina vicina al campo a scrutare l'orizzonte davanti a sé, come faceva spesso. Ammirava le prime luci dell'alba. Presto suo fratello avrebbe iniziato la sua solita tratta giornaliera sul carro del sole.

Era un po' che non veniva a trovarla. Nonostante le mancasse era meglio così, non sapeva come avrebbe reagito se avesse scoperto di Orione.

Mentre era immersa nei suoi pensieri, alle sue spalle comparve proprio lui, Orione.

- Buongiorno dáskalos -

Maestra

Era lo stesso modo in cui la chiamavano le altre sue allieve. Era impressionante il confronto tra la sua umiltà e quella degli Olimpi. Era sempre cresciuta tra gli dèi più importanti dell'universo, lei stessa era la personificazione della luna. L'umiltà non era il loro forte.

- Buongiorno anche a te mathitís -

Allievo

La divertiva pensare che un suo "allievo" fosse il doppio di lei.

Si sedette accanto alla dea e chiaccherarono sui progressi delle ragazze, sui programmi della giornata e della bravura di Eos a creare cieli mozzafiato.

Era da quando l'aveva visto che Artemide provava un sentimento nuovo nei confronti del cacciatore. Eros non era mai riuscito a prenderla, eppure, in un modo o nell'altro, quel giorno ce l'aveva fatta. L'aveva centrata in pieno.

Orione però sembrava essere disinteressato dall'amore della dea, nonostante lei continuasse a dargli segnali. Manteneva sempre quel suo atteggiamento umile e devoto nei suoi confronti, senza mai accennare un altro tipo di interesse.

Assorta dai suoi pensieri, Artemide interruppe la conversazione, fissando il vuoto davanti a sé. Evidentemente Orione se ne accorse

- C'è qualcosa che ho detto che ti ha turbata? -

Chiese con gentilezza.

- No non sei tu, ma dobbiamo parlare... -

A quelle parole gli occhi bianchi del gigante divennero più freddi.

- Se c'è qualcosa che ti preoccupa, desidero saperlo in modo da aiutarti -

Artemide sorrise. Era carino come si preoccupava per lei, nonostante sapeva che non avrebbe mai ricambiato. Eros era sempre troppo crudele, che divertimento c'era se fosse stato innamorato anche lui?

La Mortale E La LunaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora