- Sei fuori di testa, Nà'! Ma l'hai portato fino a qui da sola? -
- Si Jò. Ti giuro. Sull'autobus mi stavano tutti lontani. -
Le due ragazze erano sul retro del "Voltage", in una zona appartata circondata da grossi cassonetti ricolmi di bottiglie vuote e altra spazzatura. Era lì che venivano radunati tutti i rifiuti della discoteca.
L' enorme cane nero, con gli occhi rossi, infuocati, ringhiava contro di loro sbavando di rabbia. Nadia l'aveva incatenato ad un cancello arrugginito ma, ad ogni furioso strattone, sembrava che stesse per abbattere tutto e liberarsi. Jodie respirava in fretta, era tesa, mentre Nadia sembrava quasi divertita dalla situazione.
- E' lo stesso cane. Sono sicura.- Continuò Nadia. - E' lo stesso della tomba, Jo'. -
- Lo so. Lo vedo. Cristo! E è la bestia che è venuta ieri notte a casa mia; si è quasi mangiato un paio di stivali, Nà. Io me la sto facendo sotto! Ma che cazzo sarebbe: un cane zombie? -
- Non ne ho idea. L'ho tenuto incatenato tutto il giorno al tubo dello scaldabagno. Volevo chiamarti, ma poi ho pensato che dovevi vederlo per crederci. -
Nadia non sbagliava. Nessuno avrebbe mai creduto ad una storia del genere. Loro due, però, la stavano vivendo insieme ed insieme dovevano cercare di uscirne, in qualche modo.
Le due ragazze si raccontarono i dettagli della notte precedente. Il cane zombie aveva fatto visita ad entrambe. La differenza era che Jodie era rimasta chiusa nel bagno, riuscendo ad evitarlo, mentre Nadia gli era letteralmente andata in contro. D'altronde era lei ad avere il guinzaglio.
Non c'era una spiegazione razionale per molte delle cose che erano accadute in quei due giorni. Erano eventi impossibili, sovrannaturali. Soprattutto quel cane... non era un cane.
- Non mangia, non piscia e non caga. - Spiegò Nadia all'amica. - Non è un cane normale. Basta che lo guardi. Guardagli gli occhi... cazzo. -
- Ma perché te lo sei portata dietro? -
- Dove dovevo lasciarlo scusa? Ci ha trovato lui, Jò. E' venuto da me e da te. Che cazzo dovevo fare? lasciarlo sotto un ponte e scappare? E' chiaro che, dovunque siamo, può sempre trovarci... e poi... magari ammazzarci.-
Per qualche strano motivo, a questa terribile prospettiva, le due ragazze scoppiarono a ridere. Nulla era veramente serio per loro. Era così che riuscivano a sopravvivere ad ogni cosa, compreso quello che era accaduto a Jodie nel bagno del Voltage, solo pochi minuti prima.
- E' tutta colpa di quel cazzo di collare.- Commentò Jodie, mentre si sedeva su un muretto a distanza di sicurezza dalla belva. - Ti è venuta proprio un' idea di merda Nà. -
Jodie si frugò nell'ampia scollatura estraendo il "pacco" acquistato da Momo.
- Che roba è ? - Chiese Jodie avvicinandosi..
- Non lo so. L'ho preso da Momo. - Rispose Jodie svolgendo il cellophane con le unghie laccate di verde.
- Momo? Non sapevo che vendesse... - commentò Nadia.
- Nemmeno io. -
Ci fu un momento di silenzio mentre Jodie versava con cautela la polvere di un acceso color fucsia sul polso di cuoio del cappotto.
- Ma è lui che ti ha scopata in bagno? -
Jodie annuì. Avvicinò il polso al naso e, tenendo la narice destra tappata con un dito aspirò con la narice sinistra.
- Quindi la scema a cui hai parlato prima è la sua ragazza? -
Jodie annuì di nuovo e avvicinò il braccio a Nadia, offrendole un tiro. Nadia imitò il gesto dell'amica poi, soddisfatte, si sedettero sospirando.
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Storia di due stronze
HorrorStoria immorale, crudele e scurrile di due ragazze di periferia e della loro discesa nell'abisso. Malgrado il contenuto esplicito e molto scorretto, avviso subito il potenziale lettore che di sesso, qui, ne troverà poco. Abbonderanno invece dettagli...
