Durante i giorni successivi alla straordinaria e eccitante esperienza all'Istituto Malerba, l'entusiasmo di Nadia e Jodie declinò gradualmente, sgretolandosi di fronte alle difficoltà quotidiane e alla noia. Pur credendo a Stella, per quanto assurde fossero stati i suoi racconti, le giornate delle ragazze trascorrevano monotone e prevedibili, prive di qualsiasi manifestazione demoniaca o evento soprannaturale. Di conseguenza, quelle parole rimanevano confinate a un racconto suggestivo senza alcuna verifica concreta.
Nadia, per quanto si sforzasse, non trovava nessuna ulteriore informazione su Zaton. Contattò due associazioni dilettantistiche di esperti e appassionati di occultismo, senza ottenere alcun risultato. Non si arrese, ovviamente, ma c'erano altri problemi più immediati da affrontare. Si avvicinava il giorno dell'affitto, la caldaia si era rotta e c'erano le bollette da pagare. Sfruttava ogni opportunità lavorativa disponibile e tentava ogni strada pur di aumentare le sue esigue entrate. Si dedicava al volantinaggio, e aveva appeso il suo nome e numero di telefono in diverse zone del quartiere, proponendosi per lavori domestici o assistenza agli anziani in cambio di un modesto compenso. Odiava queste attività, ma era disposta a tutto per far fronte a tutte quelle spese, non avendo un reddito fisso su cui contare.
Jodie non era in condizioni molto differenti. Aveva speso gli ultimi contanti per un lucida labbra dal prezzo esorbitante e suo padre si rifiutava di finanziare ulteriori spese ingiustificate. Certo, vivendo con i genitori, non aveva i problemi di sussistenza di Nadia, ma era abituata a spendere molto di più dell'amica e senza entrate si sentiva bloccata, incastrata e annoiata. Niente vestiti nuovi, niente trucchi e niente uscite la sera. Si sfogava mangiando schifezze e guardando la tv oltre a lavorare a tempo perso ad un vecchio paio di jeans che stava aggiustando e trasformando, dando sfogo alla sua creatività.
Le due ragazze vivevano quindi un periodo difficile e di poche soddisfazioni. Il loro umore rispecchiava il rapido peggioramento delle condizioni atmosferiche. La settimana iniziò con un paio di giorni caratterizzati da un gelido vento di nordest, seguiti dall'improvviso arrivo di una vasta perturbazione che causò forti piogge e nubifragi in tutto il paese. Le temperature precipitarono e il cielo si chiuse in un buio grigiore per giorni e giorni.
In una di quelle notti, precisamente la notte tra venerdì e sabato, Nadia stava lavorando al chiosco. Il suo turno sarebbe terminato di li a poco ma il titolare chiamò, avvisando che, a causa di un guasto all'automobile, avrebe ritardato. Il contrattempo fù ben accolto dalla ragazza che, felice di guadagnare qualche soldo extra, si offrì immediatamente di prolungare il proprio turno malgrado stesse lavorando ormai da dodici ore.
Era passata la mezzanotte. Era stanca. Stava andando avanti a tazze di caffè da ll'inizio del turno e l'ultima cosa che aveva mangiato era una triste merendina al cioccolato che, oltretutto, le aveva causato una leggera nausea per diverse ore.
A parte la stanchezza, quell'orario, in quello specifico giorno della settimana, era uno dei peggiori per lavorare al chiosco. Era il momento in cui gli imbecilli giravano per la città, non abbastanza ubriachi crollare sulle panchine, vomitandosi addosso, ma a sufficienza da creare problemi e infastidire chiunque si imbattesse in loro.
Uno di questi idioti, un uomo di circa trenta anni, alto e piuttosto muscoloso, passava proprio allora in zona con i suoi amici e, visto il piccolo chiosco aperto, pensò di approfittarne per acquistare un pacchetto di sigarette. Indossava una maglietta bianca e rossa di una squadra di calcio straniera, jeans neri e una grossa collana d'oro che luccicava sotto la luce dei lampioni. Aveva i capelli rasati sulla nuca e ai lati della testa, con un vistoso ciuffo riccioluto al centro, una folta barba da hipster e un'ostentata rasatura al sopracciglio, da vero teppista. Si muoveva a scatti, con l'agitazione (probabilmente simulata) di un cocainomane e parlava a voce alta con i due amici che lo accompagnavano, cercando in qualche modo di imporsi su di loro.
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Storia di due stronze
HorrorStoria immorale, crudele e scurrile di due ragazze di periferia e della loro discesa nell'abisso. Malgrado il contenuto esplicito e molto scorretto, avviso subito il potenziale lettore che di sesso, qui, ne troverà poco. Abbonderanno invece dettagli...
