I miei due compagni di ricerca, Kris e Kayle avevano trivellato il guscio con cura e lentezza, secondo le mie indicazioni.
Il "guscio", come lo avevamo ribattezzato, era un misto di terra dura e metallo. Volevo analizzarlo.
Il terreno ci avrebbe detto da quale pianeta provenisse l'Alieno, il metallo quanto questa razza fosse evoluta.
Non era cosa da poco usare un unico strato di metallo per attraversare l'atmosfera, e non era neanche minimamente bruciato...
Kayle mi disse quanti altri campioni volessi raccogliere, eravamo già a venti."Altri trenta" avrei dovuto rispondergli, ma per prelevare ogni campione avevamo impiegato dieci minuti, iniziavo a spazientirmi.
Volevo vedere l'Alieno. La mia fortuna."Basta così" dissi.
Chiusi la scatola con i campioni e mi cambiai i guanti.
"Tiriamola fuori di lì!".
È così fu. Trivellarono il guscio più grossolanamente, a grandi spicchi, fino alla base.
Quando staccammo gli spicchi una sostanza giallastra si riversò ai nostri piedi, una sorta di muco... no, una sorta di placenta.
Alcuni residui erano ancora attaccati alle pareti del guscio, alle spalle dell'Alieno, ma la maggior parte era sul fondo.
Lei era in ammollo in quella melma.
Avrei voluto tirarla fuori subito, ma Serra - la mia assistente bionda - mi stava già porgendo altre provette per raccogliere campioni.
Soffocai una replica.
Era dura stare lì, chino a pochi centimetri dalla mia scoperta, a raccogliere quella melma che puzzava come un rigurgito.
Ma dovevo farlo.
Stavo chiudendo la ventesima fiala quando Serra disse che non avevamo più provette.
Cercai di nascondere la mia gioia.
Roxana si offrì volontaria per andare a prenderne altre."No, carichiamo il corpo sulla barella" ordinai.
Si cambiarono i guanti.
Dovetti farlo anch'io, di nuovo.
Erano titubanti a prenderla tra le mani, a colazione avevo sentito dire che temevano che fosse ancora viva.
Io pregavo che lo fosse, ma per tutto il tempo in cui noi avevamo trivellato, parlato e prelevato, non aveva mosso un muscolo.
Non che con tutti quei capelli si potesse vedere chissà che.
La chioma si era avviluppata intorno al corpo come un bozzolo e la copriva quasi del tutto, eccetto per un seno.
Da quello avevo capito che era un esemplare femminile.
La presi e la sollevai. Era leggerissima.
Mio nipote di sette anni pesava di più. La deposi sulla barella.
Il suo corpo era integro, ma era lungo poco più di un metro. Erano più lunghi i capelli...
Mi feci aiutare da Serra per sollevarla mentre io districavo quel groviglio.
I residui della placenta schizzarono ovunque per quanto cercassi di andare piano.
Roxane raccolse i capelli e glieli appallottolò sotto la nuca, come un cuscino.
Era nuda, ma il suo corpo era chiuso in mezzo alle gambe e non aveva capezzoli, quindi non necessitava di urinare e non poteva neanche allattare.
Ciò presagiva un metodo di riproduzione completamente diverso dal nostro.
Ero elettrizzato.
Chissà se il suo corpo conteneva i nostri stessi organi o erano diversi. Aveva un naso, seppur piccolo e schiacciato ed una bocca. Quindi respirava e si nutriva.
Con l'indice le sollevai il labbro superiore. Aveva tanti denti, lunghi e sottili come aghi. Mi ricordava quel pesce che vive nelle profondità marine con una piccola luce sulla testa.
Aveva quattro dita alle mani e nessuna sui piedi. Erano chiusi, forse recisi e cauterizzati dal calore dell'atmosfera.
Ma come aveva fatto ha bruciarsi i piedi se il guscio non era neanche annerito?"Signor Heeler?". Era Kris.
"Vogliamo portarla al campo?".
"Sì".
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Prologues of Arcani - Il ricercatore
Ciencia FicciónMatthew Heeler riesce finalmente entrare nel gruppo di ricerca che verrà mandato ad investigare sullo strano meteorite caduto dal cielo mesi addietro. Lui l'aveva visto. Un meteorite insolito, che si era lasciato dietro una scia rossa così simile ad...