Diana
♪♥Into the Unknown-
Panic!At The Disco♥ ♪
Quel giorno non andai a scuola.
Non ce la feci.
No.
Non ce la feci proprio.
E fu questo a cambiarmi la vita.
Erano passati 10 minuti buoni da quando la campanella era suonata, e, di conseguenza, da quando Drew e gli altri mi avevano lasciata lì, accasciata per terra, con uno zaino ormai rotto e il contenuto di quest'ultimo riversato a terra.
Non che ci fosse molto, dentro.
Una penna, una matita, e il minimo essenziale per sopravvivere a una giornata scolastica senza rischiare note per assenza di materiale.
Nonostante avessi potuto raccogliere tutto con molta facilità, alzarmi, ed entrare in classe a testa bassa come sempre, non lo feci.
Tutt'oggi non so se prenderlo come un atto di ribellione o come un segno indelebile di debolezza, di mancata forza d'animo.
Rimasi lì, zitta, immobile e con gli occhi vacui che vedevano ma allo stesso tempo non lo facevano. Con le orecchie che ascoltavano ma allo stesso tempo non lo facevano.
Con il cuore che batteva ma che allo stesso tempo non riusciva più a farlo per qualcuno, per qualcosa.
Allora perché batte?
Pensai a una bambola. Una bambola di pezza, presa, usata, e poi buttata via.
Era effettivamente così che mi sentivo.
Ero in uno stato di trance.
Non sapevo più chi ero.
Cosa facevo.
Che senso avesse la mia vita.
Non riuscivo nemmeno a piangere.
Stavo lì, ferma, a fissarmi le scarpe.
Ma non riuscivo a mettere a fuoco.
Cosa sta succedendo?
Che mi sta succedendo?
Il terrore iniziò a impossessarsi di me.
Iniziai ad ansimare.
Avevo raschiato completamente il fondo.
Anzi, non lo avevo solo raschiato.
Mi ci ero buttata di peso sopra.
E lo avevo abbracciato.
Mi ero lasciata avvolgere e stringere in una morsa da quelle tenebre oscure.
Non so quanto rimasi lì.
So solo che a un certo punto qualcosa dentro di me è scattato.
Si era finalmente accesa quella scintilla di pazzia che solo chi ormai non aveva più nulla da perdere aveva.
Quella scintilla, adesso luminosa, fino a quel momento era segregata in un piccolo baule incatenato a doppia, tripla mandata in un punto inaccessibile della mia mente.
Bene, il catenaccio era saltato.
Ogni cellula del mio corpo ha iniziato a urlare una sola cosa.
"VIA!"
Quello fu solo l'inizio del mio viaggio.
Il mio corpo si mosse da solo.
Alzati, corri e via.
Con uno scatto fulmineo balzai in piedi, raccogliendo con un gesto matita, penna e il mio fidato quadernino, dove scrivevo tutto quello che mi veniva in mente: testi, canzoni, melodie, storie.
Il resto lo lasciai lì per terra.
Come a dare un segno, un messaggio.
Questi non mi servono più.
Non tornerò.
Questo è un viaggio di sola andata.
Chiusi di fretta lo zaino mentre già correvo.
Una spallina era ormai andata, ma l'altra svolgeva fedelmente il suo compito.
Non ragionavo sulla destinazione, le mie gambe già la sapevano da sole.
La foresta.
La foresta che circonda il mitico lago.
Se nessuno da lì non torna più ci sará un motivo, no?
Non so minimamente cosa mi aspetta.
Pericoli, animali, città, villaggi?
Foreste incontaminate e infinite?
Oppure...il mare?
Va bene tutto...
Basta...
Basta che sia lontano da qui!
Con questi pensieri in testa correvo, correvo a rotta di collo verso la foresta.
Arrivata al confine della foresta mi bloccai di colpo.
Ul'altro passo e sarei stata più lontana che mai da casa.
Ma posso davvero chiamare questo posto casa?
Chiusi gli occhi.
Mi concentrai su ogni piccolo suono.
Il gracidare dei grilli.
La melodia del vento.
Le foglie degli alberi mosse dalla brezza.
Lo sbattere d'ali delle farfalle.
In lontananza lo scrosciare dell'acqua.
E una voce che mi chiamava.
Tenendo gli occhi chiusi feci quel passo.
Aprii di scatto gli occhi.
Non si torna più indietro.
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~Come sole e luna, come luce e tenebre~
FantasyIncomprensioni. Difficoltà. Lacrime. Sorrisi. Avventure. Avversità. Profezie. Fato. Destini intrecciati. Seguite l'avventura di queste 2 giovani eroine, che lottano, soffrono, sorridono, piangono, vivono fino alla fine ogni giorno. Perchè? Per che c...
