Ilenia riprese i sensi parecchie ore dopo, era notte fonda. In casa si udiva un silenzio di tomba. Ognuno era nella propria camera intento a riposare.
Raccogliendo le poche energie rimaste dopo la tremenda esperienza, si mise seduta sul letto. I cattivi pensieri furono distorti da un fitto mal di testa. Col palmo della mano si strofinò un occhio. Si alzò dal letto muovendosi lentamente. Osservò attraverso la finestra il panorama. Il giardino era coperto dal mantello buio della notte. Qualche stella brillava timidamente e la luna era pallida e opaca. La ragazza abbassò lo sguardo. Un vortice di ricordi frullò nella sua mente. Un tremendo senso di malinconia strinse il suo cuore. Forse era la Tanatoxicina.
Con passo lento e pesante si avvicinò alla sua borsa aprendo la cerniera. La mano affondò con sicurezza e afferrò una foto. Questa ritraeva dei ragazzi sulla ventina in una macchina rossa decapottabile. Sui sedili posteriori c'erano due maschi e una femmina abbracciati affettuosamente. Sul sedile d'avanti si vedeva una ragazza. Al volante si poteva facilmente riconoscere Ilenia, seppur con qualche anno in meno e i capelli più lunghi. Tutti sfoggiavano un largo sorriso. Le pose felici e gli abbracci indicavano un forte senso di attaccamento.
In quel momento, Ilenia capì che quel senso di tristezza non era più governato dal tremendo gas, ma da un lontano rimorso che l'accompagnava ogni giorno. Sul retro c'era scritta la data e la firma di ognuno. La ragazza avrebbe voluto il suo cellulare per vedere tutte le altre foto scattate insieme a quelli che erano i suoi amici. Purtroppo si accontentò di quell'unica foto che si era portata dietro. Sospirò e chiuse gli occhi. Per un attimo la sua mente rimandò l'immagine della macchina rossa distrutta. I vetri sparsi a terra come tanti granelli di sabbia, luccicavano nella notte vicino al guardrail. Nel ricordo, Ilenia vide per un attimo lei mentre strisciava con una larga ferita sulla testa. Girandosi, vide il gruppo di amici all'interno della vettura completamente immobili e coperti di sangue.
Fu in quel preciso momento che riaprì gli occhi con un sussulto.
Avvertendo un forte senso di debolezza si mise seduta sul letto. All'improvviso, un rumore si udì provenire dalla porta, qualcuno stava bussando.
<<Chi è...?>>domandò presa alla sprovvista.
<<Sono Giulia>>fu la risposta.
Ilenia strizzò gli occhi incuriosita da quell'inaspettata visita. Si alzò per andare ad aprire la porta. Cercò di sembrare in forma, non voleva dare segni di debolezza, dopotutto non ci si poteva fidare di nessuno. Appena la porta si aprì, Giulia prese la parola restando poco distante.
<<Ti senti bene?>>domandò.
<<Sì... diciamo che mi sento molto meglio... grazie>>rispose sorpresa di tutta quella gentilezza.
<<So che siamo avversarie, ma essendo che ci è andata parecchio male ho pensato di venire a darti un'occhiata>>rispose accennando a un sorriso.
Sempre più stupita, Ilenia decise di ricambiare quel segno di cortesia.
<<Entra, non dovresti stare troppo in piedi>>disse aprendo di più la porta in segno di accoglienza.
Dopo aver fatto entrare Giulia, Ilenia chiuse la porta a chiave, poiché non voleva ospiti indesiderati e pericolosi. Entrambe si misero sedute sul letto, Giulia non poté fare a meno di notare la foto. Senza toccarla, si limitò ad osservarla.
<<Ti stanno bene i capelli lunghi>>cominciò.
<<Grazie... sembra passato un secolo>>rispose con evidente nostalgia, tenendola in mano.
<<Sono i tuoi amici?>>azzardò Giulia.
<<Lo erano... sono morti in un incidente d'auto. Io ero alla guida e sono stata l'unica a salvarmi...>>spiegò liberandosi dal tremendo peso.
STAI LEGGENDO
TANATOXICINA: FATE IL VOSTRO GIOCO!
Mystery / ThrillerATTENZIONE! Vuoi vedere un reality accattivante? Sei stufo dei soliti programmi televisivi visti e rivisti? Bene, allora Tanatoxicina è il programma che fa per te! Non perderti i le dirette del reality più pazzo! Dieci concorrenti si sfideranno tra...
