Il niente.
Non sono niente.
Un foglio di carta sarebbe più utile di me.
Oggi a scuola mi hanno picchiato,sempre per quel motivo.
Cosa ci trovano di male in noi?
Non capisco perché le persone nutrino un disprezzo così grande verso di noi.
Adesso sono a terra davanti al cortile della scuola.
Sto piangendo e come al solito gli altri ragazzi mi ridono dietro mentre se ne escono dal cortile, senza nemmeno aiutarmi.
Non provano niente per me, nemmeno compassione.
In lontananza noto un ragazzo molto alto,con dei lunghi capelli ricci che cadono sul collo. Indossa degli skinny che aderiscono alle sue perfette gambe,una camicia fin troppo aderente dove si intravede il petto scolpito pieno di tatuaggi.
Indossa degli occhiali scuri,quindi non riesco a dedurre il colore dei suoi occhi.
Si avvicina verso di me confuso.
"Perchè ti hanno ridotto così?" Sussurra. Oh la sua voce. È cosi rilassante quel suono, vorrei sentirlo ancora.
"Mh.." mi massaggio la gamba dolorante,il ragazzo mi osserva per poi porgermi la sua mano per alzarmi. La afferro alzandomi completamente,mentre lo sento sogghignare probabilmente per la mia altezza. Faccio spallucce per poi sedermi sulle scale dell'atrio e tamponarmi con un fazzoletto il sangue che continua a fuoriuscire dal mio naso,sperando di farlo coagulare. Mr. Sonounfregnodellamadonna mi segue,mettendosi di fronte a me,mentre abbasso lo sguardo per non farmi vedere,ma lui poggia il suo indice sul mio mento per far incontrare i nostri sguardi. Deglutisco mentre sento che sto avvampando sempre più. "Vuoi che ti accompagni a casa?" Rompe il ghiaccio il riccio.
"N-non è necessario.." balbetto grattandomi la nuca.
Sfreccia un suv che si ferma proprio davanti a noi,da dove scende una ragazza altezzosa,che si avvicina al ragazzo sculettando.
"Amore ti ho cercato tutto il giorno, dove ti eri cacciato? Adesso vieni con me" gli accarezza il petto per poi fulminarmi con lo sguardo, fissandomi per un po' con disprezzo. Punto lo sguardo sulle mie vans sentendomi a disagio.
Il ragazzo si limita ad annuire,per poi dirigersi verso il suv con quella che sarebbe la sua ragazza, lasciandomi spiazzato.
Alla fine ho chiamato un taxi,e mi sono fatto portare a casa,dove fortunatamente mia madre è ancora a lavoro e quindi non saprà di tutto quello che mi è successo.
Arrivato a casa provo a 'curare' le ferite che mi hanno procurato Zayn e i suoi amici, per poi aprire il frigo e trovare una fetta di pizza; non mi andava di mangiare, perciò lo richiudo subito. Mi faccio una doccia veloce per poi cambiarmi i boxer e buttarmi a peso morto sul letto,stropicciandomi gli occhi.
Stringo il cuscino cercando di addormentarmi,e,come aspettato,mi addormento dopo poco.
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suicide » l.s.
Fiksi PenggemarDove un ragazzo gay si innamora di un ragazzo etero e inizia a scrivere lettere su di lui. "Non sono niente,non mi noterà mai,gli scriverò delle lettere e poi gliele invierò tutte" dissi tra me e me. #769 in storie brevi. - 1.10.2016 © 2015 satansba...
