twenty seven special chapter

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Era una mattinata di novembre. Il sole splendeva alto nel cielo, ma non era abbastanza per scaldare dal vento gelido che soffiava imperterrito.

Intorno a me c'erano tante persone, amici di famiglia, parenti lontani, vicini. Io non conoscevo quasi nessuno e mi limitavo a starle accanto.
Luke aveva preso un permesso per raggiungerci e starci vicine.

Non ero ancora pronta per lasciarla andare.

Quegli ultimi giorni erano stati così sereni, è stato tremendo quando la tempesta si è scagliata su di noi senza pietà.

Mia sorella mi raggiunse dopo poco, dicendomi che il prete era pronto per la funzione.
Luke si mise dietro di noi, come a volerci sorreggere nel caso cadessimo. Ma la verità era che ormai io non avevo forze per nuotare e tentare di non affogare.

Non ascoltai nulla di quello che il prete blaterò, di tutte quelle persone che venivano a farci le condoglianze, dei finti sorrisi di incoraggiamento che ricevevamo.
Mi limitai ad annuire e ringraziare per due ore di fila, le guance perennemente solcate dalle lacrime che scendevano copiose.

Quando fu il momento di seppellirla mi sentii come completamente svuotata, senza una ragione per provare a tornare a galla. Ormai avevo toccato il fondo.

Mia sorella si strinse al petto di Luke, che aveva gli occhi arrossati e lucidi, e iniziò a piangere. Probabilmente gli inzuppò la maglia.

Io invece ero in stato catatonico. Fissavo la scena, senza più lacrime da piangere.

Anche lei mi aveva lasciata.

in case »m.g.c.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora