Chapter 9.

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12 settembre 2016.

Ye,il primo giorno di scuola!
Questo significava fine delle vacanze,fine delle intere giornate passate a far nulla,fine del caldo.

Ció significava anche l'inizio della solita,odiosa routine.
Quella routine che ti spingeva ogni santo giorno a svegliarti alle 5.30 di mattina,alzarti dal letto,eccedera eccedera.
É noioso anche raccontarla.

La sera prima impostai la sveglia dieci minuti prima,ovvero alle 5.20 AM,per prepararmi psicologicamente all'inizio di un nuovo anno scolastico.
Questo sarebbe stato l'ultimo anno di liceo,poi mi sarei trasferita a Londra,per frequentare un prestigioso college.

Mi stropicciai gli occhi,per poi stiracchiarmi.
Emisi un grosso sbadiglio,seguito dallo scricchiolare delle dita della mia mano sinistra.

Avevo preparato i vestiti che avrei indossato la sera prima.
Optai quindi per uno skinny jeans grigio,con una canotta degli AC/DC rigorosamente nera,e delle Adidas Superstar,anch'esse nere.

Oggi,in casa Bradford,regnava la felicitá,grazie a me.

Esitai un po' prima di alzarmi dal letto.
Il mio caro e comodo letto.

Fissai per qualche istante la parete alla mia destra,era piena di poster dei 5 seconds of summer,band che io amavo,insieme a quella degli One Direction.

Finalmente,alle ore 5.42 AM del 12 settembre 2016,annunciai ai miei arti,al mio cervello,ai miei piedi,e al resto del mio corpo che era il momento di alzarsi.

Mi stiracchiai un'ultima volta,per poi dirigermi in bagno,insieme al mio accappatoio,all'intimo pulito,e ai miei vestiti,per fare la doccia.

L'acqua tiepida scorreva sul mio corpo,come un fiume sul versante di una collina.

In quattro e quattro otto,dopo essermi asciugata,mi vestii e mi sistemai i capelli,mentre prestai piú attenzione al mio make up.
Il filo di eyeliner,accompagnato da della matita nera,contornavano i miei occhi.
Sulle labbra,invece,avevo messo del semplice lip gloss trasparente.
I miei capelli erano legati in uno chignon spettinato.

Scesi giú.
Erano le 6.18 AM,ed entro le 6.45 dovevo essere alla fermata del pullman.
"É presto."-esclamai,sotto voce,guardando per qualche minuto l'orologio del mio cellulare.

Mandai un messaggio a Genn,chiedendogli se voleva venire alla fermata con me.

A Genn♡ :
Ehi,dato che sono uscita di casa prima del previsto,posso passare da te? Cosí andiamo alla fermata del pullman insieme♡

La sua risposta non tardó ad arrivare.

Da Genn♡ :
Certo. Ti aspetto,mi sento solo,che a casa non c'é nessuno :(

Risposi con una semplice emoticon,per poi sorridere mentalmente.
Casa sua non distava molto dalla mia,circa quattro isolati.

Arrivai dopo circa 15 minuti.
Suonai il campanello,infilandomi il cellulare in tasca.
Avevo appena finito di ascoltare Stitches di Shawn Mendes.

Un Genn spettinato e super coccoloso venne ad aprirmi,abbracciandomi.

"Ehi."-lo salutai sotto voce,sorridendo.
"Buongiorno,principessa."-cinguettó,sciogliendosi dall'abbraccio.
Quel suo saluto mi provocó un brivido,facendomi irrigidire.
Nessuno era mai stato cosí dolce con me,tranne la sagoma di Liam Payne che avevo in camera mia.
Quella sagoma riproduceva suoni come 'sei stupenda','ti amo','niall?non é nessuno,voglio solo te'.
Fu un regalo di mia zia Virgin,del Texas.

Entrai in casa sua,era la prima volta che la vedevo.
Sembrava molto accogliente.

"Io vado sopra per vestirmi,tu aspettami qui. Fai come se fossi a casa tua."-esclamó,salendo le scale.
"Veloce,il pullman passa tra 10 minuti!"-urlai,cercando di farmi sentire.
Ma niente da fare,era già andato.

Accesi la tv,sedendomi sul divano.
Misi sul canale 6,vedendo il notiziario mattutino.
"La star del cinema,Silvester Stallone,é stato rapito dagli alieni. Lo afferma un suo grandissimo fan."

"Pft."-dissi,cambiando canale.
All'improvviso,sentii Genn scendere le scale.
"Andiamo? O mio dio! Davvero Silvester Stallone é stato rapito?"-mi domandó incredulo.
"Ma ti pare?"-ridacchiai.

Senza pensarci due volte,aprí il portone di casa sua,e uscimmo.
Mi cinse la vita con un braccio,stringendomi a lui.
"Tranquilla,c'é una fermata proprio qui vicino,riusciremo a prendere il pullman."-esclamó,aggiustandosi il ciuffo ribelle dei suoi capelli.
"Non ti sei pettinato oggi,Butch?"-domandai,sarcastica.
"I miei capelli sono peggio di una mucca pazza,non si riescono a controllare."-rispose lui,ridendo.

Ci sedemmo sulla panchina verde,quella su cui c'era scritto il numero dei pullman che passavano da lí e i tragitti.
Noi avremmo preso il 58,quello che portava in centro,nonché quello piú pieno.
Lí sopra ci si poteva incontrare mezza,se non tutta la scuola.

Dopo neanche un minuto,il pullman arrivó,e noi ci salimmo sopra.
Genn occupó l'ultimo posto libero,procurandosi una smorfia da parte mia.
Mi girai,per poi aggrapparmi con la mano destra alle sbarre metalliche che si trovavano nel mezzo.
Mi sentii prendere per i fianchi,cosí lasciai la presa della sbarra e mi lasciai trasportare dalle mani,che suppongo,fossero di Genn.

Ciaaaaaaaaaaaao
Come statee?benee?yeeee!
Nuovo capitolo che in realtá non ha molta importanza,ma comunque serve.
Come potete vedere siamo nel futuro,eww
Al prossimo capitolo *faccina pervy*

black.  [Genn Butch; #Wattys2016]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora