Chapter 2.

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Sapevo che non dovevo fidarmi di Dawn.
Sapeva che io e Genn non ci sopportavamo.

Genn alla mia vista ghignó,abbassando lo sguardo.
"Ok,Genn. So che non ci sopportiamo,ma ti prego di non rovinarmi questa serata."-iniziai il discorso io,sbuffando.
Picchiettó le dita sul volante.
"Vabene,cara Ashley. Ma tu non rovinarla a me,siamo intesi?"-continuó lui,mettendo in moto l'auto.

Il viaggio fu abbastanza corto,ma comunque silenzioso.
Quel ragazzo mi metteva a disagio,non so per quale motivo.
Forse per quel suo sguardo da psicopatico che aveva.
Boh,chi li capisce i maschi.

Era strano il fatto che io e Genn non ci sopportassimo,eravamo così simili.
Entrambi un po' con la testa fra le nuvole,ossessionati dalla musica e cosí via.
Anche un po' disturbati,direi.

Arrivammo a scuola,la musica si sentiva giá da fuori.
Mi tappai le orecchie per quanto alta fosse,leggermente infastidita.
Aprii la portiera,scesi dalla macchina e mi guardai intorto.
Il cortile,dove si sarebbe tenuta la festa,era addobbato in modo davvero squallido.
Sí,squallido.
Palloncini blu ovunque.
Intorno ai tavoli,persino sul palco dove una delle band della scuola si sarebbe esibita.
Per non parlare dei festoni verdi appesi intorno agli alberi.
Bleah,che schifo.
"Davvero orribile. Si sono superati,pft. Rispetto agli addobbi dell'anno scorso,ovvero stupidi dinosauri,si sono superati. Ah,giá,é inutile che lo dico a te,é il tuo primo ballo."-gridó Genn per farsi sentire.
"Ah ah ah. Divertente. Beh,spero anche che sia l'ultimo di ballo,con te intendo."-dissi,cercando di sovrastare la musica con la voce.

Dopo quella frase,Genn non aprí bocca per tutta la serata.
Finalmente si decise a parlare.
"Andiamocene,sono stanco di vedere ragazzi che palpano il culo a ragazze di cui non sanno neanche l'esistenza e vedere ragazze che si strusciano ad essi come conigli."-gridò lui inutilmente.

Cavolo,le stesse cose che penso io.

"Bah,a me ingozzarmi di té alla pesca non dispiace,e poi dove vorresti andare?"-domandai,continuando a bere.
Sarei andata in orverdose di fruttosio se non avessi smesso.
Erano le 10:29 PM.
Ci guardammo negli occhi per un paio di secondi,per poi ritrovarci fuori dal cortile della nostra scuola a correre.

Le nostre risate rimbombavano nelle vie della cittá.
La poca gente che si aggirava per il centro,ci squadró con gli occhi.
Sicuramente pensavano che fossimo tossicodipendenti o malati terminali appena scappati da un manicomio.
Rallentammo e ci fermammo al parco abbandonato,sedendoci su una panchina arrugginita.

Per essere giugno c'era molto vento,quasi avevo freddo.
Le foglie degli alberi,ed anche i rami,si muovevano procurando un rumore quasi inquietante.
Un fruscio,uno di quelli che si sente solo nei film dell'orrore.

Ripresi fiato ridacchiando ancora.
"Divertente,vero?"-mi domandó Genn,aggiustandosi i capelli,scompigliati dalla corsa e dal vento.
"Non pensi ci stiano cercando?"-esclamai,sbloccando lo schermo del mio cellulare.

Cavolo,7 chiamate perse e 20 messaggi.

Genn spió dal mio iPhone queste notifiche.
"Che fai?Non sta bene sbirciare."-lo rimproverai quasi,spintonandolo scherzosamente.
"Si lo so ma...non pensi sia meglio rispondere?"-rispose,alzandosi dalla panchina.
Si massaggió il braccio,dove pochi secondi prima l'avevo colpito.

Mi scostai una ciocca di capelli dal viso e me la portai dietro all'orecchio,mentre osservavo le mie vans,sulle quali,pochi minuti prima,c'era caduta del vodka alla pesca.

"Nah,fa niente."-continuai.
"Vuoi tornare da quelli lí o preferisci restare qua,da soli?"-mi chiese Genn,ridacchiando.
Perché rideva?Pft.

"Ceh,si,ma..sono nostri amici,anche se non mi piacerebbe continuare a vedere persone che limonano."-risposi,guardandomi le unghie.
"Fidati di me."-esclamó lui.
"Perché dovrei?Non ti sopporto.E lo sai bene."
"Concediamoci una tregua,almeno per stasera."

Eppure,quel ragazzo mi sembrava diverso.
O almeno,avevo iniziato a vederlo con occhi diversi.

Tra i rami e le foglie degli alberi che ci circondavano,scorsi delle stelle.
Da piccola avevo passato notti intere a guardare le stelle con mio padre,mi avevano sempre incantato.
Così piccole ma cosí luminose,cosí...belle.

"Che fai?"-mi chiese Genn,facendomi sobbalzare.
"Oh niente..sai..le stelle..."-bisbigliai quasi,abbassando lo sguardo.

Solo una parola.
Imbarazzo.

In pochi secondi,Genn mi prese il viso tra le mani e mi baciò,azzerando la distanza tra le nostre labbra.

All'inzio fu un bacio un po' timido ed impacciato,ma poi quella timidezza cominció a scomparire e quel bacio si trasformó.

Il bacio finí quando entrambi sentimmo la mancanza di aria nei polmoni.

Ma perché lo aveva fatto?

"Genn,perché?Insomma,me l'hai sempre ripetuto. Tu mi odi."-iniziai,con un filo di voce.
"Non penso sia odio,penso sia..paura. Paura di innamorarsi o paura di vivere qualcosa di serio. Non sono quel tipo di ragazzo che si innamora e,poof,il giorno dopo si fidanza. E tu lo sai."-continuó,mordendosi il labbro.

Infondo aveva ragione,magari anche io provavo la stessa cosa.
Forse era solo paura la nostra.

Mi mise una mano sulla gamba leggermente scoperta dal vestito,e mi sorrise.

"Ehm..insomma il bacio,ti è piaciuto?"-mi domandó,imbarazzato.
"Certo Genn."-risposi,avvicinandomi a lui.
"Mi hai fatto male,lo sai?"-mi disse,ridendo.
Risi anch'io per poi massaggiargli il braccio.
Mi prese per i fianchi,accorciando le distanze fra di noi.
Fissai le sue labbra per un po',e dopo qualche secondo,ci ritrovammo a baciarci ancora sotto il cielo stellato di Toronto.

Bella genteeeeeee.
Ecco a voi il secondo capitolo della mia fanfiction!Un applauso! *partono gli applausi*
Come il precedente,non è molto lungo,spero di allungare i capitoli nel futuro,ma davvero,non avevo molte idee.
Scusate,peró voletemi bene lo stesso perché io vvb con tutto il mio corazon,anche se siete solo 2-3 gatti a seguire questa ff.
Ok basta.
Scusate per gli aventuali errori.
Al prossimo capitolo!❤

black.  [Genn Butch; #Wattys2016]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora