Un frappè per due

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<<Che diavolo ci fai qui?>> dissi letteralmente irritata.!
<<oh oh oh, qualcuno stamattina si è svegliato col piede storto! Non sono venuto qui per te, puoi fare sogni tranquilli ora.!>> nella sua voce avvertii un senso di dispiacere, così decisi di porgli le mie scuse, ma Alayna, come sempre, interruppe tutto.
<<Non starlo a sentire Sharon, è venuto solo ed esclusivamente per te.!>
In quel momento David, infastidito, confessò << Si okay , sono venuto qui per sapere del tuo primo giorno alla Thompson, e inoltre ti ho aspettata per mezz'ora. Quindi ora per farti perdonare, mi racconti tutto e ti fai offrire un drink!>>
A quel punto vidi un sorriso compiaciuto nel suo volto, e non riuscì a nascondere il mio. I suoi bellissimi capelli erano illuminati dal sole; il suo sorriso dolce era contagioso; e quel suo modo stravagante di vestire , attirava molto l'attenzione di qualsiasi ragazza.
Vestiva quasi sempre con dei jeans strappati, una canotta, una camicia a quadri in vita, e quel suo buffo cappello al rovescio.
<<Sharon allora?>> disse David portandomi alla realtà.
<<Emm, no grazie, non bevo.!>>
<<Questa storia che le ballerine non bevono e non fumano deve finire.!!! Alayna, portaci un frappè con due cannucce, grazie.>>
Lo guardai storto, leggermente irritata, e lui se ne accorse.
<< che c'è Sharon, non ti piace il frappè?>> disse preoccupato.
<<Non è questo, anzi, lo adoro, e ti ringrazio, è solo che..>>
Lasciai portar via dal vento la mia frase, senza terminarla, per paura di dire qualcosa di sbagliato.
<<Parla Sharon, mi stai facendo preoccupare, ho fatto qualcosa che ti ha offesa ?>>
<< No no, è solo che.. Non capisco tutta questa preoccupazione per me; fino a pochi anni fa mi odiavi!>> dissi secca, decisa.
Abbassò la testa, e iniziò a stuzzicarsi la mano; dalla sua espressione capii il suo dispiacere, poi disse :<< Partiamo dal fatto che non ti odiavo, semplicemente dovevo guadagnarmi un po di fama in quella scuola e tu eri un bersaglio facile, sapevo che se stuzzicavo te, non ti saresti ribellata, e quindi era tutto più facile. Non sai quanto mi dispiace. Poi ti sto dando tutte queste "attenzioni ", come le chiami tu, semplicemente perché ho ritrovato una vecchia amica, se così posso chiamarti.>>
Contenta della sua confessione, decisi di crederlo.
Passammo le successive ore a parlare del mio primo giorno a scuola, poi però dovetti andare via.
La mia casa non si trovava molto lontana dal chiosco, ma nonostante ciò David si offrì di accompagnarmi, ma rifiutai.
Vivevo da sola già da un po', mi piaceva essere indipendente, e poi se volevo studiare alla Thompson , non potevo rimanere con i miei in Wisconsin.
Arrivata lì trovai la porta d'ingresso aperta e le luci accese; qualcuno era in casa.
Non sapevo che fare, le gambe mi iniziarono a tremare, la paura si faceva sempre più forte, ma nonostante ciò decisi di entrare.
Vidi un uomo sdraiato sul mio divano, probabilmente ubriaco, e così mi avvicinai a lui,cercando di capire chi fosse; O mio dio, non poteva essere lui.
<<Cosa ci fai qui Alan?>>

Fino alla fine.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora