Sento delle voci, non capisco cosa dicono. Arrivano ovattate alle mie orecchie. Dalle palpebre chiuse riesco a intravedere della luce. E poi i ricordi tornano, pesanti come un macigno. La corsa senza sosta e in fine la caduta a terra.
Non dovrei essere morta?Apro leggermente le palpebre, ma l'unica cosa che riesco a vedere sono due figure nere.
Le sbatto un po' di volte finché riesco a vedere decentemente. Una signora sulla quarantina mi guarda preoccupata mentre un ragazzo più o meno della mia età vaga per la stanza.
Provo a mettermi seduta ma un capogiro mi ci fa ripensare.
-Dovresti riposare ancora un po'.- mi dice la signora.
Cerco di divincolarmi dalla sua presa che mi accompagna a sdraiarmi su di un divano e mi metto a sedere. Mi guardo intorno finché il mio sguardo si posa sul ragazzo che vaga chiaramente a disagio.
Mi giro verso la signora; ha i capelli lunghi e neri raccolti in un pinzone. Gli occhi sono di un verde giada.
-Sono Lydia- dice notando il mio sguardo. -E lui- indica con un cenno del capo il ragazzo - è mio figlio Shon-.
Lui si gira di scatto -Si? Che c'è?-
- È un po' stanco- mi dice Lydia.
Senza accorgermene il mio sguardo va sul viso di Shon.
I capelli sono corvini come quelli della madre ma gli occhi sono da toglere il fiato, sono a mandorla come quelli di un orientale ma sono color smeraldo. Non ne avevo mai visti così, sono stupendi.
Ma che razza di pensieri fai Leila! Stupida, stupida!Quando mi accorgo che sto fissando Shon da troppo tempo, che se n'è accorto e che ha assunto un'espressione strana, gli sorrido e distolgo lo sguardo.
Possibile che devi fare sempre la figura dell'idiota?!
-E tu sei...?-
- Leila- rispondo velocemente. Non sono abituata ad essere al centro dell'attenzione.
- Bene Leila, devi essere stanca immagino. Shon potresi accompagnarla nella camera per gli ospiti? Domani ti accompagno a casa tua. Ora vai a riposare-
Mi alzo dal divano un po' traballante e seguo Shon verso le scale.
Si ferma davanti a una porta alla fine di un corridoio. La apre, si accosta al muro per farmi entrare e poi la richiude dietro alle mie spalle.
Finalmente sola vado a coricarmi sul letto. Guardo il soffitto e mi perdo nei ricordi e nei pensieri, cercando di dare un senso ciò che è accaduto. Non mi sono sognata tutto, ne sono sicura.
Tutti quegli avvenimenti mi pesano sulle palpebre come massi e senza accorgermene mi addormento.Un raggio di sole attraversa le tende azzurrine alla finestra, finendo sulla mia faccia e il mio bel sogno viene interrotto.
Vorrei dire che è stato come una carezza leggera di luce sul viso, ma è stato più come quando ti puntano una luce negli occhi...non molto gradevole.
Apro la finestra e una brezza fresca e primaverile mi colpisce in pieno viso. Guardo fuori e noto che poco lontano c'è un piccolo boschetto e che da lì si sentono arrivare i cinguettii degli uccellini e il classico profumo di primavera. Inspiro l'aria a pieni polmoni e mi sporgo tanto che quasi cado.
Poi sento qualcos'altro, un delizioso odore di croissant m'investe. L'odore è proprio come di quelli che faceva mia mamma.
Scendo le scale in punta di piedi quando a metà scala incontro Shon.
-Ciao, mia madre ha preparato la colazione- mi dice e io annuisco facendo finta di essere assonnata. Non mi va di sostenere una conversazione che di certo consisterebbe in: "Cosa ci facevi a quell'ora della notte a correre così in periferia?", "I tuoi genitori dove sono?" oppure "Vuoi chiamare i tuoi genitori?".
Probabilmente sarebbe una delle mie conversazioni più imbarazzanti.
Scendo i pochi gradini che mi rimangono ed entro in cucina. Qui l'odore di croissant è ancora più forte, quasi nauseante.
-Oh, buongiorno - mi accoglie Lydia con un'enorme sorriso.
Ci sediamo in tavola e spilucco un pezzetto di croissant. Nessuno parla e a me va benissimo così visto che, se qualcuno parlasse, parlerebbe di me.
Manco farlo apposta Lydia rompe il ghiaccio:- Se ti va dopo puoi farti un bagno e poi ti riaccompagnamo a casa. I tuoi genitori saranno preoccupati!-
Per tutto il resto della colazione nessuno parla e meno male nessuno fa domande. A colazione finita mi alzo e faccio per avviarmi verso le scale per andare a fare il bagno, ma torno indietro.
- Scusate, dov'è il bagno?-
Lydia mi sorride e dice:-Corridoio a sinistra, ultima porta, dritto a te.-
Ringrazio e mi fiondo su per le scale. Seguo le indicazioni e appena apro la porta del bagno veno investita da un vapore piacevolmente caldo. Chiudo la porta e mi dirigo verso la vasca da bagno, già riempita d'acqua. Mi tolgo i vestiti, m'immergo fino alle orecchie e resto ad assaporare il caldo dell'acqua. Non so perché mi viene in mente il viso di Shon. Gli occhi a mandorla di un verde intenso...
Leila, per favore!Esco dalla vasca e gocciolo dappertutto, mi avvolgo un asciugamano intorno al corpo, prendo i vestiti che avevo abbandonato per terra ed esco dal bagno.
Arrivo davanti alla porta della camera degli ospiti e faccio per aprire la porta, ma non posso fare a meno di sentire Lydia: - Dobbiamo riportarla a casa sua. Io non la voglio in casa neanche un secondo di più. Potrebbe essere una barbona o una malintenzionata, per quel che ne sappiamo noi!-
-Mamma, magari stava semplicemente scappando da qualcosa- sento Shon proteggermi.
-Non m'importa se sta scappando da qualcosa. Non la voglio in casa un secondo di più! Punto e basta.-La conversazione mi pesa sul petto come una montagna.
È ovvio che sto soltanto arrecando disturbo. Era strano che fossero tutti così gentili e sorridenti, ecco spiegato tutto.
La rabbia mi sale dentro. Perché dovrei rimanere qui?! Perché dovrei farmi accompagnare a casa da loro?!
Entro in camera furiosa e mi vesto alla velocità della luce. Mi metto le scarpe ormai consumate da ieri, i pantaloni logorati dalle cadute e la maglietta sporca.
Mi avvicino alla finestra che dà sul boschetto, è bello alto dal secondo piano. Salgo sul davanzale della finestra.So che potrebbe sembrare una missione suicida, ma vi assicuro che non lo è.
Guardo giù, l'altezza è notevole.
Prendo un bel respiro e salto.Scuate se sono un po' lenta ad aggiornare, ma non ho molto tempo a disposizione. Non so dire con precisione quando riaggiornerò. Spero presto.
Spero vi stia piacendo. Buona lettura♥
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THE BLACK ANGEL
Fantasy"Leila è una ragazza americana di 17 anni. La sua vita è quella di una normale studentessa del liceo , finché un tassello del puzzle viene spostato e la cambia radicalmente, in tutti i sensi. Fa nuove amicizie,molte inaspettate, impara a non fidarsi...